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Ancora un ospedale sotto accusa

Autore: . Data: giovedì, 30 settembre 2010Commenti (0)

Un altro episodio sospetto con al centro una neonata si è verificato a Bergamo. La piccina ora è cieca, viene nutrita attraverso un sondino e ha bisogno che qualcuno le aspiri il muco, altrimenti rischia di soffocare.

L’ennesimo caso di malasanità sarebbe avvenuto il 30 gennaio scorso agli Ospedali Riuniti di Bergamo.

Dopo un travaglio durato tre giorni si sarebbe accesa una dura discussione tra i sanitari per decidere se intervenire o meno con un taglio cesareo.

Dopo il parto e la nascita della piccola Samanta si è scoperto che la neonata era malformata, mentre la madre, Albana Zekaj, una donna albanese di 31 anni, era affetta da serie lacerazioni dell”utero.

Immediatamente il padre, Saimir Zekaj, un operaio albanese di 38 anni e che da 16 anni vive in Italia, ha presentato una denuncia. La Procura ha aperto un’inchiesta, finora a carico di ignoti, con l’ipotesi di lesioni colpose gravi.

La direzione dell’Ospedale ha escluso il litigio tra i medici ed assicurato che la donna “è stata assistita correttamente”.

Ma il signor Zekaj è di tutt’altro parere ed ha raccontato: “Hanno lasciato mia moglie da sola per due giorni in sala travaglio, limitandosi a dirle di spingere. Abbiamo anche assistito a una discussione tra due dottoresse; una invitava a fare il cesareo, l’altra no. Finchè è cambiato il turno e altri medici hanno optato per il cesareo. Ma ormai era tardi: mia moglie aveva l’utero lacerato e la bambina è nata con gravissimi problemi”.

Le ecografie effettuate durante la gravidanza non avevano evidenziato alcuna anomalia. Samanta secondo gli esami prima di nascere era sana, ma appena dopo il parto appariva invalida al 95 per cento.

Quando è nata non dava segni di vita ed i medici l’hanno rianimata. Tuttavia le facoltà neurologiche erano ormai compromesse.

Albana Zekaj era entrata in travaglio il 28 gennaio, ma la bimba non nasceva. Dopo una ecografia il feto pesava tre chili e 800 grammi, ma poche ore dopo, una volta nata si è scoperto che invece raggiungeva i quattro chili e mezzo. Un altro errore, secondo il padre, commesso dai medici.

La madre intanto ha subito una lesione all’utero e non potrà avere altri figli.

La ricostruzione dell’ospedale di Bergamo nega tutto. “La signora è stata ricoverata nella serata del 28 gennaio e assistita correttamente per tutta la degenza – si legge in una nota -. Le ecografie e i monitoraggi dei parametri fetali hanno evidenziano una situazione regolare sia per il feto che per l’andamento del travaglio. Il monitoraggio ha evidenziato sofferenza fetale alle 20 del 30 gennaio e il medico di guardia ha deciso per un cesareo in emergenza. Ottenuto il consenso della donna, che in un primo momento si era opposta all’intervento, i medici hanno proceduto all’operazione e alle 21 la bambina è nata gravemente asfittica”.

I genitori di Samanta hanno chiesto un risarcimento e ieri è intervenuto sul caso anche il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, Leoluca Orlando, che ha chiesto all’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, una dettagliata relazione in merito alla vicenda.

La magistratura accerterà i fatti, ma una bambina è nata con gravissimi handicap e se fosse responsabilità dei sanitari nessun risarcimento le potrà rendere giustizia.

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