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Corruzione nella sanità pugliese

Autore: . Data: lunedì, 19 luglio 2010Commenti (0)

Arresti per funzionari pubblici ed imprenditori e sospetti sull’ex assessore del centro sinistra Alberto Tedesco, nel frattempo diventato senatore.

Il gip Vito Fanizzi, su richiesta dei sostituti procuratori della Repubblica Desiree Digeronimo, Marcello Quercia e Francesco Bretone, sabato scorso ha ordinato l’arresto di cinque persone nell’ambito di uno dei filoni di inchiesta sulla sanità pugliese.

Si tratta di due imprenditori del settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti e di tre manager della Asl di Bari, posti ai domiciliari dai carabinieri. Le accuse sono di turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità materiale in atti pubblici.

Le indagini avrebbero svelato l’esistenza di intrecci illegali tra il management sanitario ed il mondo delle imprese e coinvolgerebbero anche l’ex assessore regionale alle politiche della Salute, Alberto Tedesco, che dopo essersi dimesso a causa delle inchieste era stato ‘premiato’ dal Pd, che facendo ‘trasferire’ Paolo De Castro al Parlamento europeo liberò un posto in Senato per lui, permettendogli di conquistare l’immunità parlamentare.

I personaggi coinvolti sono Francesco Petronella, 53 anni, imprenditore, titolare di fatto della società Vi.Ri., Michele Columella, legale rappresentante della Vi.Ri., nipote del primo, Antonio Colella, 43 anni, già capo Area Gestione Patrimonio della Asl di Bari, Nicola Del Re, 51 anni, dirigente della Asl di Bari, Filippo Tragni, 51 anni, dirigente della Asl di Bari. Le indagini hanno consentito di evidenziare l’ingerenza illecita degli indagati a sostegno degli interessi economici di alcune imprese.

All’azienda che fa capo a Michele Columella e Francesco Petronella nell’aprile del 2009 venne assegnato l’appalto dell’Asl di Bari per un importo di circa 5 milioni di euro, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti speciali prodotti dalle strutture sanitarie. Favori sarebbero stati fatti anche alla Draeger Spa, rappresentata da Elio Rubino, con l’assegnazione di un altro appalto dell’importo di circa 2 milioni e 600 mila euro, relativo alla fornitura di attrezzature necessarie per il completamento della nuova sede dell’Istituto ricovero e cura ‘Giovanni Paolo IÌ di Bari (Istituto Oncologico) e alla Consanit scpa con l’assegnazione dell’appalto relativo alla fornitura di arredi di laboratorio per l’importo di circa 2 milioni di euro.

Agli occhi degli inquirenti, secondo indiscrezioni, sarebbe risultata allarmante la facilità con cui gli indagati intervenivano nelle sedute dei seggi di gara al fine di attribuire punteggi decisamente superiori nelle valutazioni delle offerte dal punto di vista tecnico e qualitativo rispetto alle ditte concorrenti.

Gli indagati avrebbero fatto in modo così di far aggiudicare gli appalti in favore dei propri ‘amici’ ed in danno alle altre ditte partecipanti. L’esame di alcune gare avrebbe evidenziato un meccanismo illecito di aggiudicazione, basato non sulla libera concorrenza, ma strutturato su intese illegali favorite dai funzionari pubblici Nicola Del Re e Filippo Tragni.

Lo stravolgimento delle regole sarebbe stato possibile grazie alla rivelazione di notizie segrete sull’istruttoria fatta in più occasioni dai funzionari agli imprenditori.

I magistrati inquirenti avevano chiesto al gip anche l’arresto per Elio Rubino, genero di Tedesco e per il segretario del parlamentare, Mario Malcangi, ma il giudice Fanizzi ha rigettato la richiesta. In ogni caso il senatore del Pd è indagato per turbativa d’asta, concorso in violazione del segreto d’ufficio e corruzione.

Per lui la Procura non ha chiesto misure cautelari, nonostante le indagini gli affiderebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo delle attività illecite. In una nota la Procura ha specificato che “nei suoi confronti sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette”.

Intanto il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari per Sandro Frisullo, anche lui del Pd ed ex vicepresidente della giunta regionale pugliese. L’uomo fu arrestato il 18 marzo scorso e recluso per 21 giorni nel carcere di Bari sempre in relazione alla gestione della sanità in Puglia. Dall’8 aprile era ai domiciliari. Qualche giorno fa i suoi difensori avevano depositato una nuova richiesta di revoca della misura cautelare, ottenendo il parere favorevole della Procura. Il gip, a quanto si è appreso, ha revocato gli arresti domiciliari perchè sarebbero venute meno le esigenze cautelari. L’inchiesta in cui è coinvolto Frisullo riguarda le forniture alla Asl di Lecce. Nell’inchiesta sono indagate altre sei persone tra cui i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, Anche Frisullo, al pari di ‘Papi Silvio’ si sarebbe ‘giovato’ della compagnie di alcune squillo messe a disposizione da Tarantini,

Se le indagini proseguono, per la verità con una certa lentezza, i problemi politici relativi a questi episodi di corruzione sembrano sepolti nel silenzio. Il senatore Tedesco, nonostante sia coinvolto in una vicenda dai contorni dubbi, non ha sentito il bisogno di dimettersi da parlamentare per mettersi a disposizione della magistratura ed il suo partito non lo ha neppure ‘sospeso’ in attesa che il quadro giudiziario si chiarisca.

Sempre Tedesco, quando fu chiamato in giunta dal presidente della Regione, Nichi Vendola, era già in una posizione delicata, perchè la moglie e i figli possedevano delle partecipazioni azionarie in alcune società che commercializzano in Puglia prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. Per risolvere il conflitto di interessi si sarebbe formata allora una nuova società che, secondo alcuni organi di stampa, avrebbe visto crescere il proprio fatturato con insolita rapidità.

Sebbene il governatore pugliese abbia a più riprese affermato di essere sempre stato all’oscuro di tutto, cosa credibile, questo non assolve il governo regionale, coinvolto ai massimi livelli in una brutta vicenda di malgoverno. E di certo avrebbe dovuto indurre il Pd ad una seria riflessione al suo interno, aprendo un dibattito serio e profondo sui motivi che hanno portato un assessore dimissionario in Senato.

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