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Spazzatura: in Campania si rasenta il ridicolo

Autore: . Data: mercoledì, 29 settembre 2010Commenti (3)

Continua l’emergenza e mentre si continua ad inquinare il Parco del Vesuvio riempiendolo di immondizia il termovalorizzatore di Acerra è fermo. Le bufale di Berlusconi-Bertolaso sono arrivate al capolinea.

In una lettera aperta firmata dai cittadini dei comuni vesuviani ed indirizzata “ai nostri governanti” si legge: “Se si sceglie un parco nazionale all’ombra di un vulcano noto in tutto il mondo per ospitare non una bensì due discariche, la seconda delle quali capace di inghiottire oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti, beh, allora si può anche pensare di sversare i rifiuti negli Scavi di Pompei e di Ercolano”.

Le proteste più che giustificate nei confronti della ‘follia’ della seconda discarica di Terzigno, all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, continua a mobilitare da giorni gli abitanti di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno.

I contestatori nella lettera hanno aggiunto: “Invece di realizzare la raccolta differenziata si ritiene più comodo devastare interi territori con mega discariche destinate a ricevere veleni e rifiuti che sfuggono a qualsiasi controllo” ed hanno continuato sostenendo che se si adotta il criterio “singolare che guida gli uomini delle istituzioni nella scelta dei siti da destinare all’apertura delle discariche in Campania e che già li ha indotti a individuare nel Parco nazionale del Vesuvio un ambiente evidentemente ospitale”, allora si può benissimo proporre una più vasta “rosa” di località illustri.

Per esempio, hanno suggerito i cittadini, gli Scavi di Pompei, gli Scavi di Ercolano o anche la Villa di Oplonti e le Terme di Castellammare di Stabia. In alternativa, si potrebbe ricorrere alla consultazione della lista del patrimonio dell’Umanità redatta dall’Unesco.

Intanto i parroci di Boscotrecase hanno lanciato l’allarme: “L’aria malsana sta rendendo invivibile la vita dei cittadini e la paura per la salute sta creando una fuga di famiglie, impoverendo il paese”.

Per gli esponenti della Chiesa locale “l’attività economica nella zona del Parco del Vesuvio, bene dell’umanità, sta scomparendo e, nello stesso tempo, il turismo sta perdendo quota”.

Ed oggi a Boscoreale il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, condurrà una veglia di preghiera in segno di solidarietà “ai tanti cittadini che stanno protestando contro la seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio e, in generale, contro la sistematica distruzione del territorio vesuviano”.

E sulla presenza della camorra nelle proteste il vescovo ha sostenuto che “è compito della giustizia individuare eventuali infiltrazioni, ma non è consentito a nessuno di infamare brava gente che da anni vede sversare nel Parco rifiuti pericolosi e nocivi e che ora, per la cecità delle istituzioni e della politica, è costretta ad incassare un nuovo letale colpo”.

Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito Democratico, ha attaccato il premier e “un governo irresponsabile che prima vende come risolta un’emergenza che non è mai finita e ora si ostina a voler aprire una discarica da 3 milioni di tonnellate nel parco nazionale del Vesuvio”.

“Berlusconi – ha insistito Bianchi – è sceso a inaugurare trionfalmente l’inceneritore di Acerra che continua però a non funzionare”.

Ed è vero. La prima linea di combustione del termovalorizzatore si è bloccata dalle prime ore del pomeriggio di ieri. Le altre due linee, la due e la tre – sono intanto ferme per lavori di manutenzione che richiedono tempi lunghi.

Secondo la Protezione civile la temporanea interruzione dell’attività “è un’eventualità che rientra nella piena normalità per un impianto industriale complesso come quello di Acerra”.

Non si dispone di dati certi, ma sarebbe il caso di verificare se gli stop sono analoghi negli impianti tedeschi, francesi o di altri Paesi. O se anche per Acerra la propaganda berlusconiana ha imposto ‘soluzioni’ che alla fine hanno prodotto danni ancora più gravi di quelli che già c’erano.

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Commenti (3) »

  • Valentina ha detto:

    la Campania è la regione più ricca di Italia per ciò che concerne i Beni culturali e paesaggistici, eppure la si sta distruggendo agli occhi dell’Europa. in un altro Paese le risorse presenti in tale territorio sarebbero state valorizzate, qui invece tutto muore di fronte agli interessi della camorra e per le cattive e corrotte amministrazioni locali.

  • COSIMO ha detto:

    la crisi dei rfiuti di oggi nasce anche dal fatto che sotto Bassolino & Co. sono stati assunti migliaia di netturbini a tempo indeterminato o determinato che vogliono lo stipendio ed i soldi non ci sono o ce ne sono pochi.
    Invece di provocare dicendo di mandare i rifiuti a Pompei ed Ercolano provochiamo BENE.
    Queste miglai di persone fossero pagate metà stipendio e l’altra metà fosse pagata a Cottimo. Cioè la monnezza raccolta invece di portarla ad Acerra o nelle discariche vecchie e nuove, venga selezionata MANUALMENTE (che è il metodo migliore) dalle migliaia di “lavoratori” e si estraesse la carta, il vetro, il ferro e la plastica. L’altra metà dello stipendio sarebbe pagata in base al materiale raccolto
    Sono sicuro che con questo sistema:
    +lavoro utile
    -fumi dai camini di Acerra
    - rifiuti in discarica
    + ricavi per Asia che può vendere quanto selezionato e pagare gli stipendi
    - proteste dato che i rifiuti con questa selezionatura diminuirebbero del 70% (la percentuale è data dai risultati che si hanno dove si fa la raccolta differenziata porta a porta)

  • COSIMO ha detto:

    ah,
    se i vari centri sociali o cooperative di disoccupati organizzati volessero partecipare dandogli la monnezza , selezionandola e vendendola alle ditte che la ritirano SI ACCOMODASSERO INVECE DI SALIRE SUI TETTI DEL COMUNE O FARE I CASINI DI PROTESTE DI QUESTI GIORNI

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