cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Le fabbriche di Vendola ed il berlusconismo di sinistra

Autore: . Data: lunedì, 19 luglio 2010Commenti (6)

Il presidente della Puglia frulla provincialismo, demagogia e frasi confuse. L’opposizione italiana tra conformismo e culto della personalità

Il presidente della Regione Puglia ha convocato le sue truppe personali in un camping ‘fighetto’ alle porte di Bari, Baia San Giorgio, che per pubblicizzarsi utilizza un linguaggio simile a quello caro a colui che alcuni individuano come il leader ‘nuovo’ della ‘sinistra’ nazionale: “Ben atterrati allora sul vostro nuovo pianeta. Qui non troverete alieni ma uno spazio vivibile in cui trascorrere frammenti della vostra estate. Frequentate allora il nostro lido le cui cabine si affacciano sul mare e con ombrelloni sotto cui ripararsi dal sole, comodamente rilassati in sdraio”. Perchè, come dovrebbe essere una spiaggia?

Nello stabilimento balneare, durante lo scorso fine settimana, sono arrivati ‘gli operai di Nichi’ per discutere del ‘futuro’, invitati ad un appuntamento chiamato misteriosamente Eyjafjallajökull, dal nome impronunciabile del vulcano islandese diventato famoso per aver paralizzato con la sua eruzione il traffico aereo mondiale senza che ve ne fosse alcuna necessità. La sua ‘polvere’, si è capito dopo, era sostanzialmente innocua. Presagi?

Per presentare la sua iniziativa, Vendola ha rilasciato un’intervista a Matteo Bartocci de ‘il manifesto’. Per spiegare il proprio pensiero avrebbe potuto utilizzare in tutto poche parole. “Il Paese è in una crisi drammatica, la corruzione dilaga e la sinistra deve essere rifondata per recuperare valori e strategia in grado di salvare non solo la Repubblica, ma anche la qualità della vita ed i diritti civili degli italiani”, per poi concludere con semplicità: “Mi candido alle primarie che decideranno il prossimo candidato premier del centro sinistra”.

Invece il leader di ‘Sinistra, Ecologia e Libertà’ ha sentito il bisogno di usare il solito armamentario linguistico del quale va fiero, che molti trovano affascinante e moderno, ma in realtà clone politichese di forme espressive di lontane origini, copiate in modo maldestro dalle intuizioni geniali della Beat Generation.

Per capirlo bene si possono ricordare le splendide parole di Allen Ginsberg, che già nel 1955 aveva saputo raccontare una delle anime più segrete degli States: “Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate, isteriche, nude trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa hipster testadangelo bramare l’antico spaccia paradisiaco che connette alla dinamo stellare nel meccanismo della notte”.

Il governatore originario di Terlizzi, un paese contadino della provincia barese, molto lontano dalla San Francisco degli anni ’50 del poeta americano, ha elaborato un suo personale adattamento a quello stile ancora inarrivabile e ha detto: “Il capitalismo ormai non è solo incompatibile con la democrazia: è incompatibile con la vita”, ed ha aggiunto subito dopo: “Il movimento noglobal aveva rotto per la prima volta la tela dell’egemonia liberista e capovolto lo schermo su cui veniva proiettata la globalizzazione”.

E non solo: “Fu un errore in quel luglio del 2001 non aver chiesto a tutte le sinistre il salto di qualità che andava compiuto. Lì dovevamo rifondare il soggetto politico, nel punto più altro dell’onda planetaria”. Vendola si riferiva alla manifestazione di Genova, quella degli scontri e della durissima repressione delle forze dell’ordine, allora coordinate dal ministro Scajola, quello per intendersi appena dimessosi dopo aver ‘scoperto’ che la sua casa era stata pagata in parte da ‘altri’ ed i lavori di ristrutturazione dello stesso appartamento ‘organizzati’ dai servizi segreti.

Tra tele, schermi, onde planetarie ed analisi al governatore, però, è sfuggito il senso della ricostruzione storica. In realtà quel ‘movimento’ genovese era un confuso agglomerato di forze diverse, privo di una qualunque identità comune e persino di un obiettivo politico ‘minimo’ da raggiungere. Infatti ha finito col dissolversi.

