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Lazio-Roma, secondo gli 007 è in arrivo il derby degli affari e delle botte tra ultras

Autore: . Data: venerdì, 5 novembre 2010Commenti (0)

La notizia è vecchia di due giorni (visto che l’ha pubblicata ieri mattina, in beata solitudine, il ‘Messaggero’) e non le si dà, a quanto pare, molto credito visto che la principale agenzia, l’Ansa, l’ha rilanciata soltanto nel tardo pomeriggio di ieri: “Rischi di alleanze tra fazioni opposte di ultras di Roma e Lazio contro le forze dell’ordine, accordi dei laziali con ultras partenopei e con la malavita organizzata di Napoli per l’esclusiva sulla vendita di biglietti contraffatti e gadget dei bagarini, in cambio di un aiuto nel controllo della leadership tra le frange estreme dei tifosi biancocelesti in curva nord. E’ quanto riferirebbe, secondo indiscrezioni, un’informativa degli 007 arrivata nei giorni scorsi alla Questura di Roma circa i rischi in ordine alla sicurezza in occasione del derby Lazio-Roma di domenica”.

Tra i pericoli segnalati “anche il tentativo delle frange dei supporter più duri di concentrare eventuali tensioni in tribuna Montemario anzichè nella Tevere. Il rischio e anche quello che alcuni violenti possano simulare scontri per richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine e coalizzarsi contro queste ultime. Alcuni teppisti napoletani, inoltre, potrebbero essere arruolati tra gli ultras laziali affinchè diano un supporto alla lotta per la nuova leadership tra le fazioni biancocelesti. Infiltrazioni che potrebbe essere garantite dagli stessi ambienti della malavita organizzata napoletana, che gestisce la vendita abusiva dei biglietti da parte dei bagarini fuori allo stadio Olimpico. Intanto la Questura ha rafforzato misure di sicurezza e controlli di filtraggio e prefiltraggio ampliando il raggio delle verifiche. Inoltre è stato potenziato il numero degli steward”.

Torniamo ora alla fonte primaria, ovvero l’articolo pubblicato dal quotidiano romano: l’informativa giunta in Questura nei giorni scorsi sarebbe “dettagliata, precisa, inquietante” e suonerebbe più o meno così: “Una frangia della tifoseria laziale, forse la più pericolosa, quella che vuole assumere il comando della Curva Nord colmando il vuoto di leadership provocato dall’abbandono dei vecchi capi degli Irriducibili (il gruppo ultras che ha guidato incontrastato la curva tra il 1992 e il 2008, ndr), avrebbe stretto un’alleanza scellerata con ‘elementi o frange poco sportive e più delinquenziali della tifoseria napoletana’. Li hanno definiti così, gli uomini dell’intelligence che nei giorni scorsi hanno informato i vertici della Questura di via San Vitale e, soprattutto, il capo della Digos capitolina, Lamberto Giannini, che già da tempo aveva messo sotto la sua lente di ingrandimento le gradinate più politicizzate della Curva Nord dell’Olimpico”.

La saldatura tra le fazioni sarebbe inquietante e per certi versi curiosa, stante l’odio viscerale che da sempre intercorre tra le tifoserie estreme di Lazio e Napoli. Tanto è vero che sui siti dei ‘cugini’ romanisti si sprecano, da ieri pomeriggio, i commenti segnati dalla più sarcastica ilarità. Ma dietro la faccia del tifo di curva si nascondono da anni sia il florido business del merchandising parallelo a quello ufficiale (e gestito dalle società) sia i pretesti di regolare i conti con la polizia non temendo di affiancare, negli agguati, facinorosi di tifoserie nemiche tra loro.

E a proposito di vendette, “a fare scattare misure di prevenzione straordinarie – ha riferito ancora il ‘Messaggero’ – è piuttosto l’informazione, proveniente da ambienti considerati attendibili, che proprio domenica in occasione del derby Lazio-Roma si possa consumare una sorta di regolamento di conti interno alla Curva Nord, con l’ala dei ‘duri’ biancoazzurri spalleggiata da elementi del tifo violento partenopeo da una parte e, dall’altra, quel che resta degli Irriducibili. Che probabilmente sono ancora inconsapevoli della nuova dimensione assunta dalla contrapposizione interna al tifo biancoceleste”.

Da qui in poi gli scenari prefigurati dagli investigatori si fanno apocalittici: “Potrebbe verificarsi una sorta di caccia all’uomo da parte della frangia più dura della tifoseria biancoceleste, sostenuta militarmente dai napoletani che per l’occasione si infiltrerebbero in Curva Nord. Il progetto criminale prevederebbe una serie di disordini sulle gradinate tra frange di tifosi della stessa squadra, ma con interessi e ambizioni diversissime. Sarebbe lo scontro finale, nel momento di massima visibilità mediatica come può essere la stracittadina romana, per affermare il predominio di una sola ala della tifoseria. Per lanciare un messaggio preciso agli altri gruppi di sostenitori e anche alla proprietà, da sempre contestata dai gruppi storici della Curva Nord”.

Il patto criminale “sarebbe stato stretto con bande di ‘cani sciolti’ della criminalità partenopea, non affiliati in maniera stabile a nessuna delle famiglie che si dividono il territorio campano, ma che tuttavia sarebbero veri e propri esperti di guerriglia urbana. Secondo gli 007, si tratterebbe in larga parte degli stessi soggetti che hanno animato gli ultimi episodi di violenza cittadina in occasione degli scontri per le discariche ad Acerra e a Terzigno, ma anche durante le manifestazioni nel centro di Napoli dei movimenti dei ‘Disoccupati organizzati’. E ancora, alcuni di loro si sarebbero resi protagonisti di episodi di follia come l’assalto al treno che doveva portare a Roma i tifosi partenopei il 31 agosto 2008 per la prima giornata di campionato”.

Dietro l’ipotesi di violenze ci sarebbe comunque un accordo di natura economica: “In cambio del sostegno ‘militare’ per eliminare definitivamente dalle gradinate centrali della Nord i vecchi capi degli Irriducibili, la frangia dei nuovi leader sarebbe pronta a cedere ai napoletani una larga fetta del business del merchandising non ufficiale e, soprattutto, il mercato dei biglietti falsi da smerciare attraverso il bagarinaggio”.

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