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Piove, governo ladro!

Autore: . Data: mercoledì, 6 ottobre 2010Commenti (1)

Le perturbazioni meteorologiche sono causa di sistematica di tragedie e questo perchè il dissesto idrogeologico del territorio italiano ha raggiunto livelli intollerabili. E si fa poco o nulla per porre rimedio al problema.

Appena piove arrivano distruzioni e morte. Ieri a Prato sono tre donne cinesi in un sottopasso ferroviario mentre si stavano recando al lavoro. La loro vettura è stata travolta e sommersa dall’acqua.

Lo stesso sottopasso era già stato invaso dall’acqua in passato e l’assessore comunale alla Protezione civile, Dante Mondanelli, esponente del centro destra, ha sorprendentemente dichiarato: “Solo una volta, circa dieci anni fa, il sottopasso dove sono morte le tre cinesi si è allagato alla stessa maniera. Ce lo confermano i nostri funzionari. Anche quella volta l’allagamento fu dovuto ad un evento meteorologico eccezionale”.

Parole agghiaccianti, perchè mostrano la assoluta superficialità ed il dilettantismo col quale vengono amministrate le città italiane. Nel caso di Prato in perfetto clima bipartisan, poichè l’attuale giunta è stata preceduta da altre amministrazioni di opposto schieramento.

Ma non basta. Lo stesso assessore ha voluto smentire gli abitanti della zona, che invece sostengono che gli allagamenti sono sistematici.

La giunta della cittadina toscana, eletta a furor di popolo (italiano) per ‘far fronte’ al ‘pericolo giallo’  ha ricevuto un secco commento da Matteo Yead, uno dei rappresentanti della comunità cinese: “I sottopassaggi, se ci sono, devono avere la massima sicurezza. Queste tragedie non devono succedere in un Paese sviluppato come l’Italia. Potrei capirlo in un posto molto arretrato. È una cosa vergognosa”.

Sempre in Toscana sono state decine gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco nella Piana fiorentina, nel Mugello e nell’Empolese, colpiti dalle piogge che hanno causato allagamenti di strade e sottopassi.

Nella stessa giornata di ieri ieri sette famiglie che vivevano in una palazzina sulle alture di Varazze, in provincia di Savona, hanno avuto la casa sventrata da una frana e sono state fatte allontanare dai vigili del fuoco. Lungo la strada che passa per San Pietro, una località nella stessa zona, si è aperta una voragine, i collegamenti ora sono ora interrotti e le scuole potrebbero restare chiuse. Altre frane si sono verificate in Liguria, in Valbisagno e sulle alture di Genova. Due piccoli corsi d’acqua nella zona di Struppa sono esondati.  E’ stata interrotta la linea ferroviaria tra Genova e Ovada, in provincia di Alessandria, tra Borzoli e Campo Ligure per una serie di frane.

Stessa situazione nel Lazio. Allagate le stazioni di Terni e di Narni ed interrotto il traffico ferroviario. Un fulmine ha mandato in tilt la linea elettrica, provocando 50 minuti di ritardo al treno Roma-Ancona. I temporali hanno causato oltre un centinaio di interventi dei Vigili del fuoco di Terni, impegnati nel soccorso dopo allagamenti di cantine e scantinati, smottamenti e cadute di alberi, soprattutto nella zona tra Amelia e Giove. In tutta la Tuscia alberi divelti, frane, strade interrotte, locali allagati, traffico in tilt

Il maltempo non ha risparmiato alcuni politici laziali. L’auto di un consigliere comunale di Viterbo, Mauro Rotelli, è rimasta incastrata nel fango a causa di una frana caduta lungo la strada provinciale Valle di Vico ed anche la vettura del presidente della commissione Agricoltura della Regione Lazio, Francesco Battistoni è stata bloccata da un allagamento.

L’area laziale dei Cimini è stata la più colpita ed oltre alla strada di Valle di Vico è stata chiusa anche la provinciale Canepinese. Allagamenti e forti disagi alla circolazione si sono verificati anche a Ronciglione, Montefiascone e Bolsena. A Viterbo, tra l’altro, l’acqua ha inondato l’archivio dell’Inpdap.

Insomma, un bollettino di guerra.

Se si osserva con attenzione e si ricorre alla memoria si scopre che le tre donne cinesi morte a Prato non sono le prime vittime di un sottopasso allagato. Il 21 giugno del 2009 Carlo Andrea De Pace, 81 anni, avvocato dell’Inps in pensione, era deceduto a Lecce dopo essere rimasto intrappolato nella sua auto nella stessa situazione. L’11 dicembre 2008, a Monterotondo, alle porte a Roma, Bruna Carrara era annegata in un altro sottopassaggio invaso dall’acqua.  Il 7 ottobre 2007, l’ennesimo caso sull’autostrada Napoli-Salerno, nei pressi dello svincolo di Torre Annunziata Sud. Lì un tipografo in pensione, Vincenzo Porzio, era rimasto vittima dello stesso fenomeno.

