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Energia, il business dei certificati bianchi

Autore: . Data: lunedì, 19 luglio 2010Commenti (3)

In un futuro incerto, il mercato offre nuove prospettive. Un articolo per ‘Tu Inviato’

La promozione del risparmio energetico di elettricità e gas attraverso la diffusione di tecnologie più efficienti è stata introdotta in Italia come obbligo per le imprese distributrici. Questi obblighi possono essere raggiunti sia direttamente che attraverso l’acquisto di ‘Titoli di efficienza energetica’ detti “certificati bianchi”. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato l’Ingegnere Giuseppe Scapillati, ufficio ingegneria della Montesanto srl e docente di Energy management presso la Confcommercio di Termoli.

Parliamo dei Tee (titoli di efficienza energetica) o certificati bianchi. Cosa sono?
Sono titoli che attestano il risparmio energetico conseguito attraverso interventi di incremento dell’efficienza specifici nei consumi finali. Tale sistema prevede che i distributori nazionali di energia elettrica e i distributori di gas naturale realizzino tali interventi presso gli utenti finali al fine di conseguire un obiettivo obbligatorio annuale di risparmio energetico. Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti, effettuate dall’Autorità. Un certificato equivale al risparmio di 1 tonnellata equivalente di petrolio (tep), che è l’unità convenzionale di misura usata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia tenendo conto del loro potere calorifico. I Tee si distinguono in tre tipologie: tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica; tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale; tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi diversi da quelli di cui ai punti 1 e 2.

Quando nascono e con quale motivazione?
La promozione del “risparmio energetico” attraverso i “certificati bianchi” è stata prevista dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004; l’Autorità ha definito le regole tecniche ed economiche per l’attuazione del meccanismo e ripartisce annualmente gli obiettivi nazionali tra i distributori di energia elettrica e gas naturale secondo i criteri definiti dai decreti. Gli obiettivi sono crescenti nel tempo, e possono essere raggiunti attraverso la realizzazione d’interventi presso i consumatori finali (es.: installazione di elettrodomestici o caldaie ad alta efficienza, interventi di isolamento termico degli edifici, interventi per aumentare l’efficienza energetica di processi industriali, lampadine ad alta efficienza etc.) che ne traggono beneficio diretto in termini di riduzione della propria spesa energetica. Per dimostrare di aver raggiunto gli obblighi di risparmio energetico e non incorrere in sanzioni dell’Autorità, i distributori devono consegnare annualmente all’Autorità un numero di ‘titoli di efficienza energetica’ equivalente all’obiettivo obbligatorio.

Chi li regola?
I Tee sono regolamentati nel modo seguente: l’Autorità valuta i risparmi energetici conseguiti dai singoli interventi e autorizza il Gme all’emissione dei certificati bianchi. I Tee sono emessi dal Gestore del mercato elettrico (Gme) a favore dei distributori, delle società controllate dai distributori medesimi o a favore di società operanti nel settore dei servizi energetici (Esco) con l’obiettivo di certificare la riduzione dei consumi conseguita attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.

Chi può beneficiarne cosa deve fare? Facciamo un esempio pratico.

La domanda di Tee è espressa dai distributori soggetti all’obbligo, i quali, attraverso i loro progetti, avranno ottenuto dei risparmi inferiori al loro obiettivo annuo e pertanto dovranno acquistare sul mercato i titoli mancanti per ottemperare all’obbligo. L’offerta, invece, è espressa: a) dai distributori che avranno conseguito risparmi superiori ai loro obiettivi e che potranno, quindi, offrire sul mercato i Tee in eccesso;  b) dai distributori non soggetti all’obbligo; c) dalle Esco, anch’esse non soggette ad alcun obbligo, le quali potranno vendere i Tee conseguiti. Per poter quantificare l’equivalenza in tep degli interventi di efficienza energetica realizzati e quindi semplificarne e renderne uniforme la valutazione, sono state predisposte dall’Aeeg (autorità per l’energia elettrica e il gas) delle schede tecniche specifiche per ogni singolo tipo di intervento. Facendo un esempio pratico: realizzando un intervento di sostituzione di una caldaia unifamiliare (riscaldamento ed acqua calda sanitaria) con una nuova a 4 stelle di efficienza alimentata a gas naturale e di potenza termica nominale non superiore a 35 kW, in una città come Roma (zona climatica D),  secondo la scheda tecnica n° 3 dell’Aeeg è possibile ottenere un risparmio lordo annuo di 0,067 tonnellate equivalenti di petrolio. Considerando che le caldaie con 1 o 2 stelle di rendimento sono la quasi totalità del mercato italiano (circa il 99%), si desume facilmente la potenzialità di questo tipo di intervento in termini di risparmio energetico. Altro esempio, un impianto fotovoltaico di potenza 15 KW consente, in una città come Roma, un risparmio specifico lordo annuo di circa 4,5 tep.

Ci sono dei limiti imposti annualmente?

I Decreti determinano gli obiettivi quantitativi nazionali di incremento dell’efficienza energetica che dovranno essere conseguiti dai distributori di energia elettrica e dalle imprese distributrici di gas naturale con più di 50.000 clienti finali attraverso progetti che prevedono misure ed interventi sugli usi finali di energia. Tali progetti attribuiscono il diritto al rilascio dei Tee e possono essere realizzati direttamente dai distributori, da loro controllate, dalle Energy Service Companies (Esco), ovvero società terze operanti nel settore dei servizi energetici.

Qual è il volume degli scambi attuali?
Dall’avvio del meccanismo fino al 31 dicembre 2009, sono stati certificati 5.181.093 titoli di efficienza energetica. Solo dal 31 maggio 2009 al 31dicembre 2009 ne sono stati certificati 1.396.641 Tee. Considerando che attualmente il valore di 1 tep è di circa 100 €, si desume facilmente che il giro d’affari dall’inizio del meccanismo dei Tee ha superato i 500 milioni di €, con ottime prospettive di crescita.

Siamo ormai in prossimità della fine del primo ‘step’, 2005-2012, con cui si erano fissati degli obiettivi. Raggiunti? Soddisfatti?
In seguito alcuni dati che evidenziano come per gli obiettivi dei prossimi due anni d’obbligo (2009, che si chiude il 31 maggio 2010, e 2010), in base allo stock di progetti già presentati, si possano oggi prevedere gradi di copertura compresi rispettivamente negli intervalli 94-102% e 34-47%. C’è comunque la potenzialità di copertura totale degli obiettivi incrementando gli interventi di efficienza energetica.

Alessandro Cascia

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Commenti (3) »

  • Solo Olliemag ha detto:

    Il giudizio generale sul sistema di incentivazione dell’efficienza energetica mediante i certificati bianchi, emerso da uno studio realizzato dalla società Bic (Business integration partners) per conto di Federutility e Anigas, e’ che risulta un meccanismo che ha dato dei risultati positivi, ma che necessità di qualche intervento correttivo.

  • Ferdinando Rio ha detto:

    Come facciamo ad essere sicuri che i calcoli sono esatti? che dopo tutti gli investimenti finanziari spesi dalle nostre tasche non viene fuori che chi ha attribuito un tal certificato bianco non si sia semplicemente sbagliato? In finale prima di costruire le apposite strutture non c’e’ un modo sicuro per verificarne il risultato.

  • Max Fors ha detto:

    L’articolo è interessante e approfondito, soltanto mi chiedo come mai qui in Italia sembra non partire il progetto dell’energia eolica, o meglio, vengono costruiti giganteschi mulini che poi non girano per mancanza di vento! Ce ne sono in Calabria, ad esempio….non vi pare uno spreco?

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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