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Berlusconi, patti, banalità e barzellette

Autore: . Data: martedì, 21 dicembre 2010Commenti (0)

Ancora una bufera generata da presunte dichiarazioni, smentite, polemiche e retroscena. Il premier è sempre al centro del palcoscenico e gli altri lo assecondano in modo dissennato.

Ieri gli studenti cercavano di pianificare le ultime iniziative prima del ciclo di manifestazioni che tenteranno di contestare l’approvazione definitiva della riforma dell’Università. Nello stesso tempo il presidente della Repubblica affermava che è “decisivo in Italia un salto di qualità della politica”, elemento “decisivo per la stabilità e la continuità della vita Istituzionale e per la tenuta del Sistema Italia in un contesto europeo percorso da forti scosse e tensioni”. Giorgio Napolitano aveva anche criticato senza alcuna indulgenza i partiti, impegnati nella “quotidiana gara delle opposte faziosità” e ricordato come nel Paese vi sia “stanchezza” e che “è in gioco la moralità e la dignità della politica”. Infine il Capo dello Stato si era dichiarato contrario ad elezioni anticipate.

Intanto il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, dopo aver proposto l’istituzione dell’arresto preventivo per chi potrebbe causare incidenti, ormai fuori controllo dichiarava sulle iniziative annunciate dagli universitari: “Voglio fare un appello: genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate”. E la Banca d’Italia rendeva noto come il 45 per cento della ricchezza complessiva delle famiglie italiane è in mano al solo 10 per cento dei nuclei, mentre la metà più povera delle famiglie detiene il 10 per cento della ricchezza totale”.

Insomma argomenti ‘pesanti’, sui quali far riflettere i cittadini.

Invece, come al solito ormai, si e scatenata la gazzarra delle sciocchezze. Alcune fonti non precisate hanno diffuso la notizia secondo la quale a parere del Cavaliere ci sarebbe stato un patto tra l’Associazione nazionale magistrati (Anm) e presidente della Camera. In base all’accordo scellerato Fini sarebbe stato ossequiente nei confronti dei giudici e questi ultimi non avrebbero indagato su di lui e sui suoi collaboratori. Berlusconi avrebbe raccontato questa storia durante un pranzo con i suoi europarlamentari.

Il premier, come è noto, qualche volta si lascia prendere la mano ed offre ai suoi interlocutori ricostruzioni suggestive degli avvenimenti. Non rare negli anni sono state dopo le sue precisazioni e smentite. Qualche volta ha negato persino il contenuto di alcune registrazioni, affermando la necessità di ‘contestualizzare’ le sue parole per scongiurare il rischio di malevole interpretazioni. Anche su questa ultima esternazione naturalmente il presidente del Consiglio ha negato: “Oggi non ho fatto alcuna dichiarazione pubblica. Le uniche dichiarazioni pubbliche sono quelle che ho reso a voi, non perché ritenga che voi siete bravi, ma perché è Natale… Scherzo, lo so che siete bravi…”.

Fini non ha comunque ‘gradito’ la nuova esternazione ‘sospetta’ ed ha replicato: “È una delle barzellette del vasto repertorio di Berlusconi”, aggiungendo di voler tranquillizzare tutti perchè “fino a quando dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale”. In parole semplici: “A dimettermi dalla presidenza di Montecitorio non ci penso neppure”.

Berlusconi, però, ha anche dato i numeri della settimana. La fiducia ottenuta con tre voti di vantaggio e grazie a transfughi provenienti dall’opposizione avrebbe, secondo lui, “rafforzato il governo” ed ora se si vogliono fare le riforme bisogna “allargare la maggioranza a tutti i moderati che non vogliono andare con la sinistra”. I suoi specialissimi sondaggi indicano come il Pdl sia al 31 per cento e Futuro e Libertà al 3,4. Casini invece avrebbe successo mediatico perchè “piace molto alle signore”.

Sulla proposta di alleanza il leader dell’Udc avrebbe risposto “picche”, sempre nel resoconto di Berlusconi, ma gli avrebbe confermato “de visu” che la rottura tra lui ed il cofondatore del Pdl ed ora leader del Fli a suo parere sarebbe stata determinata da ragioni personali, senza nessuna motivazione politica. Quindi una premonizione: Fini non avrà il sostegno degli elettori e dunque è destinato a “sparire”.

Crisi, disoccupazione, salari sempre più leggeri, crescita inesistente non sono argomenti ‘all’ordine del giorno’. Né per il premier, nè per i suoi oppositori e tantomeno per i media. Misteri italiani.

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