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‘Viva Palestina’ e gli integralismi

Autore: . Data: lunedì, 11 ottobre 2010Commenti (7)

InviatoSpeciale ha denunciato lo scarso rispetto per i diritti civili mostrato da alcuni dirigenti della ‘Carovana’ di aiuti verso Gaza. Le reazioni al nostro articolo vanno ben oltre l’episodio e svelano un panorama sconfortante.

Il nostro giornale pubblicava alcune corrispondenze nelle quali si raccontava la vita di un convoglio che sta portando materiali di vario genere nella città palestinese sottoposta ad un duro embargo da parte del governo di Tel Aviv. Fino a quando al giovane partecipante alla spedizione che ci inviava i pezzi è stato impedito di continuare a farlo. (leggi qui)

In moltissimi hanno concordato con la nostra battaglia per la difesa del diritto di espressione, mentre alcuni (per fortuna pochissimi), probabilmente supporter di ‘Viva Palestina’, hanno lanciato contro il nostro quotidiano accuse di ogni genere.

Il principio fondamentale sul quale dovrebbe basarsi un sistema politico democratico prevede che la violazione del diritto di un solo cittadino comporta l’automatica violazione dei diritti di tutti i cittadini.

Il primo dei diritti è quello di parola e di espressione. Anche se molti fanno fatica a comprenderlo.

La convinzione di possedere la verità è la debolezza dei peggiori ed in nome di presunte verità decine di milioni di esseri umani hanno ucciso e sono stati uccisi.

Gli integralismi hanno armato la mano di cattolici, musulmani, ebrei, induisti. E giustificato i massacri della ‘supremazia bianca’, del fascismo, del nazismo, dello stalinismo.

Il pensiero laico, invece, non prevede l’esistenza della verità assoluta e forse ha trovato in un pensiero di François Marie Arouet, il vero nome di Voltaire, la sua sintesi più felice: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”.

Un supporter della ‘Carovana’, Vittorio Utopia Arrigoni, ha spiegato: “Si è montato parecchio la testa questo Barbera, addirittura così tanto da attribuirsi il compito di decidere cosa è di supporto o meno ad una popolazione di un milione e mezzo di persone all’estremo delle forze. Un milione e mezzo di pernacchie gli rispondono in coro… (…) Fra le centinaia di partecipanti alla delegazione umanitaria Viva Palestina non è presente un solo cooperante (…)”.

Abbiamo utilizzato il termine ‘cooperante’ non pensando fosse offensivo e chiediamo venia per l’errore, ma che cosa avrebbe tanto colpito questo altro cittadino indignato? Tra le tante una nostra frase in particolare: “Se ‘Viva Palestina’, o meglio chi la dirige, suppone di fare qualcosa di utile per i cittadini di Gaza è in errore. In gravissimo errore. Perché medicinali, cibo, attrezzature, carburante o cemento non servono a nulla se non sono accompagnati dalla libertà”.

La banda di criminali stalinisti che ha governato molti Paesi di quello che veniva definito Est Europa prima della caduta del muro di Berlino, spacciando per ‘socialismo realizzato’ dittature sanguinarie, riteneva che la ‘concessione’ di cibo, trasporti, sistema sanitario o altro fossero elargizioni sufficienti e che la possibilità di pensare ed esprimersi non rientrasse nei diritti fondamentali dei cittadini russi, polacchi, cecoslovacchi, tedeschi, rumeni, albanesi, jugoslavi. Si è visto come è andata a finire.

Prima di partire i partecipanti alla ‘Carovana’ hanno firmato un ‘Codice di comportamento’ nel quale si stabilisce tra l’altro: “Accetterò le decisioni della direzione del convoglio anche se entrano in conflitto con le mie opinioni personali. Avrò tuttavia il diritto di esprimere le mie opinioni. Non abbandonerò il convoglio né tenterò di di abbandonarlo senza il permesso dei leader di Viva Palestina 5. Non farò dichiarazioni negative o accuse contro nessuno dei partecipanti a questo viaggio.  Né farò nulla che che possa influire negativamente su Viva Palestina o sui suoi partner, prima o dopo il viaggio”.

Gli organizzatori, con singolare non chalance, hanno sottoposto ad esseri umani liberi una condizione nella quale si afferma: “Avrò tuttavia il diritto di esprimere le mie opinioni” e quindi imposto di non far nulla che “possa influire negativamente su Viva Palestina o sui suoi partner, prima o dopo il viaggio”. Tuttavia? Prima e dopo il viaggio? Per sempre, insomma?

Non entriamo nel merito delle questioni che riguardano la difficilissima situazione che coinvolge i cittadini di Gaza, le azioni sconsiderate del governo di Tel Aviv nei confronti dei palestinesi e tanto meno faremo un elenco delle violazioni costanti dei diritti che sia la leadership israeliana che quelle di Hamas o dell’Autorità nazionale palestinese compiono ogni giorno ai danni della popolazione civile.

La questione che abbiamo sollevato riguarda altro, come abbiamo detto il rispetto della libertà di pensiero.

Non sappiamo quale sia il background politico o culturale dei ‘volontari’ italiani che hanno ritenuto di sostenere ‘Viva Palestina’. Molti di loro, di certo in buona fede, hanno pensato di aiutare altri esseri umani in difficoltà. Neppure sappiamo se si considerino contrari alla guerra o alla violenza. Non ci interessa neppure saperlo, per la verità.

