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Il dramma della Sla nel romanzo di un esordiente

Autore: . Data: lunedì, 18 ottobre 2010Commenti (1)

“Il Vaso di Pandora” è il romanzo d’esordio di Massimiliano Cassone. Una intervista allo scrittore per ‘Tu Inviato’.

A poche settimane dal lancio del libro, edito da Boopen editore, abbiamo incontrato l’autore, che è salentino e si segnala per l’originale stile narrativo: amore, sogni, speranze, paure, giovani vite che si intrecciano nella gioia e nel dolore. A fare da sfondo alla vicenda, ritroviamo i paesaggi salentini e bolognesi, entrambi targati anni ’90.

Questo è il suo primo libro, un traguardo che la gratifica?
Ho sentito il bisogno di raccontare una storia. Scrivere per me è qualcosa di fondamentale. Amo leggere, leggo tantissimo, compro libri come se fossero pane… la giusta e logica conclusione mi sembrava quella di scrivere qualcosa, anche per dare un senso concreto all’hobby che abbraccia gran parte del mio tempo libero. La storia ‘procede’ da sola di pari passo con la capacità di darle vita, quando ti immedesimi e gioisci, piangi: la storia la inventi, ma le esperienze sono esperienze che hai sentito sulla pelle, un qualcosa che comunque conosci e senti tuo.

Nel romanzo lei affronta il tema della Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Come si è avvicinato a questo mondo?
Ho conosciuto questa terribile malattia in televisione; ho seguito il cantante Ron, ho sofferto alla vista del caso Welby, di cui rispetto le volontà, sono rimasto basito alla vista di Borgonovo (un calciatore, ndr) e mi sono fatto forza vedendo l’impegno che la moglie di quest’ultimo ha profuso nel curarlo e nel combattere, giorno dopo giorno, contro questo mostro chiamato Sla. Mi sono accorto che si trattava di una malattia poco conosciuta, tuttora non tutti conoscono nemmeno il significato di quella sigla. Nei miei pensieri è balenata l’idea di portare all’attenzione questa terribile malattia neurodegenerativa, che tutto uccide nell’ammalato, tranne il cervello…e cosa c’è di più doloroso? Il mio piccolo contributo sarà quello di averne parlato e di donare parte del ricavato all’Aisla, associazione con cui sono in contatto.

I protagonisti sono legati da un amore indissolubile, che supera spazio, tempo e circostanze. Quale posto occupa questo sentimento nella sua vita?
Le rispondo con un passaggio del mio romanzo:  “L’amore è sicuramente il grimaldello che apre qualsiasi porta. Quando una persona ama, e a sua volta è amato, riesce sempre e comunque a risolvere e a sorvolare qualsiasi problema, incombenza e paranoia che gli si presenti sulla strada della vita. La mia convinzione è che per poter amare un’altra persona, bisogna prima amare fortemente se stessi, in modo che all’altra persona si riesca a trasmettere tutto il lato bello della vita, perché la vita è bella”.
Scritto ciò, non è difficile capire che l’amore nella mia vita è al primo posto nella classifica dei sentimenti. Io amo fortemente, ho amato tanto, sono stato tanto amato, ho amato le mie gioie quanto i miei dolori, ho amato i miei errori…amo fortemente la mia donna…e amerò indissolubilmente la bambina che mi renderà padre a giorni…Amo immensamente la vita.

La narrazione è ambientata in buona parte nel Salento, terra di colori, sapori e tradizioni a lei cari. Al di là del legittimo campanilismo, c’è qualcosa che potrebbe cambiare in meglio, a suo avviso?
A questa sua domanda rispondo brevemente, per non cadere in discorsi che sconfinerebbero in politica. Il Salento è il paradiso d’Italia; la qualità della vita qui andrebbe proporzionata all’impegno dei “palazzi” nel supportare progetti seri, per lo sviluppo della nostra terra. Sono emotivamente coinvolto nel progetto “Regione Salento”. Concludo dicendo che “Il Vaso di Pandora” fa parte di una trilogia incentrata proprio su quest’area socio-geografica e spero di riuscire a pubblicare anche gli altri. Magari, dopo aver metabolizzato questo…

Quali stati d’animo ed emozioni sente di voler condividere con i lettori, all’indomani della pubblicazione?
Ai lettori voglio dire che mi stanno regalando emozioni mai provate prima. Grazie anche a nome di tutte le persone che ogni giorno si svegliano, vivendo sulla lama di un rasoio chiamata Sla.

Ilaria Greco

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Commenti (1) »

  • Massimo ha detto:

    L’autenticità di pensiero rende questo romanzo UNICO, forte, struggente e romantico. Riesce a toccare l’anima.

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