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Aziende in crisi: adesso tocca ad Italtel

Autore: . Data: lunedì, 19 luglio 2010Commenti (0)

Preoccupazioni per il rinnovo della cassa integrazione, dichiarata illegittima dal tribunale.

237 lavoratori dell’Italtel della sede di Castelletto di Settimo Milanese erano stati messi in cassa integrazione dall’azienda, ma il Tribunale del capoluogo lombardo nei giorni scorsi aveva condannato l”azienda per comportamento antisindacale ed ordinato l’immediato reintegro dalla cig straordinaria ritenendo illegittime le modalità utilizzate per il ricorso all’ammortizzatore sociale.

Adesso, però, a parere dei sindacati l’amministratore delegato, Umberto De Julio, sembra aver intenzione di correggere il presunto “vizio di forma” che avrebbe indotto il giudice a sanzionare Italtel ed a riproporre la cassa integrazione.

Il quadro sarà più chiaro dopo il previsto incontro tra i legali dell’azienda e dei sindacati. Giovedì 22 luglio, in ogni caso, i lavoratori si riuniranno in assemblea per capire come uscire dalla crisi. “Non siamo numeri, questi quattro mesi sono passati tra ansie, tensioni e paure” ha dichiarato un operaio.

La sentenza del Tribunale di Milano, imponeva all’azienda di “revocare immediatamente ed ex ante tutte le sospensioni in Cigs e riammettere immediatamente i lavoratori sospesi nei relativi posti di lavoro”. Su 237 lavoratori dichiarati con parola inaccettabile in “esubero”, erano state emesse 212 lettere di mobilità e attualmente sono 198 le persone in cassa integrazione.

Da quando si è aperta la vertenza un cassintegrato si è suicidato ed i familiari hanno preferito tenere la notizia privata, ma non sono poche le testimonianze che ricollegano la tragedia alle preoccupazioni indotte dalle preoccupazioni per la perdita del lavoro.

Adesso Italtel dovrà pagare ai lavoratori sospesi in modo illegittimo “l’intero trattamento retributivo e contributivo dalla data della sospensione in poi”, come ha deciso il magistrato del lavoro.

L’azienda che occupa circa 2000 dipendenti è in gravi difficoltà e si occupa di telecomunicazioni, un settore in forte sviluppo ed ha filiali ed insediamenti oltre che nel milanese anche a Roma ed a Carini in provincia di Palermo.

Andrea Bellisai, segretario generale della Fim Cisl di Milano, ha detto: “I problemi in Italtel permangono e vanno affrontati con responsabilità da tutte le parti, azienda e governo in primis. La sentenza del Tribunale di Milano è un importante risultato, sia per i lavoratori che vengono reintegrati dalla sospensione illegittima in cigs, sia perché si riafferma un ruolo del sindacato come soggetto attivo e non come semplice notaio delle scelte aziendali”.

La Fim Cisl sostiene da tempo, anche con iniziative legali, che le procedure di consultazione previste dalla legge e gli accordi gestionali che ne derivano non possono essere delle mere tempistiche burocratiche in cui le aziende, come in questo caso Italtel, patendo difficoltà economiche e di mercato scarichino gli effetti negativi sui lavoratori.

Revocata la cigs, il sindacato chiede ora la ripresa del  confronto a livello nazionale, con il coinvolgimento attivo del ministero dello Sviluppo economico al fine di evitare ulteriori azioni unilaterali di Italtel.

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