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La Russa, il ministro volante

Autore: . Data: giovedì, 25 novembre 2010Commenti (0)

L’esponente del Pdl ha dato vita in Afghanistan ad uno show avvilente: da un elicottero ha lanciato volantini per la pace.

Dall’inizio delle operazioni nel 2001 i militari uccisi sono stati 2229, i civili oltre 14 mila. E non si vede soluzione al conflitto.

Mentre in Afghanistan la guerra continua e si è arrivati a scoprire che le autorità americane trattavano da settimane non con un leader talebano, ma con un impostore, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa si è paragonato a Gabriele D’Annunzio e si è convinto di averne seguito l’esempio.

Il poeta aveva sorvolato Vienna il 9 agosto 1918, sul finire della Prima guerra mondiale, e aveva lanciato sulla città volantini propagandistici. In quella occasione il giornalista e scrittore Ferdinando Martini commentò così l’operazione: “Quando D’Annunzio fece le sue prime prove come soldato, la gente, poco fidando nel suo valore o nella sua bellica abilità, disse: “Scriva e non faccia”. Ora io dico di lui, dopo altre molte prove: “Faccia e non scriva”". Il testo preparato dall’artista, infatti, era così sconclusionato da non essere neppure traducibile agevolmente in tedesco e quindi la missione non ebbe alcun effetto.

Forse non al corrente del tutto sull’impresa dannunziana, La Russa, durante un volo di trasferimento dalla base di Herat al distaccamento di Bala Murghab, ha lanciato anche lui manifestini che invitavano a fare attenzione ai pericoli delle mine e invitava la cittadinanza a respingere gli “insorti”.

I volantini erano stati ideati “per supportare la campagna di reintegrazione degli insorti nella società civile promossa ed attuata dal governo di Kabul”, che come è noto non controlla neppure il perimetro della Capitale.

Uno degli stampati conteneva l’immagine di un combattente che abbandona la via della violenza e ritorna al proprio villaggio. Il messaggio era: “Il benessere proviene dalla pace”. Secondo gli inventori di questa bislacca operazione di ‘guerra psicologica’ i manifestini dovevano servire a spiegare che senza le necessarie condizioni di stabilità, il processo di ricostruzione e sviluppo dell’Afghanistan non potrà essere attuato.

Era riportata anche una citazione del libro sacro islamico: “Il Corano dice, la pace è felicità”. La propaganda del ministero ha anche sottolineato che il testo era stato testato in specifici ‘focus group’ composti anche da persone analfabete che avevano comunque compreso il contenuto del messaggio. E’ superfluo ricordare come in in Paese in guerra da decenni, senza alcun governo reale, con le forze della Coalizione in condizioni di grave empasse e le forze talebane in grado di controllare una parte rilevante del territorio i ‘test’ sui volantini assumono un carattere surreale che dovrebbe indignare l’opinione pubblica e non diventare un motivo di propaganda utile per nascondere una situazione generale ormai insostenibile.

In un altro volantino, a quanto pare, invece di mostrare i modelli di mine antiuomo che fino ad oggi hanno prodotto centinaia di invalidi e vittime, si comunicava che le mine e gli ordigni esplosivi in generale rappresentano la maggiore minaccia sia per i militari che per la popolazione civile e, dunque, “gli insorti che ne fanno uso costituiscono la principale minaccia per le vostre famiglie”.

Recentemente il rappresentante speciale Onu per l’Afghanistan ha dichiarato che solo nei primi sei mesi del 2010 sono morti 1.271 civili, con un incremento del 25 percento rispetto allo stesso periodo del 2009. Molti degli uccisi sono stati colpiti in attacchi delle forze della Coalizione.

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