cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

L’Italia dei record carcerari

Autore: . Data: giovedì, 30 settembre 2010Commenti (0)

Uno studio inglese incorona il nostro Paese come leader del sovraffollamento dei penitenziari. Da mesi la situazione è drammatica, ma il governo non fa nulla, salvo promettere improbabili riforme.

Ristretti Orizzonti ha reso noto che un recente studio realizzato dell’International Centre for Prison Studies, King’s College, University of London, permette di comprendere meglio le ragioni del sovraffollamento degli Istituti di pena nel nostro Paese.

Si comprende dalla ricerca che l’Italia detiene in “record” delle custodie cautelari. Al 30 giugno di quest’anno il 42,5 per cento dei detenuti era in attesa di giudizio e, se si tiene conto delle statistiche si può prevedere che la metà di queste persone sarà assolta.

Si tratta quindi di circa 15 mila persone che scontano da innocenti mesi e a volte anni di “pena anticipata” e riempiono ovviamente le celle. La media europea dei detenuti in carcerazione preventiva è del 24 per cento, ma scende rispettivamente al 15,2 in Germania ed al 14,9 in Inghilterra.

Sulle misure alternative al carcere, poi, il nostro Paese è del tutto immobile. Dal confronto tra il numero dei detenuti ogni 100 mila abitanti negli anni 1998 e 2010 appare evidente che alcuni Paesi sono riusciti a ridurre sensibilmente il numero dei cittadini ristretti in prigione.

Poiché il numero complessivo dei reati commessi nell’Ue è rimasto pressoché stabile negli ultimi 10 anni, questo risultato è frutto soprattutto di un maggiore utilizzo delle misure alternative per sanzionare i reati “minori”.

In Germania il tasso di carcerizzazione è diminuito da 96 a 88 e oggi in carcere ci sono 6.500 persone in meno rispetto a 12 anni fa. In Italia, invece, si è passati da 85 a 112 e i detenuti sono quasi 20.000 in più.

Diminuzioni del tasso e del numero di detenuti si sono registrate anche in Portogallo, Irlanda del Nord, Paesi Baltici, Bulgaria e Romania.

Nella maggior parte dei Paesi europei, tuttavia, prevale la tendenza ad un maggiore utilizzo del carcere: il tasso di carcerizzazione è aumentato in Francia (più 10 per cento), in Inghilterra (più 28), in Belgio (più 16), in Olanda (più 9), in Svezia (più 18) e soprattutto in Spagna (più 50), dove oggi ci sono 31 mila detenuti in più rispetto al 1998.

Nel complesso dell’Ue il numero dei detenuti è aumentato di 84.000 unità, passando dalle 551.643 del 1998 alle 635.845 di oggi. L’Italia ha contribuito per circa il 25 per cento a questo “risultato”.

La detenzione di stranieri è un problema serio. Nelle carceri dell’Ue sono detenuti 128.200 cittadini provenienti da altri continenti, In Italia sono 24.600.

In termini percentuali rappresentano il 20,7 per cento di tutte le persone presenti nelle carceri europee, ma nel nostro Paese questo dato è maggiore ed arriva al 36. Nel 1998 erano il 25 per cento ed il 16 in Europa. Quindi l’incremento percentuale è stato maggiore nel nostro Paese rispetto alla media dell’Unione.

Nello specifico si nota che i Paesi nei quali i detenuti stranieri sono presenti in percentuali maggiori sono quelli che hanno adottato metodi più “decisi” nel contrasto all’immigrazione.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008