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Studenti universitari in piazza: proteste dovunque, scontri a Roma

Autore: . Data: giovedì, 25 novembre 2010Commenti (0)

Da nord a sud la protesta degli studenti contro il ddl Gelmini. In concomitanza con il voto alla Camera, la riforma dell’università è stata protagonista ieri anche nelle piazze, e non solo nella Capitale. Dal tetto della facoltà di Architettura a Roma (dove è salito anche il segretario del Pd Bersani) a quello di Ingegneria a Palermo, gli studenti hanno lanciato slogan, srotolato striscioni, lanciato grida di allarme contro i tagli alla ricerca e all’istruzione.

Non sono mancati momenti di tensione, in particolare davanti al Senato, dove alcuni studenti hanno tentato di superare il cordone di sicurezza per entrare a Palazzo Madama, tirando uova contro le vetrate e cantando in coro “dimissioni, dimissioni”.

La situazione è degenerata a poche centinaia di metri di distanza, in piazza dell’Oratorio, tra via del Corso e piazza Montecitorio, nei pressi dal sit-in organizzato davanti a Montecitorio: secondo i manifestanti, i feriti – in seguito agli scontri con le forze dell’ordine – sarebbero una quindicina e tra i contusi ci sarebbe anche un funzionario delle forze dell’ordine.

A Firenze gli studenti hanno formato una catena umana per abbracciare simbolicamente il rettorato. Altre mobilitazioni sono avvenute a Torino, Perugia e Salerno, dove studenti e ricercatori hanno impedito l’ingresso alle università, mentre a Pisa un migliaio di ragazzi ha occupato i cinque principali ponti sull’Arno, paralizzando il traffico e a Palermo in ben 16 istituti superiori è stato proclamato lo stato di agitazione.

L’Unione degli Universitari ha reso noto che ci sarebbero oltre 50 atenei in mobilitazione: “Non ci fermeremo, siamo intenzionati ad inasprire lo scontro se questo Governo continuerà ad essere sordo alle richieste che vengono mosse dall’intero mondo accademico. Se questo ddl supererà l’esame della Camera bloccheremo il Paese partendo dalle Università”.

Ovviamente critica la reazione del ministro sotto accusa, Maria Stella Gelmini: “Gli studenti sono strumentalizzati dalla sinistra, quelli che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”.

Al contrario, il Coordinamento dei precari della ricerca e della docenza universitaria ha dichiarato in una nota che “la contestazione dimostra in maniera inequivocabile l’esistenza di un’università sana e consapevole, pronta ad opporsi ad un provvedimento di smantellamento del sistema di istruzione superiore appoggiato solo dalle lobby accademiche e dai rettori. La protesta – si legge ancora – proseguirà pacifica e determinata anche dopo l’eventuale approvazione del provvedimento da parte della Camera dei Deputati: il nuovo passaggio al Senato non sarà un pro forma”.

Un momento della manifestazione di ieri davanti al Senato. Foto Lorenzo Daloiso/Giacominofoto/Fotogramma

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