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Aquila: i terremotati protestano

Autore: . Data: mercoledì, 28 luglio 2010Commenti (0)

Uno sbarramento di polizia tenta di impedire la partecipazione dei cittadini ad un convegno. Un comunicato di 3e32.

In una lettera dal titolo “Non c’è partecipazione senza polizia” l’associazione che riunisce numerosi abitanti del capoluogo abruzzese colpiti dal Sisma ha scritto:

Ci risiamo. Ma oggi è stato davvero paradossale.

Ci stavamo recando con tanti altri cittadini al convegno “L’Aquila 2020, e poi?” organizzato dal Pres. Chiodi e dell’arch. Fontana.

Un convegno in cui si parla del futuro del nostro territorio, un argomento che sta a cuore a tutti i cittadini del cratere, lo immaginiamo da più di un anno, ne discutiamo,  ne scriviamo, organizziamo incontri, convegni, workshop …

Naturale voler essere presenti, altrimenti che cittadini saremmo?

Ma le strade di accesso al Ridotto del Teatro, sede del convegno, sono bloccate dalla polizia con tanto di camionette.

Di qui non si passa! Ma non voglio fare nulla, voglio assistere a un convegno sulla ricostruzione!

E’ un problema di ordine pubblico, ci dicono, bisogna impedire il sovaffollamento della sala.

Facciamo notare che non si è mai visto che le presenze ai convegni vengono controllate dalla Digos. E’ per la vostra incolumità – azzarda qualcuno dopo altre insistenze – E qua ci viene da ridere! Ma quella piazza è normalmente aperta, ci portiamo anche i nostri bambini!

Vista la nostra determinazione, la stessa di Roma, il buon senso prevale e alla fine ci fanno passare. Il Ridotto, benchè sia già passata l’ora prevista per l’inizio del convegno, è semivuoto. Con la lentezza imposta dalle forze dell’ordine che ora bloccano, ora lasciano passare, arrivano altri cittadini. La sala si riempie,  e il convegno  si  svolge, come era naturale, regolarmente – a parte l’amarezza di sentir parlare di partecipazione e  ascolto della cittadinanza subito dopo essere stati bloccati in quel modo.

Ma di chi è stata la brillante idea di schierare la polizia a difesa di un convegno? Ma cosa c’era da difendere?

Di chi è la responsabilità di questa ennesima figuraccia per la democrazia?

Chi ha dato quell’ordine, sfidando il senso del ridicolo? Il Presidente Chiodi? Il Prefetto, il Questore?  E in base a quale logica si chiude una piazza della città senza che il Sindaco lo
sappia, quando la piazza stessa è vuota, e dunque  che non c’è nessun problema di ordine pubblico?

Chi considera la partecipazione democratica, civile e civica un problema di ordine pubblico?

Chi ad ogni assemblea cittadina, ad ogni convegno e incontro manda agenti della Digos ad ascoltare e prendere appunti?

A chi fanno paura i cittadini che si confrontano e si organizzano?

Se il modello di partecipazione targato Chiodi prevede camionette e lampeggianti non lo accetteremo mai. Come abbiamo fatto oggi.

Comitato 3e32

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