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Chiesa e pedofilia a Savona

Autore: . Data: venerdì, 26 novembre 2010Commenti (0)

Ieri le ”Vittime di pedofilia nel savonese” hanno affisso un manifesto di accusa contro Vittorio Lupi, vescovo della città e contro la curia, che non sarebbero intervenuti per denunciare alcuni casi molestie nei confronti di minori.

A Savona un brutto affare potrebbe diventare un tornado. Un gruppo di persone, ingegneri, assistenti sociali, medici, oggi adulti, ha raccontato di aver subito abusi quando da ragazzi frequentavano la parrocchia. A distanza di vent’anni alcuni di loro, tra cui tre persone che all’epoca dei fatti avevano tra i 10 e i 14 anni, hanno sostenuto: “Soltanto anni dopo abbiamo capito quello che avevamo subito. Ci sembravano normali gesti d’affetto. Eravamo soli, accettavamo di partecipare a quelle gite. Eravamo felici, poi di notte gli abusi. C’era il prete che si stringeva a noi di notte, si infilava nel letto, e dormivamo insieme. Prima ci toccava”.

Il responsabile delle presunte violenze era, secondo i testimoni che hanno denunciato i fatti alla magistratura, Franco Briano, ex contabile e animatore della parrocchia di San Dalmazio a Lavagnola, ora indagato per violenza sessuale. La vicenda si sta svilppando da tempo ed il sospettato è un postino in pensione di 63 anni, collaboratore di don Giovanni Lupino, che è tra gli accusatori. L’uomo ha ammesso di aver molestato diversi bambini almeno fino al 1996, quando in qualità di volontario organizzava gite e campeggi per la parrocchia di San Dalmazio a Lavagnola.

Briano è stato ascoltato in procura e deve rispondere di violenza sessuale. L’ indagine sul postino, però, è solo un fascicolo di un dossier più ampio che avrebbe come principale indagato l’ ex sacerdote di Spotorno Nello Giraudo e forse altri religiosi o educatori.

I due sarebbero stati responsabili nello stesso gruppo di scout ed i testimoni di accusa sarebbero almeno sei. Tra le persone sentite dagli inquirenti anche lo stesso don Lupino che si è recato in procura, dopo aver raccolto alcune testimonianze dei suoi parrocchiani.

Le vittime sono ex ragazzi di Savona e molti di loro ormai vivono altrove. Qualcuno, tuttavia è tornato in parrocchia per svolgere attività di solidarietà. Oggi sono adulti di 35 o 40 anni ed ad un certo punto, dopo essersi ritrovati, hanno chiesto un appuntamento con il pubblico ministero. Sembra abbiano indicato anche i nomi di altri loro coetanei rimasti fino ad ora in silenzio. Il dossier è vaglio della Procura. Le indagini della squadra mobile della Questura starebbero verificando le testimonianze di ex seminaristi, tra cui un assistente sociale.

Intanto nei giorni scorsi Don Carlo Rebagliati, ex economo della Diocesi di Savona ed ora parroco di Noli, ha detto: “Non sono solo i miei problemi di salute ad avermi consigliato a rinunciare all’importante ruolo che avevo in Diocesi, ma ero giunto a provare disgusto verso una situazione confusa in cui intuivo l’esistenza  di troppi casi di pedofilia”.

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