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Palestina, in viaggio nave pacifista israeliana

Autore: . Data: martedì, 28 settembre 2010Commenti (1)

Mentre il convoglio umanitario diretto a Gaza ‘Viva Palestina’ (su cui torneremo nei prossimi giorni, anche perché l’Italia ha partecipato inviando mezzi e uomini) si trova in Turchia, e mentre si stanno preparando navi da tutto il mondo per tentare di arrivare dove nessuno è ancora riuscito, è di questi giorni una notizia di un certo interesse: una piccola imbarcazione, con dieci persone a bordo, in buona parte uomini ebrei e israeliani ha lasciato domenica il porto di Famagusta, nel nord di Cipro, e sta puntando proprio su Gaza.

La notizia è passata in sordina, ignorata dai grandi media italiani: oltre alle manifestazioni in Cisgiordania, alcuni israeliani stanno dunque tentando il rischiosissimo attracco a Gaza, sostenendo la battaglia del popolo palestinese.

Tra di loro c’è anche Reuven Moshkovitz, 82 anni: “Per me è un dovere sacro – ha dichiarato – in quanto sopravvissuto alla Shoah protestare contro la persecuzione, l’oppressione e la reclusione di tanta gente, tra cui oltre 800.000 bambini, a Gaza”. E tra i membri dell’equipaggio c’è anche Yonatan Shapira, un ex soldato israeliano: “Noi – ha detto – abbiamo una strategia non violenta e di non scontro, se l’esercito israeliano ferma la nave, noi non collaboreremo a portarla al porto (di Ashdod)”.

La nave, chiamata Irene, se non verrà intercettata dalla Marina militare israeliana dovrebbe raggiungere la sua destinazione nelle prossime ore con il suo carico di giocattoli, strumenti musicali, reti da pesca, quaderni e protesi per gli ospedali di Gaza. Si tratta, con ogni evidenza, di un’azione dall’altissimo valore simbolico, visto che è stata intrapresa da ebrei di nazionalità inglese, tedesca, statunitense e soprattutto israeliana. Questi ultimi, in particolare, hanno dichiarato: “Il governo israeliano non ha il sostegno di tutti gli ebrei. Noi ci appelliamo ai governi e ai popoli del mondo perché si esprimano e agiscano contro l’occupazione e contro l’assedio”.

E a proposito di Gaza, mentre negli Stati Uniti Netanyahu e Abu Mazen tentano un improbabile accordo di pace, all’interno della Striscia la guerra (unilaterale) continua nel silenzio più totale. Vittorio Arrigoni, attivista italiano che da anni vive a Gaza, racconta che dal 2 settembre sono ripresi i bombardamenti aerei e gli assassinii, soprattutto ai confini, che hanno causato sei morti, tutti civili.

In particolare, il due settembre, alcuni caccia F16 israeliani hanno bombardato i tunnel di Rafah al confine con l’Egitto. Due lavoratori palestinesi sono morti, mentre una settimana dopo un carro armato ha fatto fuoco su tre pastori che stavano accudendo le loro pecore: nessuno di loro si è salvato. L’ultima vittima risale al 15 settembre, sempre a causa di un bombardamento.

In tutti i casi l’esercito israeliano si è giustificando dichiarando di essersi solo difeso dagli attacchi di miliziani di Hamas. Ma un video su Youtube li smentisce ancora una volta: vi si possono infatti vedere cittadini palestinesi e attivisti internazionali mentre manifestano pacificamente dopo le suddette esecuzioni: l’accoglienza, da parte dei militari israeliani, è tutt’altro che buona: si possono udire distintamente i colpi di mitragliatrice e vedere la concitazione e l’incredulità dei manifestanti. La repressione è stata durissima, ma per fortuna non si sono registrate altre vittime innocenti.

Davide Falcioni

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Commenti (1) »

  • davide ha detto:

    E’ di queste ore la notizia che la nave Irene è stata dirottata dall’esercito israeliano

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