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I magistrati contro la manovra di Tremonti

Autore: . Data: venerdì, 18 giugno 2010Commenti (0)

Ieri giornata di mobilitazione in tutt’Italia.

Al via ieri a mezzogiorno in tuti i tribunali le assemblee promosse da magistrati, avvocati e personale giudiziario per sensibilizzare i cittadini sui “gravi problemi che attanagliano la giustizia” e resi ancora più drammatici dai tagli previsti dalla manovra economica del governo.

Tremonti è stato capace di far manifestare in modo unitario per la prima volta Anm, associazioni di categoria del personale amministrativo giudiziario e avvocati.

La battaglia durerà almeno fino al 1 luglio, giorno in cui è indetto lo sciopero totale dalle udienze.

“Anche noi – ha detto il presidente dell’Anm Luca Palamara – vogliamo contribuire al difficile momento di congiuntura, ma abbiamo il dovere di sottolineare l’iniquità di questa manovra, che rischia di essere un ulteriore colpo di grazia alla giustizia. Questa non è la protesta di una casta o di un gruppo di privilegiati, ma è quella di chi vede la giustizia non solo come un costo, ma anche come una risorsa per lo Stato”. “Sulla manovra economica non arretreremo di un solo millimetro, per la tutela e la difesa del sistema giustizia”, ha concluso il giudice.

La UilPa-Giustizia, ha fatto notare che “i tagli economici e il blocco del ricambio di personale renderanno difficile, se non impossibile, esercitare quelle supplenze che, ad ora, rendono ancora possibile il funzionamento del sistema”, mentre l’Organismo unitario dell’avvocatura ha sostenuto: “Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo lavorare tutti insieme perchè, se la giustizia non si rianima, il sistema-paese rischia di crollare”.

Manuela Massenz, presidente della sezione milanese dell’Associazione nazionale magistrati, nell’assemlea svoltasi nel capoluogo lombardo ha sostenuto che “la manovra economica ora all’esame del Parlamento è profondamente iniqua, perché incide fortemente (e con criteri comunque non ispirati al criterio della progressività) sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, senza toccare l’evasione fiscale, né le ricchezze nel settore privato”.

Per Massenz “non si vuole qui mettere in discussione le necessità sottese alla manovra economica”, ma è la misura voluta dal governo è “punitiva nei confronti della magistratura, rea di non voler limitare l’intervento penale solo contro coloro che vivono ai margini della società, rea di continuare ad applicare, pur con enormi difficoltà, il principio costituzionale dell’uguaglianzsa di tutti i cittadini di fronte alla legge”.

Il presidente della sezione milanese di Anm ha continuato: “Questa manovra avvilisce e svilisce il lavoro di tutti coloro che, di fronte a tagli indiscriminati di mezzi e di personale, a fronte di scoperture clamorose del personale amministrativo e di magistratura, da anni ormai suppliscono alle croniche carenze con l’inventiva, la supplenza, la ridefinizione della prassi, consapevoli del ruolo irrinunciabile della giurisdizione in una societa nella quale i cittadini siano portatori di diritti e non meri sudditi”. Piuttosto, “se sono necessari sacrifici – ha spiegato – chiamiamoli con il loro nome e facciamo che tutti vi partecipino”.

Nella stessa assemblea a MIlano il procuratore aggiunto, Armando Spataro, ha voluto toccare anche il tema delle intecettazioni, affermando che la norma preparata dal centro destra “limita fortemente il contrasto di qualsiasi forma di criminalità”, mentre gli sprechi e gli eccessvi costi sono da attribuire a uno stato che “paga moltissimi soldi a società concessionarie di servizio pubblico solo per poter utilizzare le linee. E le tariffe sono diverse da città a città, nonostante la commissione giustizia del Senato abbia approvato all’unanimità la decisione di andare verso un costo uniforme”.

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