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Sudan, una scuola per battere la povertà

Autore: . Data: lunedì, 4 ottobre 2010Commenti (0)

Costruire un centro di formazione per insegnanti in grado di addestrare maestri e maestre che possano educare le nuove generazioni, formandole allo sviluppo e alla pace. Questo il senso dell’importante progetto di cooperazione internazionale curato dall’italiana Associazione Cesar, Coordinamento Enti Solidali a Rumbeck, in via di realizzazione nel sud del Sudan.

La situazione del Paese è assai difficile: dopo la guerra civile tra nord e sud e il conseguente avvio del processo di pace, le regioni meridionali sono state abbandonate a sé stesse, con oltre due milioni di profughi e sfollati. Come se non bastasse, la pacificazione sembra assai laboriosa: proprio lo scorso luglio Amnesty International aveva denunciato il ricorso, da parte delle forze speciali sudanesi, della tortura e degli arresti arbitrari per intimorire e ridurre al silenzio gli oppositori del presidente Omar al-Bashir. Inoltre, sempre Amnesty aveva documentato l’arresto di 34 tra giornalisti, attivisti per i diritti umani e studenti.

Ma sul capo di Omar al-Bashir pende anche la condanna per genocidio e crimini di guerra in riferimento al conflitto in Darfur.

In questo quadro sarebbe illusorio aspettarsi da parte del governo del Paese una svolta importante verso la democrazia e lo sviluppo: per questo la campagna ‘La Chiave dello Sviluppo’ lanciata dell’Associazione Cesar merita sostegno: basti pensare che proprio a causa di guerra e povertà nell’intero Stato dei Laghi (che conta 350.000 abitanti) non esiste neppure una scuola per insegnanti: coloro che esercitano la professione non hanno nessuna qualifica per farlo e l’effetto, naturalmente, è una qualità di insegnamento piuttosto scadente.

E’ possibile ottenere maggiori informazioni sulla campagna “La Chiave dello Sviluppo” visitando il sito www.progettoscuola.cesarsudan.org. Per sostenere l’iniziativa inoltre è stato avviato un servizio di sms: inviandone uno al 45598 si sostiene con un euro (due se si chiama da rete fissa) il progetto della scuola per insegnanti, che verrà chiamata ‘Teachers Training Center’ e, oltre a effettuare corsi di aggiornamento per i 250 docenti già presenti, ogni anno ne formerà 30 nuovi.

“Questo – dichiara l’Associazione – vuol dire che grazie alla scuola, già nei prossimi 5 anni, 4.500 bambini potranno avere l’istruzione primaria qualificata, e un’educazione più vera grazie a insegnanti preparati. Senza contare che una maggiore presenza di insegnanti e un sistema educativo che funziona è il miglior modo per richiamare all’istruzione quel 60% di bambini che oggi non frequentano la scuola”

“L’educazione – conclude l’Associazione – è l’unica vera chiave dello sviluppo, ed è a questo che lavoriamo”.

Davide Falcioni

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