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Caso Parmalat, Tanzi condannato a 18 anni

Autore: . Data: venerdì, 10 dicembre 2010Commenti (0)

Il Tribunale di Parma (dopo sei ore di camera di consiglio) ha condannato ieri Calisto Tanzi, l’ex patron di Parmalat, a 18 anni di reclusione a fronte di una richiesta del pubblico ministero di 20.

La sentenza, per bancarotta fraudolenta, è relativa ai fatti del 2003, quando vennero bruciati quasi 15 miliardi di euro, e insieme a Tanzi sono stati condannati l’ex direttore finanziario, Fausto Tonna (14 anni) e il fratello di Calisto, Giovanni (10 anni e mezzo).

Il giudice ha stabilito inoltre che i responsabili dovranno risarcire due miliardi di euro alla nuova azienda nata dopo il crac Parmalat e il 5% del valore nominale delle obbligazioni ai risparmiatori. Secondo una stima fornita dalla parte civile, il valore dei bond sarebbe di circa 600 milioni di euro, dunque andranno rimborsati circa 30 milioni. Il commento a caldo di Tanzi (che ricorrerà in appello) è di stupore: “Non mi aspettavo una sentenza così severa”.

Va inoltre ricordato che nel dicembre 2008 Tanzi venne condannato a 10 anni per aggiotaggio e, mentre questo processo si è concluso, nel capoluogo lombardo resta aperto un processo a carico delle banche estere. Dal 2004 la magistratura è a caccia di quello che è stato chiamato “il tesoretto” di Tanzi, che avrebbe nascosto negli anni distraendo fondi dalle casse della società.
Di recente, circa un anno fa, sono stati scovati dagli investigatori quadri d’autore per un valore superiore ai 100 milioni di euro: Van Gogh, Picasso, Modigliani, Cezanne, Ligabue, De Nittis, e Monet.

Per rilanciare il gruppo, l’azienda ha ceduto molti asset, come i prodotti da forno, le merendine, il Parma calcio (nel 2007 con il benestare del ministero delle attività produttive), ma soprattutto ha avviato una campagna di revocatorie contro le grandi banche italiane per cercare di rimpinguare le casse del gruppo.

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