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La giornata. I porci di Bossi e il pallottoliere di Berlusconi

Autore: . Data: martedì, 28 settembre 2010Commenti (0)

E’ la politica italiana a dominare le prime pagine dei giornali di oggi. Ed è necessario zigzagare tra notizie che riprendono i consueti, inutili chiacchiericci di palazzo all’italiana e altre segnalazioni più serie e preoccupanti.

Cominciamo da Umberto Bossi che, parlando nel corso di un’iniziativa pubblica a Lazzate, in Brianza, si è scagliato contro l’ipotesi di spostare il Gran Premio di Formula Uno da Monza nella Capitale: “I romani se lo possono dimenticare, Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe”. Poi il ministro delle Riforme ha colto l’occasione per guadagnare un titolo sui quotidiani, lasciandosi andare a un provocatorio e volgare attacco ai cittadini romani: “Basta con Senatus Populusque Romanus, ‘il Senato e il popolo romano’, io dico ‘sono porci questi romani’”, ha scandito fra gli applausi del pubblico e le risate del figlio, in piedi accanto a lui. Ieri, in serata, una precisazione ha gettato altra benzina sul fuoco: “La mia era una battuta, ma dalle reazioni che vedo in queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa”. Peraltro un calciatore, autonominatosi rappresentante della città eterna, ha pensato bene di intervenire sull’argomento: “Venga a dirlo al Colosseo”, ha affermato Francesco Totti, sfidando il leader leghista.

Sono proseguite, intanto, le polemiche a distanza tra il partito di Gianfranco Fini e il premier Berlusconi, alla vigilia del voto alla Camera, previsto per mercoledì, sugli ormai famosi cinque “punti” che dovrebbero testare la consistenza della maggioranza. Se il capogruppo finiano Bocchino ha chiesto una verifica, Berlusconi – intervenendo telefonicamente ad una cerimonia presso la comunità fondata in Umbria da don Gelmini – ha affermato di essere “alle prese con un documento che dovrà ottenere il voto della maggioranza del Parlamento per poter andare avanti”.

Anche i vescovi hanno voluto dire la loro, sempre nella giornata di ieri, a proposito dello stato di salute della politica italiana. Sulle riforme il Paese “sembra tornare sempre al punto di partenza”, ha sostenuto il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, riaffermando l’urgenza di avviare un “confronto serio e decisivo, quello che non è perdita di tempo bensì ricerca della mediazione più alta e sollecita possibile”. “Il Paese – ha concluso Bagnasco – non può attardarsi: povero di risorse prime, più di altri deve far conto sull’efficienza del sistema e su una sempre più marcata valorizzazione delle risorse umane”.

Tra politica e cronaca, invece, la notizia di ieri che riguarda l’ex patron Parmalat, Calisto Tanzi: dopo la condanna in secondo grado a dieci anni di reclusione per aggiotaggio, il Pg di Milano ha chiesto il suo arresto, al Tribunale del Riesame, per il pericolo di reiterazione del reato o di fuga.

Infine, il governo non ha perso l’ennesima occasione per esprimere la sua concreta opinione sul destino e la dignità delle popolazioni Romanì. “Nessuna delle famiglie che saranno allontanate dai campi nomadi regolari di Milano e che hanno i titoli per restare in città – ha spiegato ieri il ministro dell’Interno Maroni – saranno ospitate in alloggi popolari, come originariamente previsto nel piano per l’emergenza rom”. Il campo di via Triboniano “verrà chiuso – ha affermato Maroni – e chi stava dentro e ha i titoli per restare in città avrà una sistemazione, escludendo l’utilizzo di case Aler (di edilizia residenziale pubblica, ndr) o nella disponibilità del patrimonio immobiliare del Comune”. In merito alla futura “sistemazione” dei malcapitati, evidentemente sarà tutta da verificare. Ben sapendo quale idea di “legalità” muove solitamente gli interventi del governo.

Paolo Repetto

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