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La scuola in crisi ed oggi comincia l’anno scolastico

Autore: . Data: lunedì, 13 settembre 2010Commenti (0)

Tra ritardi ed incapacità il nostro sistema formativo sta andando in pezzi. Il governo invece di modernizzare l’istruzione lascia a casa insegnanti per altro dequalificati ed i ragazzi sembrano indirizzati dalla pubblicità.

Ben 12.000 scuole italiane presentano gravi criticità e, quindi, rappresentano un potenziale pericolo per studenti, docenti e personale scolastico: lo afferma il Codacons, diffondendo i dati contenuti in un documento del Ministero dell’Istruzione, che elenca regione per regione le scuole che versano in condizioni di particolare gravità.

Il documento è stato redatto dopo un monitoraggio disposto dall’Intesa Stato-Regioni ed ha riguardato tutti gli istituti scolastici del Paese.

Il Codacons ha affermato che lo studio avrebbe dovuto individuare le scuole che dovevano essere interessate alla riduzione del numero di alunni per classe quando le aule erano sottodimensionate.

Tuttavia, secondo l’associazione il monitoraggio è stato realizzato non tenendo conto di due dati importanti legati al sovraffollamento: la grandezza effettiva delle aule ed il numero di alunni per classe.

A un anno di distanza, ha affermato il Codacons, nulla è cambiato. Gli istituti scolastici sono sempre fatiscenti e le aule sempre più sovraffollate, al punto che in alcuni istituti si arriva a superare quota 35 alunni per classe.

Per questo motivo l’associazione ha deciso di diffidare il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e gli Uffici Scolastici Regionali, affinchè siano rispettate le norme, disponendo la riduzione del numero di alunni per classe e il rispetto dei limiti previsti dalla legge.

“In caso di incidenti – ha affermato il presidente Codacons, Carlo Rienzi – riterremo responsabili il ministro in persona e i singoli dirigenti scolastici regionali”.

I genitori possono verificare la sicurezza della scuola frequentata dai propri figli attraverso la scheda pubblicata sul sito del Codacons. Sullo stesso sito nell’area ‘scuola’ è reperibile l’elenco delle scuole a rischio suddiviso per regione.

Secondo gli alunni, poi, la situazione è drammatica. Se si leggono i numerosi messaggi rilanciati da Twitter e Facebook si scopre un mondo della scuola fatto da professori vecchi come il loro nonni, tecnologie inesistenti e programmi noiosi.

Sembra che i giovani siano alle prese con una scuola che non riesce a stare al loro passo.

Alla vigilia della ripresa dell’anno scolastico gli studenti hanno già il morale a pezzi ed alcuni di loro arrivano a sognare Hogwarts, la scuola di magia di Harry Potter.

I ragazzi vorrebbero lasciare a casa carta, libri e penna e trovare in aula computer e materiali digitali.

Invece li aspetta “un posto noioso”, nel quale “non facciamo niente”. Alcuni arrivano a parlare della scuola come di “un luogo di tortura£”.

Si tratta di giudizi sommari e superficiali, in gran parte testimonianaza della bassissima consapevolezza politica della gran parte degli studenti, ma comprensibili perchè l’arretratezza dell’istruzione nazionale è evidente e non riguarda solo i programmi di studio o le tecniche di insegnamento, ma persino gli edifici nei quali sono ospitati gli istituti, non di rado vecchi, fatiscenti e del tutto inadeguati.

Un insegnante, su un forum di Msn, ha sintetizzato: “Gli studenti non capiscono l’importanza della scuola perchè nessuno spiega loro il senso di ciò che studiano, gli insegnanti si limitano al nozionismo, senza offrire orizzonti di apertura mentale. E questi sono i risultati”.

Ed intanto cresce la distanza tra generazioni e per alcuni professori i ragazzi sono sempre più indolenti: “Un 4 non gli fa nè caldo e nè freddo rimangono indifferenti” ha sostenuto uno di loro.,

Gli insegnanti, invece, sono indicati da non pochi studenti come il volto del “fallimento”, ma con una logica che sembra richiamare pericolosamente alcuni modelli proposti dalla televisione: “Hanno utilitarie, indossano vestiti da supermercato e nessuno li rispetta; e perchè mai un alunno dovrebbe studiare? per assomigliare a loro?”, ha sostenuto un giovane.

E neppure gli studenti sembrano comprendere le cosidette ‘nuove teconoligie’ ma appaiono piuttosto indirizzati dalla pubblicità o dalle ‘tendenze’. Se alcuni vorrebbero poter usare video giochi a scuola, altri vorrebbero essere nei panni degli allievi del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo, che sarà la prima scuola italiana a sostituire i volumi con l’ultimo gioiellino di casa Apple, l’iPad. Eppure la consultazione di prodotti digitali per l’istruzione può essere fatta senza difficoltà e forse anche meglio utilizzando pc dal costo largamente inferiore, anche se non di ‘moda’. .

C’è un gruppo abbastanza frequentato su Facebook vuole addirittura l’Ipad a scuola e tra i commenti i ‘contrari’ non rilevano la stupidità della richiesta, ma si dolgono per l’impossibilità di vedere esaudito il proprio sogno. Per uno di loro le aule italiane “non sono mica la Monte Vista Christian School”, un istituto californiano che, come riporta anche il sito della Apple a scopo promozionale, è stata la prima scuola ad adottare iPad al posto dei supporti cartacei.

Peccato che per ‘leggere’ i libri basta possedere una qualsiasi macchina anche da poche centinaia di euro, cosa che vale anche per connettersi ad internet.

Ma tra edifici vecchi, programmi arcaici, metodi di insegnamento d’annata, insegnanti senza adeguata formazione, tagli ai bilanci e la totale incapacità delle forze politiche e sociali nell’offire ai giovani una visione concreta e non ‘pubblicitaria’ della realtà il risultato è che la confusione regna sovrana in Italia.

Il futuro si presenta ancor più plumbeo del presente.

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