cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

La demagogia di Renata Polverini

Autore: . Data: giovedì, 17 giugno 2010Commenti (0)

La presidente della Regione Lazio e la pillola Ru486

Ieri mattina numerose donne (in gran parte del Pd) hanno protestato davanti alla sede della Regione Lazio contro le posizioni “ostruzioniste assunte dalla presidente Polverini sulla ‘RU486′.

Secondo le manifestanti le posizioni dell’esponente di centro destra “ledono di fatto il diritto delle donne a poter scegliere la metodica per l’interruzione di gravidanza nel Lazio”.

“L’imposizione dei tre giorni di degenza, a prescindere dalla valutazione medica, comporta anche un aggravio di costi rispetto ad una metodica ben più invasiva come quella chirurgica effettuata in day hospital, quando, invece, le risorse economiche potrebbero essere destinate ad iniziative di supporto alla maternità e di prevenzione – hanno aggiunto le donne – Ricordiamo che in altre regioni come la Puglia e la Toscana la procedura con la ‘RU486′ è già praticata in regime di day hospital mentre la Polverini sta costringendo le donne del Lazio a sottoporsi ad intervento chirurgico o a recarsi in altre regioni”.

Appare infatti singolare che l’interruzione chirurgica della gravidanza sia normalmente effettuata in una giornata, mentre quella farmacologica, ben meno invasiva, nel Lazio debba richiedere tre giorni di ricovero.

Per le contestatrici “la sua intenzione (di Polverini, ndr) di targare i posti letto, indicando anche quali dovrebbero essere i centri più adatti, è inaccettabile e rappresenta solo un modo per arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di allungare i tempi. I centri esistono già: sono quelli dove si pratica l’interruzione di gravidanza. Che Renata Polverini rispetti la L. 194/78 e i diritti delle donne e non faccia pagare alla sanità del Lazio il conto di una sua posizione ideologica, togliendo inoltre risorse economiche destinabili al sostegno delle famiglie”.

La neo presidente della Regione Lazio, un tempo considerata vicina a Gianfranco Fini, che sull’argomento ha di recente mostrato posizioni più aperte, sembra ormai saldamente collocata con l’area più conformista e demagogica del Pdl.

La posizione del centro destra nei confronti del farmaco appare comunque patetica. La Ru486 è in uso dal 1988 ed attualmente è utilizzata nel 30 per cento delle interruzioni di gravidanza.

Dopo la Francia – il primo Paese a metterla in commercio – il principio attivo del farmaco, il mifepristone, fu approvato in altri Paesi europei negli anni novanta e negli Stati Uniti nel settembre 2000. Nel 2003 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermato la sicurezza della pillola.

Mescolare la medicina con l’ideologia è un pericolo per la salute dei cittadini, cosa di cui non sembrano rendersi conto i politici del Pdl.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008