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Pakistan, dopo le alluvioni è emergenza umanitaria

Autore: . Data: venerdì, 15 ottobre 2010Commenti (0)

Se ne parla e se ne scrive pochissimo, ma dall’inizio della crisi umanitaria di giugno alla fine dell’estate, le persone colpite dall’emergenza-alluvioni in Pakistan sono salite da 3,2 milioni a 20,5 milioni: appena il 28% di esse ha accesso ad acqua potabile e il 20% a servizi igienici. Il numero delle vittime accertate è di 1.752, con più di 2.700 feriti, ma si teme che il bilancio risulterà, nel medio periodo, molto più grave.

L’incidenza del dramma sulla vita (o la sopravvivenza) dei bambini è impressionante: su oltre 20,5 milioni di alluvionati, ha reso noto l’Unicef, 3,7 milioni sono donne e 10 milioni sono bambini, tenendo conto che questi ultimi rappresentano circa il 50% della popolazione colpita e che, tra loro, quasi tre milioni hanno meno di cinque anni.

In Pakistan manca tutto: acqua pulita e cibo, vestiti e ripari d’emergenza, assistenza medica e farmaci per le vaccinazioni. Il secondo “step” delle urgenze riguarda l’istruzione: in Pakistan oltre 2 milioni di bambini non saranno in grado di iniziare l’anno scolastico, dal momento che 10mila scuole risultano danneggiate o distrutte e 6.700 accolgono ancora circa 1,2 milioni di alluvionati.

Insomma, il Paese versa nell’emergenza più nera e “urge focalizzare l’azione umanitaria sui più piccoli”, come ha spiegato recentemente – in un colloquio con l’agenzia di informazione ‘Fides’ – Shamsa Rizwan, dottoressa di Islamabad, responsabile della sezione pakistana dell’organizzazione non governativa “Childhealth Advocay International” (Cai).

La Cai è impegnata in alcune operazioni di soccorso nella valle di Swat e a Noshera e ha organizzato dal 1° settembre uno stage intensivo di formazione per personale volontario che verrà impiegato in centri di accoglienza per l’identificazione e assistenza dei bambini sfollati. Ma sono numerose le Ong locali che hanno segnalato la drammatica situazione dei bambini dispersi, orfani, o malati: “Sono le vittime più fragili della peggiore catastrofe naturale della storia del loro Paese”, ha aggiunto Shamsa Rizwan. Molti di loro hanno perso i genitori: adolescenti di 14 anni si ritrovano a doversi occupare dei fratellini più piccoli, senza alcun aiuto da parte degli adulti.

“Oggi è urgente il problema della nutrizione, dell’acqua e delle migliaia di bambini dispersi e non identificati. Nessuno si cura specificamente di questi piccoli”, ha ribadito allarmata la responsabile di CAI-Pakistan.
E tale “situazione di caos costituisce una ghiotta occasione per le reti dei trafficanti di esseri umani”, ha denunciato ancora l’associazione.

Dopo le alluvioni, il fenomeno dei bambini dispersi è infatti in aumento. Mi è capitato – ha esemplificato drammaticamente la stessa Rizwan – il caso di una bambina, salvata in extremis da un volontario: era stata avvicinata da un uomo che le aveva promesso cibo ma che intendeva rapirla. I bambini hanno bisogno di protezione, sono le prede più facili. Chiediamo al governo di favorire interventi specifici”.

A confermare le preoccupazioni in merito è stata un’altra Ong locale, “Plan”, che opera specificamente per la protezione dei minori e ha pubblicato un suo rapporto all’inizio di agosto: i casi di sparizioni o rapimenti di bambini toccherebbero il tetto di 3mila all’anno. “Molti bambini – ha spiegato “Plan” – non vengono mai ritrovati: sono le vittime dei trafficanti”. E il fenomeno sarebbe in crescita “a causa del debole sistema di protezione dei minori esistente nel Paese. Negli ultimi 18 mesi, afferma il rapporto, “i casi di sparizioni registrate solo nelle maggiori città del Pakistan sono oltre 4.300″.

Dal canto suo, la Ong “Madadgaar Helpline” ha invece istituito una linea telefonica per segnalare gli abusi sui minori: negli ultimi dieci anni (2000-2010), secondo quanto comunicato alla stessa agenzia Fides, “sono scomparsi 10.511 bambini”, soprattutto dopo eventi che hanno provocato sfollamento, “e il fenomeno mostra un evidente trend di crescita”.

Da segnalare infine l’impegno assunto, lo scorso 9 settembre dal governo italiano (al termine di un incontro avvenuto alla Farnesina con il ministro delle Finanze pachistano Abdul Hafeez Shaikh) per bocca del ministro degli Esteri Frattini: 80 milioni di euro di aiuti alla popolazione, di cui 50 in crediti di aiuto, 20 milioni in cancellazione del debito e 10 in aiuti vari di emergenza. Se gli impegni verranno o meno rispettati lo si inizierà forse a capire il prossimo 11 novembre, data in cui lo stesso ministro si recherà in visita nella capitale pakistana Islamabad.

Paolo Repetto

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