Vendola ha detto ancora: “L’Europa si sta liberando della propria civiltà in maniera sbrigativa, quasi burocratica. E’ un continente che si rimpiccolisce in una dimensione neocarolingia da fortezza assediata, che invecchia illudendosi. Perchè è interessante l’America di Obama? Perchè è il luogo in cui il principio-speranza è tornato a occupare uno spazio a sinistra che prima era occupato dalla realpolitik. E poi perchè ha aperto nuovi codici della comunicazione politica”.

E anche in politica estera il presidente pugliese dovrebbe prendere lezioni private. Sarebbe lungo discutere di Carlo Magno e carolingi, così come dell’Europa assediata ed illusa (in realtà sia la Germania che la Francia non sembrano affatto disponibili a cedere i propri caratteri nazionali, nonostante Merkel e Sarkozy siano personaggi politici in serie difficoltà). Per gli Stati Uniti, invece, le cose stanno diversamente. La realpolitik (non è chiaro se il capo delle ‘Fabbriche’ pensasse alla presidenza di Bill Clinton, alla candidatura di Hillary, a tutto il partito democratico americano o al mondo intero) non c’entra nulla. Per capire il fenomeno Obama si deve guardare alle scelte della precedente amministrazione Bush ed ancora di più alle complesse trame neoconservatrici elaborate dal vice presidente Dick Cheney con i suoi amici Paul Wolfowitz, Norman Podhoretz, Elliott Abrams, Richard Perle, Jeane Kirkpatrick, Max Boot, William Kristol, Robert Kagan, William Bennett, Peter Rodman ed altri.

Fin dal 1980 con Ronald Reagan, consigliato da Jeane Kirkpatrick, l’ideologo dei ‘neocon’, i governi americani hanno prodotto strategie unilaterali in politica estera e lo stesso Cheney, già nel 1989, aveva voluto l’invasione di Panama con la missione Just Cause, giustificata dalla necessità di ‘liberarsi’ del presidente Noriega, un narcotrafficante (ma dal 1960 legato alla Cia), in realtà determinata dalla esigenza di mantenere il controllo sul Canale.

Dopo trent’anni quasi ininterrotti di potere, con l’interruzione del doppio mandato Clinton (considerato uno dei migliori presidenti nella storia Usa per quanto riguarda le decisioni economiche) i neoconservatori, lo strapotere della lobby texana del petrolio ed una crisi profondissima del modello di sviluppo indotta da uno dei peggiori presidenti degli Stati Uniti, George W. Bush, hanno dato spazio al fenomeno Obama. La visione italiana, tuttavia, del presidente del ‘grande cambiamento’ e dell’uomo che sa parlare ai cittadini è del tutto sbagliata. Oggi il primo inquilino afroamericano della Casa Bianca è al minimo storico dei consensi, anche se è riuscito ad imporre, pur con molte mediazioni, due leggi al Congresso di grande impatto: quella sanitaria e la nuova regolamentazione del sistema finanziario.

Sebbene i repubblicani lo dipingano come un ‘socialista’, Obama è piuttosto un continuatore, in chiave moderna, aggiornata e corretta, del New Deal ‘liberal’ di Franklin Delano Roosevelt e per nulla pensa a ridefinire i ruoli tra le grandi potenze, per esempio affrontando la questione africana, l’azione della Banca mondiale, il riassetto del Consiglio di sicurezza dell’Onu, le strategie del Fondo monetario internazionale o dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Roosvelt, negli anni trenta della grande depressione, fu il primo estensore del Social Security Act, che introdusse per la prima volta l’assistenza sociale e le indennità di disoccupazione, malattia e vecchiaia e l’inventore della Securities and Exchange Commission (Sec), l’Agenzia federale per il controllo del del mercato azionario. Gli stessi due campi d’azione sui quali si è indirizzata la prima attività legislativa della Casa Bianca guidata da Obama in questa prima fase di governo.

In politica estera, invece, gli Usa pur avendo rinunciato in parte all’autosufficienza non sembrano voler risolvere non solo le crisi irachena ed afghana, ma neppure il conflitto con alcune presidenze sudamericane, il disequilibrio in Medio Oriente, la conflittualità con l’Europa (a patto la si possa considerare una entità unitaria) e gli insoluti con Putin ed il Cremlino. Obama ha chiamato Hillary Clinton a guidare il dipartimento di Stato, una rappresentante di quella che il poco informato governatore pugliese dovrebbe inserire tra i protagonisti della “realpolitik”.

