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Suicidio nel carcere di Torino: 101° detenuto morto nel 2010 (34 suicidi accertati)

Autore: . Data: giovedì, 15 luglio 2010Commenti (0)

Antimo Spada è morto tre giorni dopo aver tentato il suicidio nel carcere delle Vallette.

L’uomo, di 35 anni ed originario di Aversa era un esponente dei Casalesi di secondo piano, Era stato arrestato nel 2005. Secondo quanto ha reso noto l’associazione Ristretti Orizzonti, Spada, che doveva scontare ancora nove anni di condanna all’interno del penitenziario “Lorusso e Cotugno” si era impiccato in cella domenica pomeriggio.

Era stato subito soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria che l’avevano trasferito all’ospedale Maria Vittoria. Spada si trovava nella settima sezione – blocco A del carcere ed era sottoposto a regime di alta sicurezza.

Ha scritto ancora l’associazione: “Dall’inizio del mese, oltre al suicidio di Antimo Spada, abbiamo raccolto segnalazioni di altri tre detenuti morti nelle carceri italiane: al Nuovo Complesso di Rebibbia, Roma, il 3 luglio è morto Hugo Cidade, 47 anni, argentino. Aveva una cirrosi epatica, patologia già ampiamente diagnosticata e per cui pare i medici del carcere avessero già da tempo dichiarato l’incompatibilità con il regime carcerario. Nonostante questo è rimasto in cella e vi è morto. Tra il 7 e l’8 luglio, nel carcere di Napoli Secondigliano sono morti due detenuti italiani, sembra a causa di gravi malattie di cui erano affetti. Non sappiamo altro su di loro, né i nomi né l’età”.

Con questi ultimi 4 casi salgono così a 101 i detenuti morti da inizio anno: 30 si sono impiccati, 7 sono morti per avere inalato del gas (4 di loro si sono suicidati, per gli altri 3 probabilmente si è trattato di un “incidente” nel tentativo di sballarsi), mentre 64 detenuti sono morti per malattia, o per cause ancora da accertare. In 10 anni i detenuti morti sono stati 1.699, di cui 591 per suicidio.

Eppure la reclusione dovrebbe servire per ‘rieducare’ e ‘reinserire’, non per uccidere.

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