Legambiente ha ricordato che il bilancio del dissesto italiano ha provocato 44 vittime solo nell’ultimo anno.

L’associazione ambientalista ha fatto notare che “per fronteggiare l’emergenza maltempo, dall’ottobre 2009 ad oggi, sono stati stanziati oltre 200 milioni di euro”. Questo denaro, ha osservato il presidente, Vittorio Cogliati Dezza, “serve solo a tamponare il disastro, a riparare i danni, a fatica a ricostruire quello che c’era ma che mai migliora la situazione. Per mettere in sicurezza il territorio serve invece una grande opera di manutenzione pluriennale a partire dai piccoli corsi d’acqua”.

I piccoli torrenti e le fiumare sono “il tallone d’Achille d’Italia. I corsi d’acqua minori che vengono intubati, imbrigliati, lasciati invadere da detriti d’ogni genere, spesso usati come discariche, rappresentano la principale criticità del territorio”, ha aggiunto Legambiente, che ha sottolineato come “solo in Liguria l’84 per cento dei comuni ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio idrogeologico e il 27 per cento presenta interi quartieri. Nel 53 per cento dei comuni sono presenti in aree a rischio strutture e fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche il pericolo di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Nel 21 per cento sono presenti in zone esposte a pericolo di frana o alluvione anche strutture sensibili o strutture ricettive turistiche”.

“A un anno esatto dalla frana di Giampilieri – ha detto Cogliati Dezza  – ci troviamo di nuovo di fronte alla tragedia senza che nulla sia cambiato. Un eterno allarme quello del dissesto idrogeologico che da Nord a Sud suona puntuale ogni volta che il maltempo si affaccia sulla Penisola”.

Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia, è dello stesso parere. Per lui i fiumi italiani sono “bombe ad orologeria” a causa della “cementificazione del territorio e dell’assenza di una gestione unitaria dei corsi d’acqua”.

Secondo il rappresentante della più grande organizzazione per la conservazione della natura “si spende per le emergenze quando si dovrebbero usare le risorse per l’attività ordinaria. E’ urgente potenziare i fondi per la prevenzione, per la manutenzione del territorio e per applicare i piani di bacino”.

“Dal 1956 al 2001 – ha spiegato Leoni – la superficie urbanizzata in Italia è aumentata del 500 per cento e si è valutato che dal 1990 al 2005 siamo stati capaci di trasformare oltre 3 milioni di ettari, cioè una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme”. Secondo il presidente del Wwf, “la sempre maggiore impermeabilizzazione dei terreni (dovuta alle coperture di cemento) e la perdita di capacità di ritenzione del territorio determina, in caso di violente precipitazioni, un vertiginoso aumento della velocità di scorrimento dell’acqua e la formazione di pericolosi colmi di piena che mettono a repentaglio i centri abitati di valle, manufatti, difese e sempre più spesso vite umane”.

Il Wwf ha criticato quindi i meccanismi di gestione dei fiumi. “Sono fermi i Piani di gestione del rischio alluvionale che le Autorità di distretto dovrebbero redigere secondo la direttiva sul rischio alluvionale in linea con la Direttiva quadro europea recepita a febbraio – ha insistito Leoni – Purtroppo le Autorità di distretto non sono mai state istituite”.

In questo disastro l’associazione ha anche denunciato i pesanti tagli nei finanziamenti per le Autorità di bacino.

Secondo alcuni dati nel nostro Paese sono ben 3.671 i Comuni a rischio idrogeologico, il 45 per cento del totale. La Lombardia è al ‘top’, con 687 comuni a rischio, poi il Piemonte con 651, la Campania con 291 e l’Abruzzo con 208. In Umbria, Basilicata, Molise, Liguria e Valle d’Aosta è a rischio oltre il 70 per cento dei comuni. Solo negli ultimi 10 anni si sono verificati ben 12.993 eventi idrogeologici “problematici”, di cui sei catastrofici, e nell’ultimo trentennio frane e alluvioni hanno provocato oltre 3.500 vittime (più di 9 morti al mese) e almeno 50 miliardi di euro di danni.

E chi è convinto che la fatalità o l’ira di Giove Pluvio siano i responsabili di queste catastrofi è in errore.

Anche in queste sciagure le responsabilità dei partiti politici sono immense. Non solo perchè hanno permesso lo scempio del territorio in passato, ma per l’assoluta assenza di risposte serie nel presente. Si pensi solo ai numerosi condoni edilizi e dei quali Berlusconi è stato uno dei più attivi propugnatori.

Per questo l’antica battuta ‘Piove, governo ladro!’ è più che mai attuale.

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Commenti (1) »

  • MAURO ha detto:

    PIOVE GOVERNO,
    LADRONE.

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