Gli svarioni storico-politici dell’affabulatore di Terlizzi hanno naturalmente affrontato il ‘file Berlusconi’. Ha detto Vendola: “Penso che, come dice la Bibbia, ogni cosa a suo tempo, ogni giorno ha i suoi oggetti e il suo calendario”, scomodando il testo sacro dei cristiani per sostenere una totale banalità ed ha continuato: “Credo che Berlusconi si sia costantemente sottratto al confronto con la realtà, al confronto anche con i suoi avversari. Berlusconi è entrato dentro un meccanismo pubblicitario, si è venduto alla stregua di un detersivo. In un sistema informativo manipolato, censurato, e piegato dal berlusconismo che è il proprietario privato, monopolista dell’emittenza televisiva, che controlla tutta l’emittenza pubblica e gran parte del sistema editoriale, Cesare, cioè Silvio Berlusconi, ha impedito che in Italia ci fosse un confronto politico reale. Basta immaginare che per due anni è stata negata l’esistenza della crisi; si è giocato a nascondino e poi improvvisamente la crisi emerge come una fiammata violenta che uccide l’Italia”.

Per quanto monopolista ed abile manipolatore, il Cavaliere non ha fatto tutto da solo e non certo in un paio di anni. E’ dalla fine degli anni settanta che il berlusconismo estende il proprio potere, in parte evoluzione del craxismo, e lo fa grazie alla totale incapacità della sinistra, immersa in scontri interni (nei quali anche Vendola si è a lungo cimentato) e per nulla attenta a comprendere i cambiamenti che nel frattempo intervenivano non solo sulla scena nazionale, ma nel panorama globale del pianeta.

Uno che di cambiamenti se ne intendeva, un altro della Beat Generation, Jack Kerouak, ebbe a scrivere: “Eravamo una generazione di furtivi. Capisci? Sapevamo dentro di noi che non serve a niente sbandierare chi sei a quel livello, ossia a livello del pubblico. Era un modo di essere beat, cioè di impegnarci, con noi stessi, perché per noi tutti era chiaro a che punto eravamo: stufi di tutte le forme, di tutte le convenzioni del mondo”.

Il clone campagnolo made in Puglia ha tradotto il messaggio della ‘contestazione globale’ e la sua necessità di intervenire profondamente sull’essere degli individui ricorrendo invece alle stesse dinamiche esclusivamente propagandistiche utilizzate dal Cavaliere.

Durante una puntata di ‘In Onda’ su ‘la7′ ha sentenziato: “L’avversario, diciamo preistorico, è Silvio Berlusconi. Il più insidioso, il più feroce esponente della peggiore Europa, è Tremonti. L’avversario dei miei sogni, in un Paese civile, è Gianfranco Fini”. L’ex neofascista della legge sull’immigrazione scritta con Bossi ed oggi trasformato in un simbolo della destra ‘moderna’. Senza aver capito nulla di quello che sta avvenendo nel centro destra,  il governatore ha continuato affermando che Tremonti “oggi è l’azionista di maggioranza di Palazzo Chigi, colui che ha messo sotto tutela Berlusconi”, aggiungendo che “gli ha sottratto il suo principale strumento, il populismo. Tremonti è il garante dei mercati internazionali, della peggiore Europa, la tecnocratica, quella che si traveste di accademia di economisti. E’ un’Europa che mi fa molta paura. Tremonti è riuscito a mettere in un angolo Berlusconi. Mi pare che sia quello che sta posizionandosi come persona di fiducia dei mercati internazionali e delle banche vestendo l’abito del rigorista, del monetarista, del liberista”.

Insomma, tutto ed il contrario di tutto. Ma se il ministro dell’Economia ha strappato lo scettro del populismo al Cavaliere come può nello stesso tempo volere una manovra economica da lacrime e sangue e flirtare con i celtico padani della Lega?  In cosa si manifesta concretamente il ‘peronismo’ tremontiano? E davvero, poi, Vendola pensa che Berlusconi sia la stessa cosa del berlusconismo?

