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Gaza: confusa la situazione degli aiuti

Autore: . Data: martedì, 22 giugno 2010Commenti (0)

Tra annunci di nuove navi verso la Striscia e limitazioni dell’embargo israeliano, Beirut è nel guado

Ghazi Aridi, ministro dei trasporti di Beirut ha reso noto che il suo governo consentirà alle imbarcazioni cariche di aiuti umanitari di salpare verso Cipro, ma non direttamente verso Gaza.

Il rappresentante libanese ha precisato che una nave con equipaggio di sole donne ha intenzione di voler forzare il blocco alla Striscia, ma che si tratta per il momento di “una missione ipotetica”.

Una cinquantina di donne, di cui 30 libanesi, dell’associazione femminile ‘Mariam’ avevano affermato di voler essere a bordo di un cargo con quel nome diretto a Gaza.

Aridi ha detto: “Non consentirò alcuna navigazione illegale” e poi ha aggiunto che “non è possibile fare rotta direttamente su Gaza, perchè le vie marittime sono sospese” perchè, ha spiegato il ministro, c’è un formale stato di guerra tra Libano e Israele.

Il governo di Beirut teme ovviamente che qualunque azione di sostegno alla popolazione della Striscia in partenza dal suo territorio possa diventare per Tel Aviv un nuovo pretesto ed innescare un nuovo conflitto tra i due Paesi.

Aridi ha anche dichiarato che la nave ‘Naji al Ali’ “sarà sottoposta a verifiche tecniche” prima che possa prendere il mare dal porto settentrionale libanese di Tripoli.

Fonti di stampa hanno sostenuto poi che un portavoce dell’organizzazione non governativa libanese ‘Free Palestine’ ha confermato che il suo gruppo ha ufficialmente consegnato al ministro Aridi una richiesta per fare rotta verso Cipro da Tripoli a bordo della ‘Naji al Ali’.

Lo stesso esponente palestinese ha confermato che la sua organizzazione, un’altra ong libanese chiamata ‘Giornalisti senza limiti’ e le donne di ‘Mariam’ stanno coordinando il calendario delle loro partenze per Gaza, anche se ancora nulla “è stato stabilito”.

Aridi ha però affermato che che “non ci sono navi chiamate ‘Mariam’, si tratta piuttosto un viaggio ipotetico che è stato definito ‘Mariam’”.

Al momento, tuttavia, non si trova alcun riscontro con le organizzatrici di questa spedizione al femminile, che appaiono irraggiungibili per la stampa.

Intanto l’agenzia di stampa Isna, citando Mohammad Javad Jafarian capo della Mezzaluna rossa, ha dato notizia che la partenza di due navi iraniane di aiuti per Gaza è stata ritardata a causa di problemi di coordinamento e di scambio del carico. Al momento ”non è stata definita una data” per la partenza delle imbarcazioni, ha aggiunto Isna.

”Le due navi iraniane porteranno aiuti umanitari e non avranno armi a bordo…qualsiasi aggressione contro di loro sarà una violazione del diritto marittimo”, ha spiegato Jafarian.

Israele intanto avrebbe revocato il blocco terrestre della striscia di Gaza, limitatamente però a prodotti che hanno impieghi civili, mantenendo quello navale. La decisione è stata annunciata a conclusione di un colloquio del premier Benyamin Netanyahu con l’inviato di Unione Europea, Stati Uniti, Onu e Russia per il Medio Oriente, l’ex premier inglese Tony Blair.

L’Iran aveva deciso di inviare le due navi di aiuti dopo l’attacco mortale dell’esercito israeliano alla ‘Freedom flotilla’, nel quale lo scorso 31 maggio avevano perso la vita 9 militanti pacifisti turchi.

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