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Il razzismo del Pd

Autore: . Data: martedì, 5 ottobre 2010Commenti (0)

Il dirigente del Pd Filippo Penati critica il governo perchè non sarebbe capace di gestire al meglio la repressione contro i migranti. Un nuovo caso di ‘berlusconismo’ dell’opposizione.

Come è noto una imbarcazione con a bordo un numero imprecisato di migranti ha raggiunto le coste italiane e precisamente il litorale di Latina, nella zona di Foceverde.

Al momento solo alcuni dei nuovi arrivati sarebbero stati rintracciati, mentre altri sarebbero riusciti ad allontanarsi dal luogo dello sbarco.

A quanto pare molti dei passeggeri del barcone potrebbero essere palestinesi e quindi persone che fuggono dalla guerra, insomma profughi.

Di fronte alla tragedia che spinge migliaia di cittadini a scappare dalla miseria, dai conflitti e dalle malattie per trovare rifugio in Europa, il capo della segreteria del Pd, Filippo Penati, ha dichiarato: “Per la prima volta nella storia dell’immigrazione nel nostro Paese, un barcone con un centinaio di clandestini è approdato lungo le coste del basso Lazio. E’ l’ennesimo record alla rovescia di questo governo, la riprova che anche sul contrasto all’immigrazione clandestina Berlusconi e Maroni sanno fare soltanto propaganda”.

Implicitamente, ma non troppo, l’esponente dell’opposizione ha contestato l’inefficacia della politica repressiva del governo, arrivando ad utilizzare la parola ‘clandestino’ riferendosi a possibili profughi politici.

Per Penati, tuttavia, non è la prima volta. Il 16 maggio del 2008, Riccardo Dragotto aveva scritto sul quotidiano ‘Il Giorno’: “Botta-e-risposta tra Gian Valerio Lombardi e Filippo Penati sul fronte sempre più incandescente (anche se l’esasperazione dei milanesi, per fortuna, non ha raggiunto quella dei residenti a Ponticelli) dell’emergenza rom. Perché il presidente della Provincia (a quel tempo in mano al centro sinistra, ndr) salisse sulla stessa barricata eretta dalla Lega, che, attraverso il neodeputato Matteo Salvini ha, nel pomeriggio, consegnato nel pomeriggio all’ex sindaco della Stalingrado d’Italia (Penati lo è stato del comune di Sesto San Giovanni, che per l’altissima percentuale di voti al Pci era definito in quel modo, ndr) la tessera di sostenitore del Carroccio numero 41508, è bastato poco”.

Dopo la nota ‘di colore’ il giornalista aveva raccontato che in una manifestazione pubblica il prefetto di Milano aveva sostenuto: “Dovremo spostarne (si riferiva ai campi nei quali vivevano i romanì, ndr) dopo il necessario censimento, qualcuno da qualche altra parte, dove i problemi sono meno avvertiti, in accordo e collaborazione, per quanto possibile, con gli altri sindaci. Qualche campo, comunque, resterà anche a Milano”.

Dragotto quindi aveva riportato le parole del ‘democratico’ Penati, che aveva sentito il bisogno di contestare Lombardi:  “Non ci serve un commissario ai trasporti dei nomadi (Lombardi, ndr), ma riguardo all’emergenza dei campi io dico che stiamo partendo con il piede sbagliato se la missione assegnata dal governo all’imminente commissario è quella di prendere atto dello status quo e di limitarsi, com’ha dichiarato lui stesso, a ‘redistribuire’ 23.000 nomadi (200 gli insediamenti censiti in quel momento, ndr) sul territorio della provincia. Non è così che si proteggono le comunità e i cittadini da noi amministrati. Le priorità sono altre. La prima? Dare corso alle espulsioni dei cittadini comunitari indesiderati. Credo che le Prefetture, in attesa del varo di un disegno di legge ad hoc, abbiano già approntato gli elenchi dei rom con precedenti penali e impegnati in attività criminali. Riguardo alla seconda priorità, invece, è necessario applicare la direttiva comunitaria, siglata dall’oggi ministro degli Esteri Franco Frattini, che consente di riaccompagnare alla frontiera i cittadini comunitari non in grado di sostentarsi. L’Italia può accogliere quanti cercano lavoro ma non farsi carico dell’indigenza di competenza, semmai, del welfare dei Paesi di provenienza dei nomadi. Ritengo, poi, che il Governo dovrebbe chiudere i flussi dalla Romania. Solo quando avremo liberato i campi dei delinquenti e degli indigenti di professione, magari utilizzando il milione di euro offerto dalla Provincia al Fondo per la sicurezza metropolitana nel noleggio di pullman che accompagnino oltreconfine i rom “irregolari”, potremo affrontare il problema della “redistribuzione’ di quelli rimasti sul territorio milanese”.

Penati avrebbe dovuto forse leggere le conclusioni della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (Cimi) che si è svolta a Firenze nel giugno scorso.

Nel documento era scritto: “Noi missionari che siamo stati a lungo ospiti dei popoli africani, sudamericani, asiatici assistiamo ora in patria ad un accanimento senza precedenti nei confronti degli immigrati in mezzo a noi. Stiamo assistendo a una massiccia e crescente violazione dei diritti umani nei loro confronti. E questo avviene nell’indifferenza da parte dei cittadini italiani, immemori di quanto i nostri migranti avevano sofferto. Non stiamo forse ripetendo sugli immigrati in mezzo a noi quello che i nostri nonni hanno subito quando anche loro emigravano?”.

La Cimi aveva continuato: “Non possiamo accettare che il capo del Governo italiano affermi che: “Una riduzione degli extra comunitari significa meno forze che vanno ad ingrossare la criminalità”. E’ un’affermazione molto grave. Il segretario della Cei, mons. Crociata, ha ribattuto giustamente: “Gli immigrati delinquono tanto quanto gli italiani. Non è vero che riducendo gli immigrati clandestini si riduce anche la criminalità”. Una menzogna, ma rilanciata con forza da una stampa nazionale che fomenta la paura “dell’altro”. In questo paese stiamo assistendo a un crescendo di dichiarazioni, di leggi, di normative che non fanno altro che attizzare un crescente razzismo e una forte xenofobia”.

I missionari, poi, avevano citato una frase di Luigi Ferrajoli, giurista e  professore ordinario al Dipartimento di Diritto dell’Economia ed Analisi Economica delle Istituzioni all’università di Roma3.

Sui respingimenti aveva tra l’altro affermato l’accademico: “Infine sono state violate (dal governo italiano, ndr) le convenzioni internazionali che l’Italia, nell’articolo 10 della Costituzione, si è impegnata a rispettare: l’articolo 13 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani sulla libertà di emigrare; l’articolo 14 della stessa dichiarazione sul diritto di asilo; l’articolo 4 del Protocollo 4 della Convenzione Europea sui Diritti Umani che vieta le espulsioni collettive”.

La pericolosità della situazione italiana è dunque testimoniata anche dalla omologazione di non pochi dirigenti dell’opposizione alle tesi fondanti del berlusconismo. E Penati è uno dei più fedeli interpreti di questo inquinamento.

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