La tendenza alla propaganda del governatore pugliese è arrivata a fargli dire: “Berlusconi insegue un mito tragico: il mito dell’eterna giovinezza. Per quanto lifting tu possa fare, il tempo ha le sue leggi e non è detto che le rughe siano una ferita”. Roba da giornalino parrocchiale.

Il protoripo di homo berlusconianus, il nuovo cittadino medio italico, ha invaso tutti gli schieramenti politici ed è il prodotto di una cultura neo conservatrice, nella quale gli elementi ideali sono molto meno importanti di quelli materiali e personalistici. E’ un individuo impaurito, diffidente, settario e razzista (anche quando non sa di esserlo). Appartiene ad un popolo ‘virtuale’, mediatico, e si ritrova guardando programmi tv spazzatura o dando vita ad improbabili aggregazioni su Facebook.

Per una misteriosa alchimia, Vendola è esattamente speculare al premier. Il primo ha i suoi ‘promotori della libertà’, il secondo gli ‘operai’ delle ‘fabbriche di Nichi’. Ognuno dei due si mostra con una abituale divisa d’ordinanza, il doppiopetto con cravatta a pallini piccoli di Berlusconi e i gessati alla Chicago di Al Capone (chi lo consiglia per l’abbigliamento?) con orecchino d’ordinanza per il governatore. Tutti e due utilizzano un linguaggio identitario. ‘Papi Silvio’ adora i suoi scivoloni alla Mike Bongiorno e le battute da avanspettacolo, il leader della sinistra che dovrebbe venire una poetica arraffazzonata, piena di “declinazioni”, “orizzonti” e “speranze” e nulla più. Meeting con cori, musichette e ragazzotte per il Cavaliere, happening marini e spettacolini musicali per il governatore pugliese.

Tutti e due permeano il consenso sulla propria immagine personale, intesa come ‘gradimento fideistico’. La politica per tutti e due non è la sintesi di un processo di ‘analisi critica’ della realtà e l’individuazione di contenuti e proposte concrete elaborate collettivamente e senza limitazione di spazio e di tempo da cittadini uniti da un eguale sentire e volere, che scelgono il proprio rappresentante (il capo) e non sono da lui autorizzati ‘a partecipare’ in occasioni date. Uno dal predellino e l’altro dalla spiaggia si investono di un ruolo, non sono ‘scelti’ dai propri seguaci. Ed in questa confusione la baggianata delle primarie inventate dal Pd è un ulteriore tassello del perverso mosaico che sta uccidendo la politica in Italia.

La radiografia del presente italiano svela la sua vera natura, affermando l’egemonia del berlusconismo, forma mentale che va oltre le definizioni di schieramento e nella quale la figura del ‘Capo’ è più forte delle idee e l’immagine vince sui contenuti, diventati irrilevanti. E per questo il ‘sistema’ sopravviverà al suo inventore, il berlusconismo ci sarà anche dopo Berlusconi.

Il cammino della sinistra sarà ancora lungo e difficile e non si scorgono all’orizzonte le forme organizzative in grado di indicare un diverso modo di lavorare. L’anima egualitaria e libertaria, le idee e le passioni, la volontà di trasformare “le convenzioni del mondo”, l’intelligenza per innovare senza distruggere e la laicità del pensiero non sono nel Dna di chi per ora, da professionista della politica, si trova a gestire la stanzetta dei bottoni dei diversi partitini che si oppongono al centro destra.

Il giorno verrà che i cittadini si riapproprieranno del loro diritto ad esistere. Verrà?

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (6) »

  • Gianni ha detto:

    E’ IL SOLITO ARTICOLO POMPOSO CONFUSO E STANCO , è poi quel termine “governatore” che nn esiste in nessun testo giuridico/costituzionale è la spia dell’ignoranza di colui che ha scritto questa favoletta!

  • redazione (author) ha detto:

    ecco il berlusconismo di sinistra…

  • Alessandro ha detto:

    Se posso dire una cosa, anche a me questo articolo è sembrato confuso e stanco. Ma più di ogni altra cosa questo articolo mi è sembrato completamente inutile.

