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Libertà di stampa, Italia al 49simo posto

Autore: . Data: venerdì, 22 ottobre 2010Commenti (1)

Il Ghana e la Tanzania ci battono nettamente, ma ce la giochiamo quasi a pari merito con Bosnia e Burkina Faso. Non stiamo parlando della classifica di qualche disciplina sportiva, bensì del rapporto annuale sulla libertà di stampa pubblicato da Reporters sans frontières. L’organizzazione francese ha stilato un ranking che ci vede al 49esimo posto, lo stesso dello scorso anno.

“Reporters sans frontières – si legge nel rapporto -  ha più volte espresso la sua preoccupazione per il deteriorarsi della situazione della libertà di stampa all’interno dell’Unione europea. Il ranking 2010 conferma questa preoccupazione. L’Unione europea non è un gruppo omogeneo in termini di libertà di stampa. Diversi Paesi democratici dove Reporters sans frontières ha registrato una serie di problemi non sono progrediti rispetto al passato. Questi sono, in primo luogo, la Francia e l’Italia, dove gli eventi dello scorso anno – le violazioni della tutela delle fonti dei giornalisti, la continua concentrazione della proprietà dei media, le dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei giornalisti e del loro lavoro, le convocazioni giudiziarie – hanno confermato la loro incapacità di invertire questa tendenza”.

Senonché la maggior parte dei cittadini italiani non verrà mai a conoscenza di questa notizia, a conferma naturalmente che il rapporto è veritiero. Bastava, nel pomeriggio di ieri, avventurarsi tra i principali siti di informazione del nostro Paese per non trovarne alcuna traccia: ‘Repubblica’ teneva costantemente informati i suoi lettori sugli aspetti più sanguinolenti del caso di Sara Scazzi, la stessa cosa faceva il ‘Corriere della Sera’ mentre persino ‘l’Unità’ preferiva cavalcare la cronaca nera e la morbosità dei cittadini. Inquietante invece come gli scontri di Terzigno – e la battaglia civile di migliaia di cittadini – siano stati relegati ai ‘quartieri’ più bassi dei giornali. Del rapporto di Reporters sans frontières nessuna traccia.

Ora è bene specificare che i giornali citati (solo per fare un esempio, il panorama è molto più ampio e quindi inquietante) hanno sposato in passato cause sulla libertà di informazione e promosso manifestazioni di piazza e cortei. Sicché è interessante a questo punto chiedersi cosa si intenda per “informazione libera” e, ancor di più, fin quanto i giornali italiani siano disposti ad essere liberi. Censurare il rapporto annuale di Reporters sans frontières e continuare a parlare in modo pruriginoso di casi di cronaca nera cosa ha a che fare con l’informazione libera per cui in passato ci si è battuti? E perché nessuno dice chiaramente che, prima del numero di copie vendute o dei contratti pubblicitari, vengono le notizie?

E ancora, come mai i giornalisti italiani sono disposti a lottare solo quando la ghigliottina della censura cala dall’alto, per mano del Governo, mentre non ci si scandalizza quando il silenzio prevale per poter dare spazio a fatti presentati in modo tale da attrarre il lettore ad ogni costo nella prospettiva di incassare di più?

Sono domande che attendono risposte. Anche perché discutere del caso di Avetrana è diventato il passatempo preferito di milioni di italiani. E se domani tv e giornali dovessero cambiare argomento, parlando della crisi economica o di politica estera, ci sarebbe da scommettere che tutti rimarrebbero delusi. Per questo, ad essere sinceri, c’è da pensare che quel quarantanovesimo posto in classifica sia esagerato, ma per difetto.

Davide Falcioni

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Commenti (1) »

  • Osvaldo ha detto:

    Sono le conquiste annunciate dal “caiNano”: “Ghe pensi mi!” e ci pensa quotidianamente a ridurre gli stretti spazi della democvrazia e della libertà attraverso i suoi proconsoli alla Rai, le sue TV, i giornali amici e quelli di famiglia, i giornalisti “lecca….”.
    E’ questa l’Italia che vuola la maggioranza degli Italiani? Ne siamo proprio sicuri? La manifestazione della Fiom, quella dei cittadini di Terzigno e dei pastori sardi a Cagliari non credo che dicano questo!
    E se gli Italiani perdessero la pazienza di fronte alle vergognose impunità della cricca e della casta, cofa farebbe il “caiNano” ci manderebbe l’esercito con i cannoni? Sarebbe capace visto che i suoi modelli sono i campioni di democrazia gli “amici” Putin e Gheddafi!!!

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