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I terremotati d’Abruzzo chiedono diritti

Autore: . Data: mercoledì, 22 settembre 2010Commenti (0)

I cittadini dell’Aquila continuano a cercare giustizia. Ma il silenzio dei media è caduto su di loro, mentre sembra che le proteste siano mal tollerare dalle ‘autorità’.

Oggi alle 15 gli esponenti dei comitati cittadini dell’Aquila saranno ancora una volta davanti al Palazzo dell’Emiciclo, la sede della Regione. Ieri i cittadini si erano riuniti in assemblea nella sala del Consiglio.

In una nota i manifestanti hanno lamentato il fatto che una volta entrati nell’aula “la seduta del Consiglio è stata prima sospesa e poi interrotta. Non era certo questo che volevamo: eravamo arrivati per entrare e ascoltare. Al Consiglio regionale la ricostruzione è blindata”.

“Siamo stati costretti a forzare i blocchi della Polizia. Un simile ordine del giorno – hanno aggiunto – era tale da prevedere una grande partecipazione: come si può pensare di farlo a porte chiuse, o limitando a pochissime persone la libertà di partecipazione? Condanniamo il comportamento di quei consiglieri, e del presidente Chiodi, che hanno abbandonato l’assise”.

I Comitati hanno ribadito la loro “avversione alla logica del commissariamento: la ricostruzione non può essere gestita con le ordinanze e affidata a personaggi di dubbia competenza, che non godono di nessuna investitura democratica e hanno già dimostrato di non saper vigilare sulla correttezza della gestione dei fondi pubblici. Il futuro del nostro territorio deve essere affidato alla certezza della legge e dell’arrivo dei fondi. Continueremo a sostenere l’importanza della partecipazione dei cittadini al lungo processo di ricostruzione”.

I comitati pretendono “una chiara presa di posizione da parte di tutti i consiglieri regionali riguardo al commissariamento e alla figura di Antonio Cicchetti. Chiediamo se intendono riappropriarsi della loro dignità di eletti perchè solo a loro, per legge, spettano i compiti di vigilanza e indirizzo, poteri che non possono essere attribuiti dall’alto. Rifiutiamo con sdegno l’accusa di essere un gruppo di violenti facinorosi, formulata dal consigliere Pdl Chiavaroli”.

Infine le vittime del sisma hanno sottolineato come “una legittima espressione del pensiero e del dissenso, come afferma Chiavaroli, era esattamente quello che intendevamo fare, quando abbiamo trovato la Polizia a sbarrarci la porta di un’assise pubblica. La stessa Polizia che troviamo ogni volta. Riteniamo che la vera violenza sia quella di sottrarre ai cittadini il loro futuro, di esautorare le istituzioni democratiche per attribuire i loro poteri a chi non ha nessun titolo per riceverli e cercare di criminalizzare ogni forma di dissenso”.

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