cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Fini: “Il Pdl sono io”

Autore: . Data: lunedì, 6 settembre 2010Commenti (0)

Il presidente della Camera considera defunto il partito di Berlusconi e si candida a nuovo leader della destra. Chi ha attaccato la sua famiglia è un “infame” ed i suoi ex colonnelli degli opportunisti. Dichiarata la guerra al Pdl.

Il tanto atteso discorso di Gianfranco Fini a Mirabello è stato un lungo esercizio di retorica politica di mediocre livello. Dopo aver ricordato ai militanti di Italia, Futuro e Libertà le sue origini neofasciste e salutata la memoria dell’ex leader del Msi, Giorgio Almirante, (Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Popolare di Mussolini e firmatario di un manifesto nel quale il 10 aprile 1944 si decretava la pena della fucilazione per tutti i partigiani che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi) e ringraziato per la presenza l’anziano Mirko Tremaglia (ex milirare della Repubblica sociale e convinto che “i ragazzi di Salò hanno rappresentato una parte viva e eccezionale della gioventù italiana”), il presidente della Camera ha detto: “Non si può rientrare in un partito che non c’è più. Si va avanti senza farsi intimidire”.

Poi ha spiegato:  “Il Pdl, così come l’avevamo concepito, è finito il 29 di luglio. E non perchè qualcuno se ne è andato, ma perche è venuto meno all’interno il confronto di idee che è il sale delle democrazia”. Oggi “non c’è più il Pdl”, ma “c’è il partito del predellino”. Il nuovo partito è nato.

Nella forza ‘estinta’ per Fini c’è “qualche colonnello o capitano che ha cambiato generale ed è forse già pronto a cambiarlo di nuovo”, riferendosi ai suoi vecchi collaboratori in An La Russa, Alemanno, Meloni, Gasparri tra gli altri.

Quindi riferendosi agli attacchi scatenati contro di lui da alcuni giornali vicini al premier ha dichiarato: “La campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un’autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia”, mostrando con il riferimento alla religione mussulmana radici xenofobe ancora dure da sradicare. Quindi ha continuato: “Attendiamo fiduciosi e sereni che siano i magistrati a chiarire quante calunnie e diffamazioni” vi siano state in questa vicenda e definendo “infame” chi ha colpito la sua famiglia per colpirlo.

Il resto del discorso è stato un fiume di parole durato quasi due ore nelle quali non si è detto null’altro. Nessuna proposta concreta, nessuna reale idea innovativa, nessuno scenario alternativo al berlusconismo. Fini ha chiesto ai suoi sostenitori di lottare per una politica “coraggiosa”, “giusta” che mostri uno “scatto di reni”. Insomma ovvietà.

Tra le righe naturalmente l’intero intervento ha colpito duramente la leadership di Berlusconi, ma senza mai esplicitamente dichiarare che il premier si è avviato da tempo per una strada pericolosa per la democrazia italiana ed è circondato da quelli che un leader craxiano, Rino Formica, defini “nani e ballerine”.

Il presidente della Camera a questo riguardo ha detto: “Berlusconi ha tanti meriti, ma anche qualche difetto in primo luogo il fatto di non aver compreso che in una democrazia liberale non c’è eresia perchè non c’è ortodossia”. “Gli siamo tutti grati – ha aggiunto ancora- lo dico sinceramente, ma non siamo un popolo di sudditi”.

I temi del federalismo, della riforma della giustizia, della disoccupazione e della crisi sono stati trattati lungamente, ma in modo retorico, nel tradizionale politichese, con il consueto elenco di buone intenzioni e propositi positivi tanto caro a tutti i rappresentati dei partiti italiani.

In sintesi la manifestazione di Mirabello è la stata l’occasione per la fondazione di una nuova forza politica italiana di destra, conservatrice ma moderata, saldamente ancorata al passato neofascista del Msi e di An e tuttavia anche e senza fraintendimenti fedele alla democrazia repubblicana.

Adesso gli sviluppi sono tutti da definire. La posizione di Berlusconi è molto più complicata, perchè l’intenzione di arrivare ad elezioni anticipate, conquistare una maggioranza ancora più ampia e varare nel nuovo Parlamento le riforme costituzionali necessaria per la realizzazione dell’Italia spa della quale nominarsi amministratore delegato si scontra contro un imprevisto avversario molto più ostico dello stesso Pd e del centro sinistra.

C’è da prevedere un nuovo giro di dossier e di veleni e una lunga guerra di posizione in attesa che qualcosa accada,  perchè la lotta politica non è nelle corde dei berlusconiani. E tutto mentre il Paese lentamente muore.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008