cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Il crimine organizzato non tollera la stampa

Autore: . Data: giovedì, 23 settembre 2010Commenti (0)

Nonostante la propaganda del governo le organizzazioni criminali controllano il territorio e non sopportano le inchieste. Oltre 50 casi di minacce ai giornalisti.

Ferdinando Piccolo, un cronista de ”Il Quotidiano della Calabria” e corrispondente da San Luca, un paesino in provincia di Reggio Calabria, ha trovato davanti alla sua porta di casa, a Bovalino, una busta gialla contenente alcuni proiettili e una lettera con minacce.

Nella missiva c’era scritto ‘Giornalista infame non scrivere più di San Luca, questo è l’ultimo avvertimento’. Il giornalista aveva ricevuto un’altra intimidazione.

L’ultimo rapporto prodotto dall’osservatorio della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti, “Ossigeno per l’informazione”, sarà presentato domani a Napoli.

Alberto Spampinato, direttore dell’Osservatorio ha detto: “Sono 53 i casi trattati nel rapporto e da quando l’abbiamo dato alle stampe siamo venuti a conoscenza di altri 15 episodi. Ciò che si ricava dai dati raccolti è la conferma che il ricorso a minacce e azioni indebite per mettere a tacere i giornalisti è una pratica molto diffusa nel nostro Paese”.

Nella ricerca, che raccoglie dati compresi tra il gennaio 2009 e il marzo 2010, si sottolineano due problemi di fondo.

Il primo riguarda la sicurezza personale dei giornalisti e la conseguente limitazione del diritto di cronaca. Una delle forme più diffuse di ricatto si ritrova nella pratica delle querele per diffamazione, che prevedono risarcimenti milionari, sono minacciate senza remore e comportano comunque spese legali ingenti per la difesa.

Il secondo mette in luce un clima diffuso di intimidazioni produce non di rado la ‘scomparsa’ delle notizie.

Sembrerebbe che quest’ultimo fenomeno sia molto più diffuso di quanto emerga dall’analisi dei casi denunciati, forse solo una minima parte degli avvenimenti reali.

Spampinato, fratello di Giovanni, ucciso dalla mafia nel 1972, ha spiegato: “C’è chi pensa di trovare una soluzione adeguandosi al clima generale di autocensura e negazione del giornalismo. Il problema delle minacce ai giornalisti viene pubblicamente negato in Italia ed è per questo che abbiamo creato l’Osservatorio, perchè raccogliendo e documentando gli episodi che si verificano possiamo intervenire acquisendo un diritto di parola basato sui fatti”.

Le criticità riguardano non solo il Sud, ma anche il Nord del Paese. Nel Mezzogiorno la zona più colpita è la Calabria, con ben 15 casi di giornalisti minacciati dall’inizio dell’anno, ai quali vanno aggiunti 8 episodi del 2009.

L’Osservatorio ha suggerito alcune soluzioni per proteggere i giornalisti, mettendo in evidenza vuoti normativi sui quali sarebbe il caso di rimediare. E poi consigliando forme diverse di organizzazione del lavoro, consigliando di rafforzare il lavoro di équipe, affiancando le firme o sostituendole come avveniva nell’Italia del terrorismo.

Spampinato ha sostenuto: “Il primo scopo è rompere il silenzio. Se i giornalisti ne parlano possono trovare un modo per arrivare a una soluzione che non sia l’autocensura. I giornalisti devono denunciare e pretendere che i colleghi siano al loro fianco”.

La questione che riguarda la proprietà dei giornali, l’inesistenza quasi totale in Italia di editori puri, la coincidenza spesso intollerabile tra mondo delle imprese, finanza o partiti e media (con le conseguenze che è facile immaginare) non sembra aver ancora trovato lo spazio che merita. Così come la necessità di rendere trasparente (e quindi responsabile) l’accesso alla professione giornalistica, perchè coi raccomandati difficilmente si conquista la verità.

Ma la pazienza non è mai troppa.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008