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Il governo della povertà

Autore: . Data: mercoledì, 15 settembre 2010Commenti (0)

Il debito pubblico è al massimo storico e le entrate tributarie sono crollate. Eppure si continua a raccontare la fiaba dell’Italia fuori dalla crisi. Ed i cittadini spesso non conoscono i contorni del disastro.

Secondo i dati diffusi dal Bollettino statistico della Banca d’Italia e dedicato alla Finanza pubblica, il debito pubblico italiano a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a 1.838,296 miliardi di euro.

Il nostro passivo è cresciuto rispetto a giugno dello 0,8 per cento e rispetto a maggio, mese nel quale era stato registrato il precedente record assoluto a 1.827,181 miliardi, dello 0,6.

Nello stesso tempo il dipartimento delle Finanze e la Ragioneria Generale dello Stato del ministero dell’Economia ha reso noto che le entrate tributarie registrano, nel periodo gennaio-luglio 2010, una variazione negativa di  meno 7.083 milioni di euro, una flessione del 3,1 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno passato e si attestano a quota 218.311 milioni di euro.

In questo scenario da tregenda ecco alcuni stralci di un articolo pubblicato da ‘Il Fatto Quotidiano’ sul costo del governo per il 2009.

Secondo il giornale “solo per “esistere”, vale a dire senza contare il prezzo delle politiche svolte, è costato ai cittadini italiani poco meno di 350 milioni di euro – esclusi i ministri con portafoglio ovviamente. La voce maggiore, naturalmente, riguarda gli stipendi, che, con una pianta organica di circa quattromila persone, si aggira sui duecento milioni di euro. Tra stipendi, oneri previdenziali e spese accessorie di primo ministro, sottosegretari, segreterie dei ministri senza portafogli e consulenti interni o esterni alla Pubblica amministrazione lì comandati, la cifra impegnata nel 2009 è poco sopra i 23 milioni di euro. Cui si devono sommare i maggiori costi fissi del resto del personale amministrativo, che pesa sulle casse statali per una cifra annua vicina ai 180 milioni di euro”.

Ed ancora: “Più nel dettaglio gli stipendi del presidente del Consiglio, dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari di Stato alla Presidenza assommano a 1.430.891 euro per il 2009. Volendo però calcolare quanto costa la testa “politico-amministrativa” di Palazzo Chigi, a questa cifra si devono sommare tutta una serie di voci. Per primo il milione e 961.858,20 euro per gli stipendi degli addetti alle segreterie particolari del presidente e del sottosegretario alla Presidenza, i 3.243.287,28 euro degli oneri previdenziali per il personale di diretta collaborazione, i 2.410.097,79 dei cosiddetti “accessori” per il personale addetto alle segreterie particolari di cui sopra. E, ancora, 1.119.907,85 degli estranei alla Pubblica amministrazione che lavorano con i sottosegretari con delega del presidente, i 4.920.526,53 degli altri consulenti estranei alla Pa che lavorano nelle segreterie dei ministri senza portafoglio e degli altri sottosegretariati di Stato, un altro milione e 208.675,15 impegnato per gli “accessori” della truppa addetta ai sottosegretari alla Presidenza.

Poi ci sono i soldi per le “strutture di missione” dei ministri senza portafoglio: 3.164.437,33 per gli stipendi del personale qui in servizio. Altri 657.698,03 per “esperti e consulenti””.

Infine ‘Il Fatto Quotidiano’ insiste: “Alla voce “Acquisto di beni di consumo e di servizi strumentali al funzionamento degli uffici e alle esigenze istituzionali e di decoro delle autorità politiche presenti presso le sedi della Presidenza” si sono impegnati, nel 2009, 2.309.863,19 euro. Per “Progettazioni, studi, indagini e rilevazioni sul patrimonio immobiliare di Palazzo Chigi” si sono spesi altri 409.594,66 euro. Se ne sono spesi invece 11.994.048,48 per la “manutenzione, conduzione e riparazione degli immobili e degli impianti, adattamento e ripulitura dei locali, manutenzione dei giardini e dei parchi annessi agli immobili”. L’affitto, il riscaldamento e l’aria condizionata dei locali ha avuto una spesa di 12.177.199,77. Le utenze di acqua, luce e gas, tassa sui rifiuti e tv sono costate 4.071.921,05. La pulizia e la derattizzazione dei palazzi 4.989.185,00. Reti informatiche con relativa manutenzione, e call center sono costati 6.444.256,66. La bolletta telefonica ammonta a 2.331.762,99. Restano le “scorte”, 982.845,14 euro l’anno, poco meno delle spese di facchinaggio e trasporto: 1.074.221,57″.

Le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori hanno calcolato a riguardo del debito pubblico italiano che pesa “30.451 euro sulle spalle di ognuno dei 60 milioni di residenti, 83.000 sulle spalle di ogni famiglia”, mentre le sole spese dell’apparato governativo di Berlusconi, secondo il giornale diretto da Padellaro costa “un milione di euro al giorno”.

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