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Follie della spazzatura

Autore: . Data: mercoledì, 15 dicembre 2010Commenti (0)

Napoli continua ad essere sommersa dai rifiuti, ma la Puglia rimanda indietro i camion, perchè ‘non conformi’.

I primi sei tir carichi di 180 tonnellate immondizia proveniente dalla Stir di Giugliano e Tufino erano arrivati ieri nella discarica Italcave di Statte, in provincia di Taranto.

Ma i controllori dell’Arpa dopo averli esaminati li hanno ritenuti non idonei. A non andar bene non era il tipo dei rifiuti, ma la modalità con la quale erano stati trasportati.

Secondo l’accordo tra le Regioni Campania e Puglia alcune condizioni erano considerate tassative e tra queste ce n’è una che specifica il tipo di camion da utilizzare.

Il mezzo deve avere, secondo il protocollo, chiusure ermetiche per evitare dispersioni nell’ambiente. Dai rilievi i tir non rispettavano questa condizione e così sono stati spediti al mittente.

La decisione appare bislacca, poichè se il carico non era sigillato e rischiava durante il tragitto di disperdersi forse era il caso di evitare che ripercorresse la strada per una seconda volta, raddoppiando i pericoli di contaminazione.

L’accordo prevede un aumento dei trasporti che dovrebbero raggiungere la cifra finale di 18 tir al giorno.

Ieri nel capoluogo campano erano poco più di mille le tonnellate di rifiuti accumulate per le strade.

Secondo l’assessore all’Igiene urbana del comune Paolo Giacomelli “con questo ritmo entro una decina di giorni la città potrebbe tornare alla normalità. Anche se recuperiamo mediamente cento tonnellate al giorno, adesso abbiamo una maggiore continuità nei conferimenti”. Sempre che non succedano altri casi di rifiuto ‘tecnico’.

La Giunta regionale della Campania, intanto, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Giovanni Romano, ha approvato l’accordo operativo con la Regione Emilia Romagna per il conferimento di 5 mila tonnellate di rifiuto urbano pretrattato negli impianti campani, con un quantitativo medio giornaliero di 150 tonnellate.

Il ‘mago’ del 2008, Silvio Berlusconi, nel frattempo ha affermato che “il governo non può interessarsi di tutti i capoluoghi di provincia, se questi non sanno badare alle proprie emergenze”.

Sulle sue gesta di due anni fa, il premier ha sostenuto che il governo “ha operato un miracolo” e che la responsabilità del disastro di queste settimane è causata dalle “incapacità assoluta delle autorità locali”.

Infine forze dell’ordine hanno sgomberato i presidi dei comitati antidiscarica. I cittadini dell’area vesuviana hanno raccontato che l’operazione è iniziata verso le 2.15 di ieri a Boscoreale, al presidio di via Panoramica, e un’ora dopo a Terzigno al cosiddetto ’Il Rifugio’ di via Zabatta.

“Hanno abbattuto i gazebo che servono da punto di ritrovo per la popolazione civile che ogni notte scende in strada per dare un segnale, costante e permanente e non violento sulla necessita’ di chiudere e bonificare la mortifera cava sari”, hanno scritto in una nota gli attivisti.

“I gazebo sono un segnale di protesta che non possiamo più tollerare e la protesta non è contemplata negli accordi che i vostri amministratori hanno firmato” avrebbero detto i dirigenti della polizia ai comitati.

“Alla richiesta di esibire un mandato – hanno spiegato i manifestanti – le forze dell’ordine hanno risposto di non essere tenute a farlo (falso), e senza aggiungere parole o spiegazioni hanno proceduto allo smantellamento delle tende, dei gazebo e di tutte le strutture che davano riparo durante le notti di protesta”.

I comitati hanno anche specificato che al presidio di Terzigno “i manifestanti, saputa dell’azione di forza perpetrata alla rotonda, hanno smontato loro stessi i presidi per evitare incidenti che potessero coinvolgere le numerose persone, che anche stanotte presidiavano la strada provinciale Zabatta. Uno sgombero di Natale in piena regola, che oltretutto è stato perpetuato su proprietà private”.

I cittadini di Terzigno e Boscoreale “non hanno nessuna intenzione di mollare”, avvertono i comitati.

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