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‘Cara Gelmini, Lei ci mortifica’

Autore: . Data: giovedì, 9 settembre 2010Commenti (0)

Lettera di un’insegnante precaria al ministro dell’Istruzione: “Il riordino della scuola secondaria ha veramente dell’incredibile”

Ministro Gelmini, la mia storia è quella di tanti; e così le mie speranze. E lo sono anche l’indignazione e la mortificazione in questi tempi così bui. Una laurea in lettere antiche nel 2004, un concorso, tanti esami e poi l’abilitazione all’insegnamento. Oggi un contratto a progetto senza copertura di malattia, uno stipendio di 500 euro al mese in una scuola privata e, guarda caso, proprio negli ultimi due anni, neppure un’ora di supplenza nelle scuole statali.

Non ho mai pensato che l’insegnamento in Italia fosse una strada facile da percorrere, ma l’ho scelto per passione. E perché credo profondamente nell’istruzione pubblica. Quell’istruzione pubblica della quale, come l’etimologia del termine “ministro” suggerisce, Lei dovrebbe essere un attento servitore.

Anche io vorrei essere al servizio degli studenti italiani. Ma non posso e non potrò farlo come dovrei e vorrei, anche perché la Sua riforma ha gettato gli insegnanti precari nella disoccupazione, nel caos e nell’abbandono. E tutto questo sulla pelle dei ragazzi e contro il futuro del Paese.

Ministro Gelmini, da italiana non mi aspettavo un futuro semplice, ma neppure un futuro già anteriore. Il Suo compito è, innanzitutto, quello di garantire il pieno funzionamento della scuola pubblica e di migliorarne la qualità. Questo è il pensiero di moltissimi precari, operatori della scuola, famiglie e studenti. Questo mi aspetto da un Ministro della Pubblica Istruzione! E non, come invece è accaduto e accadrà, i tagli ai corsi di recupero, al sostegno e persino alla carta igienica.

Ministro, ogni giorno mi domando se Lei conosca realmente le condizioni delle nostre scuole pubbliche e dei ragazzi: le aule sono fatiscenti e per gli alunni si rileva una sempre più drammatica esigenza di scolarizzazione. E allora, perché aumentare il numero di studenti per classe e sfoltire le ore di lezione? La storia dell’arte è stata pressoché bandita dal Classico e dall’Artistico; a Ragioneria le ore di informatica sono state dimezzate; al Liceo Classico sono diminuite le ore di Italiano e di Geografia; i futuri geometri addirittura non studieranno più il Diritto. L’ennesimo colpo del governo alla legalità… E sono solo pochi esempi.

Questo Suo riordino della Scuola Secondaria ha veramente dell’incredibile, Ministro, e proprio mentre il Paese, per affrontare le difficoltà sociali ed economiche, avrebbe bisogno di una scuola culturalmente più attrezzata, aperta ai nuovi saperi e davvero pronta ai problemi legati all’inclusione dei tanti giovani provenienti da ogni parte del mondo.

Chiara Traverso
Insegnante precaria, Genova

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