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Mattatoio Iraq: 190 mila morti per ‘esportazione della democrazia’

Autore: . Data: lunedì, 25 ottobre 2010Commenti (1)

Il conflitto voluto dall’ex presidente Usa, George W. Bush, ha raggiunto e superato per crudeltà il regime di Saddam Hussein. E il premier Nuri al Maliki sarebbe collegato a squadroni della morte. Fotografia di una disfatta.

Come al solito l’informazione italiana è stata poco attenta. Gran parte dei media nazionali hanno rilanciato la notizia della pubblicazione da parte di Wikileaks di 400 mila documenti sulla guerra in Iraq. In realtà le cose sono leggermente diverse. Gli incartamenti sono stati resi pubblici dopo che l’emittente televisiva araba Al Jazira ne aveva svelato l’esistenza, affermando che la stampa americana e non solo Washington avevano nascosto le torture compiute dalle forze irachene addestrate dalla Coalizione e ignorato le “centinaia” di vittime civili uccise ai posti di blocco dei militari Usa.

Il 22 ottobre scorso Al Jazeera ha sostenuto: “I documenti, datati dal primo gennaio 2004 al 31 dicembre 2009, mostrano che gli Stati Uniti mantennero un conteggio delle vittime civili durante tutta la guerra, malgrado Washington lo avesse negato”.

A quel punto il segretario di Stato, Hillary Clinton, ha subito condannato “nei termini il più chiari possibile” la diffusione di qualsiasi informazione potesse mettere a rischio la vita di cittadini americani. Pur non commentando le rivelazioni della tv araba la moglie dell’ex presidente Bill Clinton ha spiegato: “Sono davvero fortemente convinta che dobbiamo condannare nei termini il più chiari possibile la rivelazione o qualsiasi informazione da parte di individui o organizzazioni che mettano a rischio la vita di soldati statunitensi ed alleati e di civili”.

Solo a quel punto Wikileaks ha pubblicato in rete i dossier.

Alcuni dati contenuti nei file fino a quel momento ‘top secret’ sono agghiaccianti. La guerra, cominciata con la menzogna sull’esistenza di armi di distruzione di massa in mano al regime di Saddam Hussein, è continuata con un vero sterminio.

Dal 2003, data di inizio dell’invasione, fino al 2009 si sono registrate 109.000 vittime. I civili del tutto estranei a qualunque episodio di guerra, diventati ‘effetti collaterali’ ed uccisi ‘per sbaglio” sono stati 66 mila. Tuttavia il numero che più impressiona e quello delle persone uccise e delle quali non si sa più nulla: 15 mila.

Si consideri che la dittatura cilena di Augusto Pinochet fece sparire ‘non più’ di 3000 oppositori, mentre in Argentina, durante il sanguinario regime militare che ha governato il Paese dal 1976 e il 1983, sono stati accertati ‘solo’ 9000 cittadini desaparecidi. Insomma, la Coalizione ha ‘fatto meglio’ di due tra le più crudeli dittature del secolo scorso.

I responsabili di queste eliminazioni da ‘lupara bianca’ sarebbero i soldati iracheni, autorizzati dai comandi militari occidentali ad interrogare e torturare cittadini non rispettando alcuna regola. Inoltre nei check point statunitensi sarebbero stati assassinati 681 civili, tra i quali non poche donne (anche incinte) e bambini e donne. Eliminati anche due giornalisti della Reuters e giustiziati sul campo anche oppositori armati nonostante si fossero arresi.

Al Jazeera ha anche citato “rapporti dell’esercito americano su affermazioni che collegano il premier Nuri al Maliki agli squadroni della morte” che hanno insanguinato il Paese dal 2003, il ricorso sistematico alla tortura e reso noto che in alcuni documenti proverebbero l’esistenza di “rapporti segreti americani che rivelano nuovi casi in cui è coinvolta l’ex società Usa privata di sicurezza Blackwater in spari contro civili”, azienda che fornisce milizie private e molto vicina all’ex presidente statunitense Dick Cheney.

I materiali top secret, infine, confermano i finanziamenti di Iran e Siria agli insorgenti contro le forze della Coalizione.

Oggi pochi ricordano le parole di uno dei grandi sostenitori della missione in Iraq e della politica del presidente Bush. In una delle sue tante dichiarazioni sull’argomento, nel maggio del 2004, quando molti degli episodi rilevati rapporti dei servizi segreti Usa erano già avvenuti, Berlusconi disse: “Quella in Iraq è una missione di mantenimento della pace. Ci sono però delle bande che non vogliono un Iraq democratico. I nostri soldati hanno la possibilità di usare la forza per garantire la loro sicurezza e quella dei civili, anche sparando per primi se necessario”.

Alla luce dei documenti resi noti in questi giorni la funzione delle operazioni di peacekeeping dovrebbero far riflettere i partiti italiani. Specialmente alla luce di quanto sta accadendo in Afghanistan.

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Commenti (1) »

  • Gilla ha detto:

    http://www.youtube.com/watch?v=-kbw3f0ZKrk

    Un’alternativa c’era: Bush, Blair e Berlusconi hanno fatto di tutto per non metterla in pratica e ora hanno sulla coscienza una per una tutte quelle vite.

    C’è solo un uomo politico, di 80 anni, che sta lottando per quella verita e per quelle vite: Marco Pannella, che è in sciopero della fame dal 2 ottobre perchè il Governo italiano si degni di fare verità su quelle decisioni.

    Ditemi pure che Pannella ha rotto con gli scioperi della fame….ma poi non lamentiamoci che “sono tutti uguali” :-) http://www.radicali.it/io-sto-con-marco

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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