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Carceri: la detenuta dimenticata

Autore: . Data: lunedì, 6 settembre 2010Commenti (0)

Caterina Gaglioti, sorella di Mariangela, di 41 anni, detenuta nel carcere di Gazzi, a Messina, dopo essere stata arrestata l’8 giugno scorso nell’operazione ‘Cosa mia’ della Dda di Reggio Calabria sui presunti illeciti negli appalti dell’A3, ha scritto una lettera aperta al Ministro della Giustizia protestando per il fatto che la congiunta non è stata trasferita in ospedale malgrado un provvedimento in tal senso emesso il 26 agosto scorso dal gip di Reggio Calabria, Vincenzo Pedone.

“Mariangela, madre di quattro bambini – scrive Caterina Gaglioti nella lettera al Ministro Alfano – è cardiopatica e talassemica, patologie per le quali è stata ricoverata in passato negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria”.

Nell’ordinanza emessa dal gip Pedone, che Caterina Gaglioti allega alla lettera ad Alfano, si afferma che “la cardiopatia ischemica post-infartuale e le altre patologie di cui è affetta Caterina Gaglioti, nonchè le specifiche e pressanti necessità diagnostiche e terapeutiche, richiedono prudentemente, pur in costanza del regime cautelare in atto applicato, che Mariangela Gaglioti sia temporaneamente ricoverata in una struttura cardiologica pubblica esterna al circuito carcerario, in considerazione del fatto che le dette esigenze diagnostiche e terapeutiche non possono essere soddisfatte in ambito penitenziario”.

“Signor Ministro – scrive Caterina Gaglioti nella lettera ad Alfano – non voglio perdere l’unica sorella che ho ed i miei nipoti la loro mamma. La pego di intervenire al più presto perchè non so quanto mia sorella potrà resistere nel carcere di Gazzi. Le autorità del carcere possono non prendere in considerazione le decisioni di un giudice? Perchè tutto questo accanimento nei confronti di Mariangela?”.

Per quanto sospettati di aver compiuto reati anche gravi i detenuti godono degli stessi diritti civili di tutti gli altri cittadini e tra questi quello alle cure mediche.

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