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Primo Maggio: il ‘concertone’ inutile

Autore: . Data: lunedì, 3 maggio 2010Commenti (3)

La kermesse musicale è ormai un evento di ‘plastica’.

Nel Paese degli annunci a vuoto anche Cgil, Cisl e Uil hanno imparato ad adattarsi. E l’evento musicale offerto dai sindacati ai giovani che non protegge (precariato, contratti surreali, sfruttamento, stage, assenza totale di opportunità) è stato un avvilente esempio di nulla assoluto.

La presentatrice, Sabrina Impacciatore, è stata la prima donna dopo venti anni a presentare lo spettacolo, pur non avendo mai avuto un ruolo di particolare rilievo in quello che una volta si chiamava ‘movimento democratico’.

Da un palco inutilmente mastodontico, la ragazza ha spiegato ai convenuti i ‘colori’ della giornata: rosso, ovvero “il colore della passione, del conto in banca, della Ferrari e dei pomodori di Rosarno”. Giallo, come “i tanti misteri di questo Paese”. Nero, che è “colore di Barack Obama e del lavoro nero”. Bianco,”come voleva diventare un grande artista come Michael Jackson”.

La Ferrari ed i pomodori di Rosarno mescolati con Barak Obama ed i misteri del Paese, tra lavoro nero, Michael Jackson, conto in banca e passione. Quasi triglie con cioccolata e formaggio pecorino, nella miglior tradizione della ‘cucina creativa’ che impazza in tv di questi tempi.

E che dire di razzismo, xenofobia, violenza contro gli omosessuali? “Mi sembrano veramente delle stronzate”, ha affermato Impacciatore, utilizzando un linguaggio ‘moderno’, in linea con le scelte di una parte dei sindacati, Cisl e Uil in particolare, che hanno di recente accettato di buon grado le ‘innovazioni’ gradite da Confindustria e governo ai modelli di contrattazione.

Tra gli spettatori c’era ‘voglia di musica’, eppure non si vedeva una bandiera rossa simbolo del mondo del lavoro, un vessillo colorato del movimento della pace, un cartello, uno striscione, una sola cosa che fosse in grado di far capire ad un turista giapponese, americano o austriaco che quel concerto era per il Primo maggio e non un evento promozionale organizzato dalla Pepsi Cola.

Ma era d’obbligo essere ‘colti’ ed allora la presentatrice e l’attore Rolando Ravello hanno regalato al pubblico una imperdibile interpretazione teatrale. Non si trattava di un ammuffito richiamo a Bertold Brecht e neppure di un brano rubato a Samuel Beckett o Eugene Ionesco. Tantomeno i due si sono cimentati con Cocteau, Musil, Sartre o con il trasgressivo Wedekind. No, hanno recitato un brano tratto da ‘Palombella rossa’ di Nanni Moretti, una nota pietra miliare della cinematografia mondiale.

Poi sempre Impacciatore ha letto insieme alla brava Carlotta Natoli delle finte lettere di finti figli di migranti. Patacche, perchè chiunque abbia incontrato per una sola volta nella vita un solo bimbo africano, asiatico o sudamericano sa bene che non scrive in quel modo, non pensa in quel modo e neppure si esprime in quel modo. Ma poco importa, era come la cucina cinese fuori dalla Cina, adattata al Paese ospitante. Quello che conta di questi tempi è ‘rendere l’idea’ e ci sono tanti bravi ‘bianchi’, adulti e consapevoli, che sanno ‘interpretare’ i disagi dei piccoli stranieri. Come è accaduto sabato, appunto.

Altro particolare ‘trasgressivo’ del ‘concertone’ è stata ‘Bella Ciao’, in Italia considerata ormai una canzone vietata, cantata di Cristicchi ed applaudita al pari di Tanto pé cantà.

Edoardo Bennato, durante la propria esibizione ha fatto entrare due finti carabinieri per simulare un arresto durante la lettura di un brano sull’unità d’Italia. Lontanissimi i tempi in cui Jim Morrison era arrestato sul serio e per far discutere non doveva pagare delle comparse.

Il Primo Maggio, in un Paese nel quale un numero enorme di giovani non lavorano, dove le case discografiche sembrano diventate la succursale di un presunto ‘talent show’ (trasmesso dalle reti del presidente del Consiglio) e mentre la passione politica ha lasciato il posto al tifo calcistico o all’overdose da facebook ci sarebbe da aspettarsi altro tipo di iniziative.

Ma senza idee è difficile costruire qualcosa. E San Govanni sabato scorso non sembrava certro una fucina di inventiva.

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Commenti (3) »

  • Ermelinda ha detto:

    Felice di essere d’accordo. Pischella ma non troppo che al concertone c’è andata e si è fatta venire il mal di testa. Non tanto per la normale cappa di fumo. Piuttosto per quelle lettere finte e colorite da voci patetiche che non sanno neanche dove stanno di casa i problemi reali. Non che io lo sappia, tanto che, se ne avessi la possibilità come gli organizzatori del “1°maggio”, non mi sognerei manco di allestirlo in casa un teatrino del genere.

  • *stellina jackson* ha detto:

    la signorina impacciatore non ha capito proprio niente..non dico altro..

  • lucio ha detto:

    complimenti….le ultime righe di quest’articolo mi sono piaciute:rispecchiano a pieno la realtà dei fatti

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