InviatoSpeciale, da parte sua, ritiene che le controversie, di qualunque natura, debbano prevedere il confronto, il dialogo, il primato della ragione.

Per tutte queste cose, a chi è arrivato persino a supporre del nostro giornale che “se nel caso di specie si tratta di una ennesima infiltrazione del Mossad, mi sembra lecito che vi siano misure di sicurezza e di autodifesa” ed a quelli che pensano di poter ‘concedere’ il diritto a pensare autonomamente invece di considerarlo patrimonio genetico ed inalienabile vorremmo ricordare una frase del Mahatma Gandhi: “Il mio obiettivo è l’amicizia con il mondo intero e io posso conciliare il massimo amore con la più severa opposizione all’ingiustizia”.

Noi ci proviamo. Altri, come si è visto, no.

Roberto Bàrbera

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Commenti (7) »

  • Elisa ha detto:

    Scusa, ma a chi parli? Guarda che questa frase è ben difficile da capire
    “Per tutte queste cose, a chi è arrivato persino a supporre del nostro giornale che “se nel caso di specie si tratta di una ennesima infiltrazione del Mossad, mi sembra lecito che vi siano misure di sicurezza e di autodifesa” ed a quelli che pensano di poter ‘concedere’ il diritto a pensare autonomamente invece di considerarlo patrimonio genetico ed inalienabile …..”
    Nel tuo articolo precedente ho visto un post che cita il Mossad e non ho capito cosa intendesse lo scrivente, ma adesso mi hai confuso ancor di più le idee.
    E il povero Ghandi, se fosse vivo sarebbe a spostar casse non a prender cappello.

  • davide ha detto:

    Un commento all’articolo precedente su Viva Palestina diceva che nel nostro lavoro o addiritura in quello di Stafano D’Angelo ci sarebbe lo zampino dei servizi segreti israeliani, il Mossad appunto. Evidentemente quel lettore, che si è firmato come “Nessuno”, non è in pieno possesso delle facoltà mentali per sostenere una cosa del genere…

  • Elisa ha detto:

    Grz Davide di aver risposto, come già scritto avevo letto quel commento e l’ho riletto ancora: ti assicuro che un lettore normale come sono io, cioè non addentro a niente, non rileva un’accusa nei vostri confronti. Se dite che c’è è logico infuriarvi, però , visto che fate informazione, dovete parlare più chiaramente, anzi sarebbe stato opportuno mettere le vostre ragioni nei post dell’altro articolo. Purtroppo con tutto quello che arriva sui ns computer molti si stanno abituando a sorvolare, a leggere superficialmente, è uno scadimento, io preferisco essere tignosa, ma arrivare a capire.
    Piuttosto: visto che bloccano le corrispondenze dei partecipanti, gli organizzatori dovrebbero fare dei comunicati quotidiani, anche formali se non c’è niente di preciso, ma non tacere del tutto.
    ciao

  • Davide ha detto:

    Cara Elisa,gli organizzatori diramano ogni giorno degli stringati comunicati sulla situazione generale del convoglio,che a noi risulta pronto x imbarcarsi x l’egitto da diversi giorni.fi più non si sa

  • Elisa ha detto:

    Davide, grazie per darmi ancora opportunità di chiarire cosa intendo, perchè anche io sono stata oscura.
    Parlo da lettore comune, le info che tu mi dai in effetti le avevo già trovate ma con uno slalom pazzesco nei siti. C’è questo http://www.vivapalestina.org/alert.htm ed era fermo a vari giorni prima, poi cìè l’Ism e non diceva niente, Infopal era pure indietro. Allora: mentre credo che i responsabili del convoglio abbiano diritto di volere diffondere un’info univoca fintanto che dura questa azione così ostacolata, credo che abbiano l dovere di darla loro e farla pubblicare tal quale su tutti siti amici, e correttamente datata.
    Per es: da Palestine Pundit (chi saranno mai, li sto tenendo sotto osservazione) oggi ricevo un video con intervista di Press TV, ma di quando è? pubblicato oggi, girato quando???

    Io credo Davide che come quotidiano online, con gli agganci che avete e stante la chiusura del blog di Stefano dovreste fare pressione perchè gli organizzatori diano un info valutabile e puntuale, che anche i media nazionali possano rilanciare. Noi sappiamo di questa iniziativa, ma se vai al bar e chiedi in giro ti sgranano gli occhi (… qualche urcu cane io ho il mutuo da pagare) ciao e grazie

  • davide ha detto:

    Ciao Elisa. Hai perfettamente ragione, ma a questo punto più che rivolgerti a noi dovresti chiedere ai responsabili di Viva Palestina come mai le notizie sono tanto rare (e sì che chi ha versato soldi avrebbe diritto di sapere).
    Per quanto ci riguarda: avevamo deciso di seguire il convoglio con il diario di Stefano, ma poiché ci è stato impedito non potremo più parlarne, anche perché come dici bene tu i comunicati sono rarissimi. Non intendiamo fare pressioni su chi ha tentato di censurarci con continue telefonate o e mail. E noi non abbiamo intenzione di scrivere un giornale a suon di soli comunicati stampa…

  • Elisa ha detto:

    e quando arrivano le notizie è anche peggio che non riceverle, visto che il convoglio è ancora fermo, partirà (?) lunedì epurato dei superstiti di Mavi Marmara, compreso un tosto 83enne. C’è ben poca differenza fra un nemico dichiarato dei Palestinesi come Israele e il governo egiziano, alla faccia della Oumma!

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