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‘Viva Palestina’. In marcia verso Gaza

Autore: . Data: martedì, 21 settembre 2010Commenti (0)

Dopo l’Operazione Piombo Fuso di quasi due anni fa e gli attacchi alla flottiglia turca del maggio scorso, è aumentata la sensibilità della comunità internazionale nei confronti della tematica palestinese, in particolar modo verso la “prigione a cielo aperto” Gaza. E’ partito sabato da Londra il convoglio umanitario ‘Viva Palestina’.

L’obiettivo, molto ambizioso, è quello di portare aiuti umanitari via terra all’interno della Striscia di Gaza. Ne abbiamo parlato con Francesca Antinucci, una delle responsabili italiane della raccolta fondi, coordinatrice in particolare dei lavori marchigiani e molisani.

Qual è la situazione a Gaza oggi?
Durante l’operazione Piombo Fuso (dicembre 2008 – gennaio 2009) i bombardamenti israeliani hanno danneggiato e distrutto edifici e infrastrutture civili, scuole, ospedali e impianti elettrici. Per non parlare delle migliaia di case, distrutte o gravemente lesionate. La stabilità di quasi la metà delle scuole di Gaza è seriamente compromessa e, circa 20 di queste sono state completamente distrutte. Gli ospedali hanno subito le conseguenze di Piombo Fuso e continuano a subire quelle del blocco e dell’embargo. Le autorità israeliane negano continuamente l’ingresso a Gaza dei camion dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, contenenti aiuti sanitari. I pazienti gravemente ammalati che non possono essere curati sul posto si vedono negare o ritardare il permesso di lasciare la Striscia di Gaza. Questi sono dati… aggiungiamoci, molto banalmente, la libertà negata a questo dignitoso popolo, la frustrazione dell’esser chiusi e isolati dal mondo esterno.

E cos’è Viva Palestina?

‘Viva Palestina’ è l’organizzazione inglese che ha promosso la grande iniziativa internazionale che, insieme ad altre organizzazioni europee e non, ha l’obiettivo di rompere l’assedio di Gaza, sottoposta oramai da 4 anni ad un embargo disumano da parte di Israele e degli stati che lo appoggiano. Questo assedio sta strangolando praticamente ogni aspetto della vita della popolazione di Gaza. Il blocco delle merci, l’impossibilità di movimento dentro e fuori la Striscia di Gaza, il crescente isolamento e la sofferenza della popolazione non possono continuare. Dopo l’operazione militare ‘Piombo Fuso’ dello scorso dicembre 2008, nella quale sotto un bombardamento spietato sono state assassinate 1.400 persone, in maggioranza civili fra cui 400 bambini circa, la situazione è andata sempre più degenerando. Per spezzare il circolo di questa aberrazione che mortifica la dignità umana, il convoglio via terra si propone di raggiungere in ottobre la Striscia di Gaza con centinaia di veicoli carichi di aiuti umanitari indispensabili alla popolazione.

Quanti convogli umanitari partiranno e da dove?
Sabato dal centro di Londra, intorno alle 10, è partito il primo ramo del convoglio, costituito da diverse organizzazioni provenienti dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dal Canada e dalla Malesia, nonché di volontari dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e dall’Irlanda del Nord. Lungo il percorso si aggiungeranno attivisti e veicoli da Francia, Italia, Grecia e Turchia. In Italia si uniranno al convoglio 15 attivisti a bordo di 7 veicoli, tra i quali una autoambulanza e un auto-medica. Gli altri due rami del convoglio partiranno da Casablanca e da Doha con attivisti dal Marocco e dall’Algeria, dagli Stati del Golfo e dalla Giordania.

Quali saranno le tappe dove si uniranno gli attivisti italiani?
L’arrivo dei veicoli a Torino è previsto per il pomeriggio di domani (oggi, ndr). Proseguirà in serata per Milano da dove il 22 e il 23 settembre il convoglio raggiungerà Ancona, per imbarcarsi verso la Grecia. I convogli, composti da circa 200 veicoli, si incontreranno a Latakia in Siria per imbarcarsi verso il porto di El-Arish. Le autorità egiziane hanno negato il passaggio da Aqaba al Sinai e imposto di passare per Al Arish.

Sono stati presi accordi con le autorità egiziane? Ci sono possibilità che la “missione” non vada in porto?
Il rischio che le autorità egiziane si mettano di traverso, impedendo o ritardando l’arrivo dei camion a Gaza, è concreto. Ci sarà bisogno anche di pressione internazionale, che si faccia sentire l’intervento della società civile e delle istituzioni per il buon fine dell’iniziativa.

Oltre ad inviare aiuti umanitari, ci saranno personalità politiche o culturali? E se sì, chi saranno?
In questa occasione (ricordo che in un anno e mezzo Viva Palestina è riuscita ad entrare a Gaza per ben 3 volte) il convoglio sarà composto da soli conducenti. Tra questi ci saranno George Galloway, membro del Parlamento Inglese oltre che leader dell’organizzazione inglese, l’avvocato per i diritti umani Jim Nichols, Kevin Ovenden. Voglio anche ricordare che Kevin Ovenden, assieme a Nicci Enchmark, era presente al massacro della Mavi Marmara e prendo spunto per sottolineare che il prosieguo di iniziative come questa rappresentano anche una riposta decisa all’impunità di Israele sugli scandalosi avvenimenti dello scorso 31 maggio, in acque internazionali. Tra i conducenti italiani invece, sono in partenza Alfredo Tradardi, coordinatore nazionale di ‘Viva Palestina Italia’ ed ex assessore alla Cultura del Comune di Ivrea, Vincenzo Tradardi, già docente di Fisiologia Umana all’Università di Parma. Molti docenti universitari invece hanno sottoscritto l’appello lanciato da ‘Viva Palestina Italia’. Tra questi, Gianni Vattimo, filosofo ed eurodeputato, Domenico Losurdo, preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Urbino, Nella Ginatempo, dell’universita’ di Messina e Alberto Lombardo, di quella di Palermo.

Che tipo di materiale verrà inviato a Gaza?
Si tratta per lo più di materiali sanitari, per le scuole, per l’agricoltura e per la produzione di energia, così come richiesto dai diversi ministeri di Gaza. In più ci sono dei progetti speciali per i quali sono state stato raccolte attrezzature informatiche per l’insegnamento dell’inglese e la costruzione di una struttura sanitaria per la maternità a Beit Hanoun.

Davide Falcioni

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