cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Ciclismo, il trionfo di Nibali in Spagna

Autore: . Data: mercoledì, 22 settembre 2010Commenti (0)

Mancano 200 metri all’arrivo della penultima tappa della Vuelta di Spagna. Dalla nebbia della Bola del Mundo, a 2.250 metri di quota, spuntano i fari delle motociclette, come occhi di tigre accesi nella notte.

La sagoma di Mosquera, ingobbito sulla bicicletta, appare dal nulla di una piega della strada, dove il sentiero pare farsi più facile. Immediatamente dietro, a meno di 5 metri, l’italiano Vincenzo Nibali. Sembrava disperso nella nebbia, ma è incredibilmente riapparso, con la sua maglia rossa di leader della Vuelta di Spagna.

Quando mancano 50 metri al traguardo, il siciliano affianca appena lo spagnolo, lo guarda in faccia, come a fargli capire che ormai può anche arrendersi, ma che la tappa può vincerla senza problemi. Mosquera l’aveva attaccato per provare a vincere la corsa a tappe spagnola, ma l’italiano non gli aveva lasciato alcuno scampo, benché in certi momenti sembrava che stesse per morire. Ma forse è quello che stava accadendo, l’aveva detto alla vigilia: “Pur di non perdere la maglia lascio la pelle sulla Bola del Mundo”.

Un italiano vince dunque una delle tre più importanti gare a tappe del calendario ciclistico mondiale. E l’italiano è Vincenzo Nibali, 25 anni, emigrato da ragazzino da Messina a Mastromarco, il “borgo di un borgo” in Toscana. Una frazione minuscola, l’università del ciclismo, ai piedi del mitico San Baronto.

Si fa chiamare “lo Squalo dello Stretto”. Passista scalatore, quest’anno è stato con molte probabilità il miglior corridore del mondo: ha iniziato a vincere a gennaio in una piccola corsa a tappe argentina e non si è mai fermato. Ha corso il Giro d’Italia e, se non fosse caduto sullo sterrato di Montalcino, avrebbe vinto la maglia rosa. Alla fine ha concluso sul podio e con una vittoria di tappa importantissima e spettacolare dopo la scalata del Monte Grappa.

Quando i suoi colleghi erano al Tour, invece, si è dedicato al riposo e agli allenamenti in vista della Vuelta. Scelta saggia. E’ arrivato in Spagna al massimo della forma, deciso a sfidare gli iberici a casa loro, nella corsa che amano più di tutti e che li ha visti vincitori innumerevoli volte.

Non ha dominato, anzi. Non è stato il più forte in nessun terreno: in salita ha trovato sempre rivali un tantino più scalatori, in pianura passisti più potenti. Ma la sua forza è stata la grande regolarità, il non essere mai crollato. E’ stato intelligente come un veterano, ma ha solo 25 anni e un futuro che, a questo punto, gli sorride.

Un italiano non vinceva la Vuelta di Spagna da 20 anni. Un italiano non vinceva una grande corsa a tappe straniera da 12, da quel leggendario Tour de France di Marco Pantani. Ora è toccato a Vincenzo Nibali, emigrato dal sud per inseguire un sogno.

Teniamolo d’occhio: saprà regalare agli sportivi italiani tante altre soddisfazioni.

Davide Falcioni

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008