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La finzione dei saldi

Autore: . Data: martedì, 29 giugno 2010Commenti (0)

Adiconsum chiede la liberalizzazione del mercato: “La normativa è un colabrodo”

All’inizio dell’estate, se non fosse che la crisi economica si sta mangiando inesorabilmente i salari e gli stipendi, sarebbe quasi obbligatorio parlare di sconti e offerte nei negozi. Ma “è ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi – ha dichiarato Pietro Giordano, segretario nazionale dell’associazione Adiconsum – quando ormai è sotto gli occhi di tutti come, sempre di più, tra ‘promozioni’, ‘liquidazioni’ e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo”.

Sarebbe arrivato il tempo, secondo Adiconsum, “di aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato affinché i commercianti possano misurarsi per la loro capacità imprenditoriale e non per normative di protezione varate decine di anni fa”.

Tanto più, ha sostenuto Giordano, che “Confcommercio e Confesercenti sanno benissimo che i commercianti effettuano sconti durante tutto l’anno, arrivando ad inventare anche la ‘stagione sommersa dei pre-saldi’ che si consuma durante le settimane precedenti i saldi ufficiali”. Si tratta del meccanismo attraverso il quale, surrettiziamente (con telefonate, sms e mail), “si avvertono i clienti affezionati che i saldi per loro iniziano prima e che possono quindi acquistare, molti giorni prima, i capi in saldo (spesso i migliori) che certamente non saranno a disposizione di tutti i consumatori quando ufficialmente si aprirà la stagione dei saldi in quella città”.

Adiconsum, dunque, “sfida la Confcommercio e la Confesercenti ad aprire un tavolo, con tutte le Associazioni dei consumatori rappresentative, che progressivamente liberalizzi il commercio a tutela dei consumatori, ma anche dei commercianti seri che non usano sotterfugi o concorrenza sleale”.

E per combattere tali “sotterfugi”, Adiconsum ha riproposto un decalogo per i consumatori: “Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale; è meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo, perché sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova; prestare attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto; confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati; è bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio; nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici; diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce; chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se è stata cambiata idea sul colore o sul modello); è bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa e, qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituire i soldi, occorre rivolgersi alla polizia municipale e segnalare il caso allo sportello Adiconsum”.

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