  • Tanto per stimolare una sana discussione ha detto:

    Personalmente ho trovato quest’articolo spocchioso, infarcito di antipatia personale e/o politica, di lezioni gratuite di storia, di sociologia culturale e di politica. Una massa arruffata di considerazioni fuori luogo. Non lo dico in senso dispregiativo, perché ognuno ha diritto ad esprimere il proprio pensiero politico e, ancor di più, ad esporre ed argomentare le proprie idee. D’accordissimo.Certo, però, sia il taglio dell’articolo che la risposta al lettore che aveva espresso dissenso, tradiscono una spocchia tipica della sinistra fallimentare che oggi e da trent’anni coadiuva la cura berlusconiana. Perché è vero, il berlusconismo non nasce due anni fa (sfido l’autore a sostenere che Vendola l’abbia affermato, anche leggendo le righe da lui riportate sul tema), non è solo Berlusconi e sopravviverà a Berlusconi, perché è divenuto un modus vivendi, l’espressione di un cambiamento valoriale, dei gusti e dei sogni della gente. Certo, però, a mio modesto parere, così come populisticamente è venuto a galla e ha cambiato un’Italia impreparata, altrettanto populisticamente sta assumendo un valore differente negli ultimissimi anni, diciamo anno e mezzo. Nel senso che altrettanto populisticamente ho l’impressione che si stiano creando i presupposti per cui la gente lo rigetti. Chi vivrà vedrà.

    Tornando al nostro pezzo, ritengo che l’excursus sulla politica estera ed interna americana del secolo trascorso sia nient’altro che una vuota lezioncina di storia senza capo nè coda. Non fosse altro perché prende spunto da una frase di Vendola che, oltre che decontestualizzata, viene strumentalizzata, sempre a mio avviso. D’accordo che Obama pare una versione new age di F.D. Roosevelt, ma ben venga. E d’accordo anche che la storia degli Usa ha generato il “bisogno di Obama”. Non è forse così nella storia in generale, degli Usa e di tutto il mondo? A me pare di sì.

    Vendola non pretende di esser l’Obama dei poveri. Vendola ha un suo stile, ha un messaggio e ha una gran dote. Il nostro autore lo definisce affabulatore, per come la vedo io ha un gran carisma, un carisma da vendere. Ed è quel che manca ai leader della sinistra dai tempi di Berlinguer. E lo dico con cognizione di causa. Sono anche d’accordo che sia speculare a Berlusconi, ma che male c’è? Vendola è una persona vera al contrario di Berlusconi, è una persona che usa gli strumenti della comunicazione politica che i leader modesti, anzi mediocri, della sinistra degli ultimi 25 anni, non hanno mai imparato, e per questo hanno sempre perso o deluso l’elettorato. Vendola sa su che campo si combatte la battaglia, seppur non lo abbia scelto lui e, anche se ha certamente i suoi difetti (non credo che, così come accaduto con Obama, una sua eventuale elezione cambierebbe l’Italia…), è l’unico personaggio credibile in tutta – e dico tutta – la sinistra italiana, affarista o anacronistica. E questo pezzo ha un po’ l’aria d’essere – mi sbaglierò – creatura di quel pensiero di sinistra che non ha mai permesso alla sinistra italiana d’emanciparsi. Ripeto, mi sbaglierò.

    Un’ultima precisazione: il nome “le fabbriche di Nichi” non ha un riferimento o un retrogusto “operaio”, ciò sarebbe o pateticamente pseudo-berlusconiano o appartenente alla sinistra di un’altra epoca. Ha, invece, un chiaro riferimento alle fabbriche di creatività che lui e i giovani della regione Puglia hanno messo in piedi per mutare, sì, il sistema valoriale, dei bisogni, e dei sogni, della popolazione pugliese. Un po’ come, all’inverso, ha fatto Berlusconi trent’anni fa. E’ un male?

    Perdonatemi se mi sono dilungato, il mio voleva solo essere uno spunto di discussione e riflessione.
    Ciao!

  • IO NON MI SENTO ITALIANO ha detto:

    Vendola è un montato! ha manie di protagonismo.

  • Alessandro ha detto:

    Vendola non ha manie di protagonismo. Vendola è un protagonista assoluto!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008