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La fragile tregua della spazzatura

Autore: . Data: mercoledì, 27 ottobre 2010Commenti (0)

A Boscoreale e Terzigno dopo lo stop temporaneo degli sversamenti nella cava, i manifestanti guardano a distanza Bertolaso e aspettano. Ma il futuro rimane nebuloso e l’accordo è ancora lontano.

Nei comuni del napoletano non è pace ma solo tregua e si aspetta di capire cosa accadrà nei prossimi giorni. Fermi i camion che portano la spazzatura, sono arrivati quelli carichi di terreno per coprire la discarica e cercare di limitare gli effetti della puzza intensa che da mesi perseguita gli abitanti della zona. Intanto sono in svolgimento le analisi per capire il grado di inquinamento prodotto dalla monnezza.

Intanto ieri si è svolto un nuovo incontro tra Bertolaso, il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, ed i sindaci dei comuni vesuviani nel palazzo della Prefettura di Napoli.  I primi cittadini insistono nel non voler firmare la proposta di accordo proposta nei giorni scorsi dal Capo della Protezione civile.

I rappresentati dei cittadini hanno ribadito il netto no alla apertura di una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, il mega sversatoio in Cava Vitiello, che nelle intenzioni del ‘superman delle sciagure’ sarebbe solo ‘congelata’ a tempo indeterminato e non scongiurata del tutto e per sempre.

La situazione però è ancora tesa e si percepisce un serio clima di tensione nella rotonda di via Panoramica, avamposto della protesta. Preoccupato è anche il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, che teme nuovi incidenti. “Il momento più delicato sarà quando riprenderanno gli sversamenti in cava Sari”, ha detto.

Gli amministratori locali vogliono risposte chiare non solo sulla nuova discarica, ma anche sulla chiusura di quella attualmente in attività una volta colma, cosa che dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di marzo.

Dopo l’interruzione ‘per verifiche’, quando riprenderà l’attività di sversamento dovrebbero arrivare solo i rifiuti di 18 comuni della cosiddetta ‘zona rossa’, quella attorno al vulcano. Bertolaso sta cercando di rendersi credibile e chiede ai manifestanti di ‘fidarsi dello Stato’, nonostante le balle raccontate dal governo, che aveva sostenuto due anni fa di aver risolto il problema definitivamente.

Smentendo se stesso, il sottosegretario, ha sostenuto che non c’è nessuna fretta per la ripresa degli sversamenti nella cava Sari. Ma allora perchè si voleva aprire anche un altro sversatoio?

Intanto ci si chiede chi siano i giovani che ormai con puntualità la notte si scontrano con le forze di polizia, ma non si trova alcuna risposta esauriente. Chiaro è invece il bilancio dei danni provocati dagli scontri di questi giorni: 19 autocompattatori bruciati e 44 danneggiati, più alcune auto date alle fiamme.

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, che vede in serie difficoltà la sua immagine politica dopo il disastro spazzatura, cerca di ottenere una normalizzazione della situazione, ma il sindaco Langella ieri sera ha riferito un nuovo un episodio che ha provocato nuove e forti tensioni: “Dopo l’incontro in Prefettura avevamo programmato un convegno in un albergo del territorio con gli imprenditori danneggiati da questa situazione. Sono arrivati una decina di poliziotti che hanno chiesto di identificare i presenti. Qualcuno mi ha riferito di essere stato addirittura perquisito. Ci sono state lamentele sul pessimo trattamento riservato a persone perbene”.

Si vedranno gli sviluppi, ma considerando la strategia dell’annuncio e dell’inefficienza che il governo ha applicato fino ad oggi i motivi di ottimismo sono davvero pochi.

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