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Berlusconi: la verità, tutta la verità

Autore: . Data: martedì, 5 ottobre 2010Commenti (1)

Tutti la conoscono, tutti ne parlano, ma nessuno la accetta. Il Palazzo si agita e prepara nuove elezioni, il mercato delle candidature è già aperto e il solo problema in campo è l’impunità del premier.

Luigi Vitali è un politico pugliese, per la precisione di Francavilla Fontana in provincia di Brindisi. Prima missino e poi convinto berlusconiano è stato negli anni sottosegretario alla Giustizia, vice presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e componente della Commissione antimafia. Un parlamentare di un certo rilievo insomma.

Ieri, senza fraintendimenti ha detto: “Dove è finito il riconoscimento di Fini dell’accanimento giudiziario contro il premier? [...] Della necessità di consentire a Berlusconi di governare perchè scelto dal popolo sì è persa traccia negli interventi dei finiani. Il lodo costituzionale va bene a regime. Oggi bisogna risolvere i problemi contingenti. Ai finiani non va più bene il processo breve che pure hanno votato al Senato? Bene!. Si facciano carico di proposte alternative se hanno a cuore, come dicono le sorti della legislatura”.

Il ragionamento, o meglio la chiarissima ammissione di Vitali è chiara: l’unica cosa che importa adesso è tenere lontano Berlusconi dai processi ed il presidente della Camera faccia come crede o quello che vuole, ma rispetti questo imperativo categorico.

Ripetere che la crisi italiana è drammatica è ormai stucchevole. Disoccupazione, servizi pubblici (scuola, università, trasporti, sanità), stipendi, ricerca, innovazione, qualità della vita sono lontanissimi dagli standard degli altri Paesi europei sviluppati.

Nonostante la propaganda del governo il crimine organizzato controlla vaste aree del territorio e gli intrecci con alcuni partiti destano preoccupazioni, la corruzione sembra dilagare.

Nello stesso tempo l’intero sistema dei media è condizionato dall’impero editoriale che fa capo al presidente del Consiglio, così che i cittadini ricevono informazioni del tutto inesatte sulla realtà nazionale.

Ad aggravare ulteriormente la situazione un partito con tendenze razziste e xenofobe, nel nord Italia, cresce senza che nessuno sappia impedirne l’espansione ed influenza pericolosamente la scena politica, imponendo un modello ‘federalista’ del tutto estraneo non solo alla logica, ma anche alla storia del Paese.

Alle ultime elezioni politiche lo schema maggioritario e bipolare, reso estremo dal lavoro ‘congiunto’ di Berlusconi e Veltroni, ha sterilizzato i diritti dei cittadini, imponendo schieramenti ‘monstre’, incapaci di mantenere unità al proprio interno e decretando definitivamente la fine della stagione degli ideali per affermare il dominio del principio assoluto del potere a tutti i costi.

Almeno tre decenni di cultura trash veicolata dalla televisione hanno modificato geneticamente la capacità dei cittadini nel saper coltivare il pensiero critico, lasciando spazio al regime attuale e compromettendo anche le strategie dell’opposizione.

Una scena apocalittica e difficilissima da modificare. Uno dei più stretti collaboratori del presidente della Camera, Italo Bocchino, ha detto: “Se Berlusconi non avesse incontrato Fini, non avrebbe vinto nel 1994, non avrebbe resistito a 15 anni di inchieste giudiziarie, non avrebbe risanato e rilanciato un’azienda fortemente indebitata. E mercoledì scorso non si sarebbe salvato grazie alla nostra fiducia”.

Parole non di un avversario del premier, ma di un suo alleato da 16 anni.

Oggi l’obiettivo di salvare Berlusconi da un processo è il motore per comporre e scomporre maggioranze e rischia di portare alle urne milioni di persone alle quali però nessuno indica la strada per rifondare un Paese ormai vittima di una crisi strutturale, non solo economica.

Si tratta di una verità nota a tutti, ma negata senza alcun pudore. Ed intanto Berlusconi dopo mesi ha nominato il nuovo ministro per lo Sviluppo industriale. Si tratta di Paolo Romani.

Il nuovo membro del governo ha le idee chiare. Nel giugno scorso aveva dichiarato sul TG1 di Augusto Minzolini: “Non mi dispiace, è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta” e detto del TG3: “Fa danni per trenta minuti” aggiungendo poi che Rainews24 li fa “per 24 ore”.

E’ l’Italia, ragazzi.

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Commenti (1) »

  • pippo ha detto:

    Francavilla Fontana è provincia di Brindisi!

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