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L’Opus Dei sbarca su Youtube

Autore: . Data: martedì, 29 giugno 2010Commenti (0)

Filmati e testimonianze su San Escrivà, figura controversa

In occasione del 35esimo anniversario della morte del fondatore dell’Opus Dei, San Josemaria Escrivà de Balaguer, è attivo da qualche giorno su Youtube “un canale dedicato alla figura del Santo, uno dei pochissimi di cui si hanno immagini cinematografiche. Da qui si potrà accedere a diversi filmati in cui Escrivà parla di argomenti quali la vita cristiana, l’educazione, la famiglia: documenti unici che diffondono il suo messaggio in presa diretta”. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della Santa sede.

Nel canale, inoltre, “si trovano testimonianze di fedeli all’Opus Dei, Prelatura personale della Chiesa, fondata nel 1928 con l’obiettivo di diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione d’incontro con Dio e di servizio agli altri per il miglioramento della società e che oggi collabora con le chiese locali per offrire attività di formazione. Nel canale, infine, sono presenti anche video relativi ai viaggi pastorali del Prelato, riprese di ordinazioni sacerdotali, incontri con i giovani e interviste”.

Dal canale, che si trova alla pagina youtube.com/opusdeiit, “ci si può collegare al sito ufficiale della Prelatura, tradotto in 30 lingue, che ogni anno totalizza sei milioni di visitatori e fornisce un servizio d’informazione tramite newsletter”.

Va aggiunto che l’”Opera di Dio” e la “missione” del suo fondatore Escrivà sono oggetto da tempo di critiche e osservazioni. “Per taluni – si legge sull’enciclopedia online Wikipedia – l’Opus Dei è un’organizzazione che, per determinati aspetti del suo modus operandi, è qualificabile come setta. Ad esempio vengono criticate, anche nel mondo cattolico, le sue spregiudicate tecniche di proselitismo impieganti club giovanili e centri di aiuto allo studio non operanti apertamente con il suo nome (in Italia sotto le insegne del Faes, dell’High Consulting e della Fondazione Rui) ma dove operano, apparentemente nelle vesti di ‘tutor’ ma, in realtà, ai fini del reclutamento, numerari dell’Opus Dei istruiti proprio a tale compito”.

L’Opus Dei è stata anche criticata “per il fatto di promuovere una visione della fede cattolica conservatrice ed ostile alle novità introdotte dal Concilio Vaticano II – si legge ancora – anche se è stato rilevato da fonti autorevoli come il pensiero di Josemaría Escrivá abbia anticipato di diversi anni le conclusioni raggiunte dal Concilio Vaticano II in materia di ruolo dei laici nella Chiesa e di chiamata universale alla santità, come riconosciuto da Papa Giovanni Paolo I. Altre critiche riguardano alcune pratiche di vita ritenute antigieniche, come la mortificazione corporale praticata dai membri numerari (pratica che consiste nell’applicazione sulla coscia, del ‘cilicio’, una cintura di metallo con degli uncini interni che penetrano nelle carni senza produrre ferite o sangue, allo scopo di ricordare il dolore provato da Gesù Cristo durante la crocifissione), il presunto ostracismo verso chi fuoriesce dall’Opus Dei e alcuni casi di patologie mentali sviluppati tra i numerari e le numerarie che vivono per molti anni nelle case dell’Opus Dei. In sintesi tra gli addebiti riportati da ex adepti vi sono manipolazione, segretezza parossistica, affari illegali, plagio, violenze”.

Inoltre l’Opus Dei, secondo dati fatti filtrare dalla stessa organizzazione, avrebbe “influenza” in 179 università, 630 quotidiani e riviste, 52 catene televisive. E secondo un’inchiesta condotta dal giornalista Attilio Giordano la svolta dei potere dell’Opus Dei è proprio nell’avvento di Wojtyla (che si vocifera fosse debitore dell’elezione al pontificato): “Si dice – aveva spiegato il cronista – che Giovanni XXIII dell’Opus Dei avesse timore e che Paolo VI li avversasse apertamente. Certo, Montini non riceveva neppure Escrivá de Balaguer”.

Infine, secondo un altro giornalista, Italo Moretti, grande esperto di vicende latinoamericane, l’Opus Dei “in Sudamerica – si legge ancora su Wikipedia – si fece carico di smantellare la teologia della liberazione”, corrente” che ha fondato la propria missione spirituale e sociale sulla predicazione dell’opzione preferenziale per i poveri e perciò da sempre avversata (anche sanguinosamente) dalle dittature militari e da chi le ha sostenute.

“La Chiesa – ha scritto Moretti – ha gestito la vergogna degli appoggi vaticani ai dittatori sanguinari in Cile e Argentina, di un nunzio (Pio Laghi) che giocava a tennis con il capo dei torturatori di Videla, il comandante della Marina argentina, l’ammiraglio Massera”.

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