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Eaton, il futuro in corteo: “No alla violenza, sì al lavoro”

Autore: . Data: lunedì, 22 novembre 2010Commenti (0)

Dopo le manganellate ai delegati sindacali durante la recente protesta su una corsia dell’autostrada Genova-Livorno (InviatoSpeciale ne ha già scritto nell’articolo leggibile qui), i lavoratori Eaton sono scesi nuovamente in piazza due giorni fa. La galleria fotografica inviataci dai lavoratori ben ricostruisce la giornata di sabato.

Quasi 2mila persone hanno sfilato per Massa sotto la pioggia, ‘contro la violenza, per il lavoro”, come hanno scritto sullo striscione che ha aperto la manifestazione per poi concludersi significativamente davanti alla sede locale della prefettura, in piazza degli Aranci.

I lavoratori hanno infatti chiesto al prefetto, Giuseppe Merendino, di fare chiarezza sulla carica delle forze dell’ordine al casello autostradale della città toscana, durante il corteo di protesta organizzato in seguito alla decisione della multinazionale di non richiedere la cassintegrazione in deroga per i 304 lavoratori. Provvedimento, quest’ultimo, che sarebbe invece necessario al fine di continuare a coltivare la speranza della reindustrializzazione dell’area, visto che il 15 dicembre scadranno i due anni di cassintegrazione straordinaria e partiranno le lettere di licenziamento.

I sindacati hanno peraltro annunciato un’azione legale contro la stessa Eaton: “Non ha mantenuto l’accordo che aveva preso in tribunale di ritirare i licenziamenti. C’è stata una regressione inspiegabile, si sono rimangiati le promesse”, ha argomentato Paolo Gozzani della Cgil di Massa.

Al corteo di sabato ha partecipato anche il presidente della Regione Enrico Rossi: “Quello della Eaton è un capitalismo che non ci piace – ha sostenuto – l’azienda non si confronta con le ragioni del lavoro e della democrazia. Ai primi di dicembre incontreremo di nuovo i delegati dell’azienda e i rappresentanti che avanzano le proposte di reindustrializzazione al ministero dello sviluppo economico”.

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