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Commissione europea: l’Italia fermi il deficit

Autore: . Data: martedì, 30 novembre 2010Commenti (0)

Da Bruxelles partita la richiesta di nuove misure per raggiungere l’obiettivo di una riduzione del 3 per cento entro il 2012. Le previsioni economiche d’autunno sono sconfortanti e negano gli impegni presi dal governo.

La Commissione europea ha valutato per il nostro Paese un deficit al 3,5 per cento per il 2012, che segue altri dati negativi: 5 per cento del 2010 e 4,3 del 2011). Per il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, Tremonti e soci stanno andando nella direzione opposta rispetto alle assicurazini fornite in passato.

Per Bruxelles le infauste previsioni tengono conto sia delle misure di consolidamento del 2009-2011 adottate nell’estate 2008 e sia del pacchetto per il 2011-2013 adottato a maggio 2010, ma “con una valutazione ex ante meno ottimistica dell’efficacità di alcune delle misure per combattere l’evasione fiscale”.

“E’ fondamentale che l’Italia si attenga agli obiettivi fiscali fissati”, ha affermato il commissario Ue aggiungendo che “il governo ha adottato un nuovo pacchetto di consolidamento per il 2011/2013, quindi ha tre anni per arrivare alla riduzione del deficit sotto il 3% entro il 2012″. Quindi “se è necessario dovranno essere presi provvedimenti ulteriori per conseguire questo obiettivo”, ha sottolineato Rehn che ha aggiunto che “una volta fatta la valutazione delle misure prese dagli Stati membri nell’ambito della procedura di infrazione per deficit eccessivo ne sapremo di più”.

Quanto al pil italiano crescerà dell’1,1 per cento nel 2011, restando quindi agli stessi livelli del 2010, e dell’1,4 nel 2012, circa 0,5 punti sotto la media dell’eurozona. Una situazione gravissima. Secondo Bruxelles, l’Italia avrà una “crescita moderata”, nella quale le esportazioni saranno il “principale veicolo”. “Ci si aspetta che l’economia italiana ritorni ai tassi di crescita moderata pre-crisi”, si legge nel documento di Bruxelles, in quanto “le debolezze strutturali dietro una insoddisfacente crescita della produttività nell’ultimo decennio peseranno ugualmente sulla capacità dell’economia di riprendersi velocemente dalla seria perdita di produttività registrata durante la recessione”.

Quanto al debito pubblico dell’Italia sarà pari al 118,9 per cento nel 2010 ed invece di ridimensionarsi raggiungerà quota 120,2 nel 2011 ed il 119,9 nel 2012. “Dopo un aumento al 116 per cento nel 2009, le proiezioni del rapporto debito-pil salgono quasi al 119 nel 2010. Si prevede che il debito continuerà ad aumentare nel 2011, con un picco attorno al 120, e inizierà a diminuire nel 2012″ ha scritto Bruxelles.

Secondo le previsioni, il tasso di disocuppazione in Italia sarà dell’8,4% nel 2010, diminuirà all’8,3% nel 2011 per arrivare all’8,2% nel 2012. “Il tasso di disoccupazione è aumentato solo gradualmente durante il 2009, ha raggiunto il picco dell’8,5% tra marzo e maggio 2010 ed ha iniziato a diminuire durante l’estate”, scrive Bruxelles, sottolineando che “si prevede che rimanga leggermente al di sopra dell’8% durante il periodo delle previsioni”.

A testimoniare la gestione fallimentare della crisi da parte dell’esecutivo Berlusconi anche l’andamento dei prezzi. A ottobre 2010 l’indice alla produzione dei prodotti industriali è diminuito dello 0,1 per cento rispetto a novembre, ma è aumentato del 3,8 rispetto ad ottobre 2009. L’Istat ha segnalato anche come nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (periodo agosto-ottobre) e quella dei tre mesi precedenti l’indice è aumentato dello 0,3. L’indice relativo ai prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno ha registrato una diminuzione congiunturale dello 0,2 per cento e un aumento tendenziale del 4. Nella media degli ultimi tre mesi l’indice è cresciuto dello 0,4 rispetto alla media dei tre mesi precedenti.

Dove sono il Paese dei miracoli ed il governo del ‘fare’ di Berlusconi?

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