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Seconda puntata dello scandalo sul ‘Lodo Alfano’ del Pd

Autore: . Data: giovedì, 8 luglio 2010Commenti (0)

Il Quirinale critica il partito di Bersani e si tira fuori dalla mischia

In altro articolo (leggi qui) InviatoSpeciale ha raccontato i termini di un emendamento immorale presentato dal Pd per dotare il presidente della Repubblica si un salvacondotto assoluto che lo proteggesse da qualunque indagine della magistratura sulla sua condotta.

Ieri il Quirinale ha diffuso un comunicato a riguardo nel quale si legge: “La Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell’una o nell’altra Camera, di proposte di legge d’iniziativa parlamentare, la cui presentazione non deve, a differenza dei disegni di legge d’iniziativa governativa, ai sensi dell’art. 87 della Costituzione, essere neppure autorizzata dal Capo dello Stato”.

La nota prosegue: “Ciò vale anche per la proposta di legge costituzionale (a firma del senatore Gasparri ed altri, recante disciplina dei processi nei confronti delle alte cariche dello Stato) attualmente in discussione alla prima Commissione del Senato della Repubblica e per qualsiasi emendamento presentato in quella sede. Ciò nonostante il quotidiano ‘Il Giornale’, dopo che già ieri ‘Il Fatto Quotidiano’ era intervenuto ambiguamente sull’argomento, ha tratto spunto da tale vicenda parlamentare per un sensazionalistico titolo e articolo di prima pagina, destituiti di qualsiasi fondamento, la cui natura ridicolmente ma provocatoriamente calunniosa nei confronti del Presidente della Repubblica non può essere dissimulata da qualche accorgimento ipocrita: la Presidenza non può non rilevarne la gravità”.

Il comunicato, quindi, conclude: “Il Presidente della Repubblica non ha comunque nessun motivo, nè personale nè istituzionale per sollecitare innovazioni alla normativa vigente, quale è sancita dalla Costituzione, sulle prerogative del Capo dello Stato”.

I due quotidiani citati dalla nota (in particolare ‘Il Giornale’), strumentalizzando la vicenda, seppure in modo differente, avevano lasciato supporre che Napolitano potesse avere ‘motivi di preoccupazione’ per eventuali inchieste.

In realtà il problema è tutto nel Pd, che per altro dopo le critiche aveva subito ritirato la proposta. Se il principale partito di opposizione elabora emendamenti che ricalcano la logica berlusconiana dell’immunità per i ‘potenti’ è chiaro che la natura stessa di quel partito è inquinata da una ideologia che non ha sufficienti basi democratiche.

A questo proposito è condivisibile il commento del direttore de ‘Il Giornale’, Vittorio Feltri, al comunicato del Quirinale nel quale si faceva riferimento al suo quotidiano: “Io credo che il presidente delle Repubblica non debba chiedere spiegazioni a noi”. “Noi – ha spiegato Feltri – ci siamo limitati a chiosare la notizia, quindi Napolitano dovrebbe chiedere spiegazioni a coloro i quali hanno presentato l’emendamento e l’hanno ritirato subito dopo che ‘Il Fatto Quotidiano’ ha reso nota la vicenda”.

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