cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » vivere
Regola la dimensione del carattere: A A

Italiano e senegalese, tra razzismo e cittadinanza

Autore: . Data: mercoledì, 20 ottobre 2010Commenti (0)

In un libro, la vita, le aspirazioni e i disagi quotidiani di chi indossa la pelle nera in Italia. E anche un richiamo al buon senso e un inno alla normalità, firmato Pap Khouma.

‘Noi italiani neri’ (B.C.Dalai editore, pp. 160, euro 16,50) è il titolo dell’ultimo libro dello scrittore senegalese di nascita e però cittadino italiano, direttore della rivista on-line di letteratura della migrazione ‘El-Ghibli’ e già autore di un romanzo ben conosciuto tra i suoi lettori, ‘Io, venditore di elefanti’.

L’ultimo lavoro di Khouma affronta la nozione moderna di cittadinanza in Italia e in Europa dal dopoguerra a oggi, raccontando episodi alla maniera dei pamphlet tra realtà e finzione, romanzo e saggio: dal destino dei giovani neri africani portati in Europa dalle potenze coloniali tra il 1939 e il 1945, costretti a combattere e a morire contro il nazifascismo, passando attraverso la violenza degli ultras e il razzismo nel calcio italiano, francese e inglese degli ultimi 25 anni, fino al calciatore nero italiano Mario Balotelli (e i ragazzi della sua generazione) che rappresenta il filo conduttore del libro e trova spazio come ospite obbligato rispetto a un tema che lo ha visto protagonista. “Un negro non può essere italiano!”, urlarono dagli spalti al giocatore dell’Inter. Ma nel libro compaiono anche storie di ex soldati, eroi segregati e dimenticati dalla storiografia europea subito dopo la vittoria contro Hitler.

E, ancora, parole di figli delle migrazioni africane nati o cresciuti tra Parigi e Milano, che amano la terra dove sono nati, ma cui viene negata la piena cittadinanza, anche dopo diverse generazioni. Fanno loro da contraltare i calciatori neri che hanno indossato le maglie di squadre italiane dall’inizio degli anni Ottanta a oggi, come François Jean Zahoui, primo a debuttare nel campionato di serie A; Ruud Gullit; Samuel Eto’o; Patrick Vieira e Marc Zoro, che nel 2008 ha fermato la partita per far cessare le ingiurie razziste dei tifosi catanesi contro di lui…

Capri espiatori, che come i romanì, i gay, gli ebrei e i musulmani vengono offerti al pubblico ludibrio in un Paese che perde la memoria dopo aver smarrito anche il rispetto della diversità? La risposta di Khouma parrebbe affermativa, in un’Italia che nega a se stessa l’irreversibilità delle sue trasformazioni culturali e sociali.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008