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Rai, presidio di protesta

Autore: . Data: giovedì, 6 maggio 2010Commenti (0)

Oggi alle 18,  su Minzolini e il caso-Mills 

“67 giorni, 13 ore, 58 minuti, e 14 secondi sono trascorsi senza risposta dalla richiesta di rettifica al Tg1 a proposito della prescrizione che non è assoluzione”. Lo hanno scritto a chiare lettere, ieri alle 15,  quelli della “Valigia blu” (http://www.valigiablu.it), che chiamano a raccolta i cittadini per oggi alle 18 a Roma, in viale Mazzini, davanti alla sede della Rai.

Per chi non lo ricordasse, il caso in questione è relativo all’annullamento da parte della Corte di Cassazione, lo scorso 25 febbraio, della condanna dell’avvocato David Mills a 4 anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari decisa dalla Corte di Appello di Milano “perchè il reato è prescritto”. Prescrizione diventata “assoluzione” nell’intepretazione giornalistica del Tg1.

“Un’informazione che divora notizie su notizie senza darci il tempo di capire – spiegano i promotori – un sistema che non si ferma mai perché bisogna essere fast, veloci, mordi e fuggi non poteva prevedere la Valigia Blu: 200.000 cittadini che, tramite facebook, sottoscrivono una richiesta di rettifica al Tg1 per una notizia sbagliata, scrivono una lettera ai vertici Rai, la risposta non arriva e loro non mollano”.

Sono passati due mesi e mezzo dal fattaccio, e “nel vortice pauroso dell’informazione ad alta velocità si pensava, si sperava (?) che ci saremmo arresi, stanchi, avviliti, sfiduciati, disillusi da un sistema di potere chiaramente più forte, che se decide di non rispondere tu puoi solo subire e basta perché poi c’è la vita ed è un impegno grande e non puoi dedicarti con costanza, passione e ostinazione a una semplice richiesta di rettifica. E invece no, dopo un mese noi siamo ancora lì davanti ai cancelli della Rai e chiediamo rispetto. Abbiamo diritto a una risposta!”

Prescrizione non è assoluzione e “dovete ammettere l’errore – accusano gli organizzatori della protesta – dovete scusarvi e quando un cittadino vi scrive una lettera (per di più a nome di altri 200.000 cittadini) avete il dovere sacrosanto di rispondere! E’ indegno, indecente e indecoroso il vostro silenzio.Noi non ci fermiamo: abbiamo solo chiesto una rettifica. E ogni mese saremo lì a ricordarvi che i cittadini vanno rispettati come in ogni sana, bella e forte democrazia”.

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