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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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InviatoSpeciale torna a settembre

Autore: . Data: giovedì, 22 luglio 2010Commenti (0)

Ai lettori chiediamo di diventare protagonisti di un impegno per la libertà di informazione. Che è ormai un diritto astratto. InviatoSpeciale interrompe le pubblicazioni per un mese.

Il nostro esile corpo redazionale ha bisogno di tirare il fiato, dopo un anno di duro lavoro, caratterizzato dal tentativo (speriamo riuscito) di diffondere notizie che riguardano la vita dei cittadini in carne ed ossa. E di contribuire concretamente ad un impegno non rituale per la libertà di informazione e i diritti civili.

Il nostro giornale cresce sempre di più: aumentano i lettori e, di conseguenza, le aspettative nei nostri confronti. D’altra parte il microcosmo della comunicazione, nel nostro Paese, attraversa una crisi senza precedenti, che corre di pari passo con il degrado della politica inducendo nella cosiddetta ‘società civile’ un senso di smarrimento e di angoscia.

La crisi economica ha chiuso drammaticamente il cerchio: milioni di cittadini faticano ad arrivare dal mese, senza ricevere corrette informazioni su quanto sta accadendo attorno alle loro esistenze impoverite. Dunque al forte disagio sociale si aggiungono i pesantissimi limiti in materia di ‘partecipazione’.

Il nostro progetto, come sanno molti di voi, non consiste ‘soltanto’ nel produrre ogni giorno un quotidiano online. InviatoSpeciale è il giornale di una Onlus, The GlobalVillageVoice, sorta proprio per porre l’accento sulla sempre più carente libertà di informazione e sui processi di omologazione in atto nei mass media italiani. Notizie ‘nascoste’ o trascurate, censure preventive e successive, disattenzioni volute o figlie di cattive scuole professionali. Insomma, se il panorama è desolante si tratta non solo di raccontare davvero ciò che accade nel Paese, ma anche di favorire un impegno associativo che veda al centro il protagonismo dei cittadini, degli aspiranti cronisti, di coloro che desiderano riprendere la parola all’insegna della verità e dell’etica.

Il nostro quotidiano dovrebbe essere infatti scritto ‘insieme’, da giornalisti e cittadini. Così come la Onlus richiede l’impegno di chiunque voglia rimettere in cima all’agenda delle ‘cose da fare’ i temi della libertà e della partecipazione.

Vorremmo cittadini non soltanto spettatori, ma protagonisti. E da questo punto di vista non siamo ancora soddisfatti. La rete di collaboratori ad InviatoSpeciale si è allargata ma non nelle dimensioni che speravamo. Così come TheGlobalVillageVoice stenta a decollare. Ci siamo domandati come mai chi, pur molto critico con la ‘stampa omissiva’, preferisca proprio quest’ultima per spedire foto, commenti, impressioni, considerazioni varie.

Eppure InviatoSpeciale è nato anche per offrire una chance a tutti coloro che vorrebbero diventare giornalisti. Nel contempo, chi manifestasse quel desiderio dovrebbe sostenere l’editore del giornale, vale a dire la nostra Onlus, che rappresenta il volano ‘politico’ e finanziario per far vivere il giornale.

Noi ci siamo posti il problema di valorizzare le opportunità e il merito, due degli elementi costitutivi della libertà reale, sempre più sviliti nel Paese delle raccomandazioni e delle conventicole. E ci piacerebbe ricevere in cambio una risposta più convinta dai nostri lettori, da chi ci segue ogni giorno con attenzione. Nell’interesse di tutti e di un bene supremo chiamato ‘libertà’. Una parola sempre più abusata, sui mass media e nei palazzi della politica. Una parola che rimane sempre più sulla carta e che non viene quasi per nulla ‘praticata’.

Un saluto caro a tutti voi, care lettrici e cari lettori. E appuntamento a settembre.

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InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008