cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Berlusconi e il balletto indecoroso sul ‘lodo Alfano’

Autore: . Data: mercoledì, 27 ottobre 2010Commenti (0)

Lo ritira, anzi no. Il tutto in due giorni, facili e difficilissimi da ricostruire nello stesso tempo perchè svelano per l’ennesima volta – e su un tema cruciale come quello della giustizia – quanto sia diventato indecoroso il balletto quotidiano della politica italiana.

Vediamo l’ultimo atto della vicenda per poi procedere brevemente a ritroso. Il ‘lodo Alfano’, a detta del premier Silvio Berlusconi, si configura agli occhi degli elettori come qualcosa “di opportuno e assolutamente indispensabile. Ritengo – ha osservato nel dettaglio il Cavaliere – che una legge che sospenda i processi delle più alte cariche dello Stato mentre adempiono alle loro funzioni istituzionali sia opportuna ed anzi, vista la magistratura con cui abbiamo a che fare, assolutamente indispensabile”. A dire il vero il presidente del Consiglio aveva espresso tale opinione a Bruno Vespa, la scorsa settimana, per poterla inserire tempestivamente nel consueto libro annuale che il giornalista manda alle stampe prima delle festività natalizie.

La novità è che quei propositi sono stati ribaditi nuovamente ieri alle agenzie di stampa, in replica all’ultima polemica di Gianfranco Fini secondo cui “la possibilità che scaturisca una crisi di governo sulla giustizia c’è”. Il capo del governo ha dunque confermato di voler tirare dritto, rincarando addirittura la dose: “A causa dei comportamenti di magistrati politicizzati, i nostri parlamentari sono in procinto di chiedere una Commissione parlamentare d’inchiesta. Penso che questa iniziativa sia largamente condivisa e debba far luce su una infinità di processi clamorosi, come quelli, tra i tanti, contro Calogero Mannino, contro il generale Ganzer e l’ex Capo della Polizia De Gennaro. E’ un’iniziativa – ha sostenuto Berlusconi – a difesa dei cittadini, ma anche delle migliaia di giudici per bene che lavorano seriamente e che per colpa di pochi vedono diminuire la fiducia degli italiani anche nei loro confronti”.

Peccato che il 23 ottobre, e non un anno fa, Berlusconi avesse sostenuto in merito al contestato ‘lodo’, la posizione esattamente contraria a quella ribadita ieri facendo seguito ad alcune perplessità avanzate dal Colle. Una volta appreso della nota del presidente Napolitano, tre giorni fa, il premier si era detto “sereno” e “a questo punto io chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata. Il ‘lodo Alfano’ porta con sé un meccanismo farraginoso per l’approvazione e in questo modo serve soltanto a dare fiato alle polemiche strumentali dell’opposizione”. ‘Farraginoso’, va precisato, in quanto si tratta di una legge costituzionale che richiede di essere esaminata in quattro letture, considerando entrambi i rami del Parlamento. Inoltre, se non approvata con la maggioranza dei due terzi, può essere sottoposta a referendum confermativo, senza che debba essere raggiunto un quorum.

E se sul libro di Vespa comparirà l’ennesima sferzata legislativa ai giudici, sul quotidiano tedesco ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ è comparsa nei giorni scorsi una dichiarazione berlusconiana in linea con l’altra faccia, quella del ripensamento: “Questa legge – aveva tagliato corto il presidente del Consiglio – non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito e io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti”.

Dunque, alla luce di un simile dibattito (tutto interno ad una sola persona e a distanza di pochi giorni) finiscono per lasciare il tempo che trovano anche i commenti rilasciati ieri dagli esponenti delle varie opposizioni: dalla frecciata del finiano Italo Bocchino che, a proposito della commissione parlamentare d’inchiesta proposta dal premier, ha precisato che “non è nel programma di governo” e pertanto “la nostra disponibilità è nulla” a quella di Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, che ha preso sul serio il dibattito e dunque affermato che “il ‘lodo Alfano’ è un mostro giuridico che serve solo a Berlusconi, indispensabile solo per farla franca e sfuggire ai processi, evitando possibili condanne”.

Ironica, invece, la reazione di Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, che ha evidenziato “i pensieri tra di loro agli antipodi, ben lontani dalla coerenza richiesta alla più alta carica di governo. Per noi il lodo Alfano resta un mostro giuridico con il quale il governo vorrebbe inserire un salvacondotto senza limiti per il premier”.

Paolo Repetto

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008